APPROFONDIMENTO

Evoluzione della rete come piattaforma di distribuzione dei contenuti video

Evoluzione della rete come piattaforma di distribuzione dei  contenuti video
 

Il settore dell’intrattenimento sta attraversando una profonda trasformazione dettata sostanzialmente dall’importante crescita dell’offerta dei nuovi servizi video digitali sul mondo Internet. Le offerte video da parte di soggetti globali (quali Netflix e Amazon in primis, ma anche Youtube e Facebook), inizialmente in modalità Video on Demand (VoD), stanno recentemente evolvendo verso la diffusione di canali televisivi in diretta; il servizio Youtube TV di Google lanciato ad aprile 2017 ne è l’esempio.

 

Esempi di posizionamento di alcuni Big Telco sulla catena del video

Le recenti dimostrazioni relative al fatto che il 5G potrà garantire velocità dell’ordine dei Gbps e la scelta di effettuare trial 5G mirati al video di operatori americani come AT&T e Verizon ma anche di British Telecom in Europa lasciano intendere che la trasmissione di video e TV costituirà uno dei principali servizi anche nella nuova era 5G.
In questo percorso di migrazione della fruizione dei clienti dal “Broadcasting” alla “Rete”, gli operatori hanno quindi l’opportunità di far diventare la rete fissa e mobile una delle principali piattaforme di distribuzione di contenuti, sia sviluppando servizi per la propria offerta video (con contenuti e diritti propri o mediante aggregazione di contenuti di terzi) sia come veicolo per l’offerta video di terzi.
In relazione alla propria offerta, questa nuova spinta sta inoltre portando gli operatori a modificare la stessa modalità di offerta dei contenuti video: in molti casi gli operatori stanno infatti migrando da una modalità di tipo IPTV (in cui tutta la filiera, incluso il set-top-box è gestito dall’operatore stesso) ad un  modello più aperto “App-based” in cui il servizio diventa un’applicazione indipendente dal device e dalla connettività del cliente finale. Vanno in questa direzione ad esempio il servizio DirectTVNow di AT&T che andrà gradualmente a sostituire la corrispondente offerta IPTV e alcuni recenti annunci di DT sull’intenzione di lanciare un servizio “OTT-TV standalone”.
Al fine di poter cogliere appieno queste nuove opportunità, i Telco devono e dovranno sempre più attrezzarsi per la crescita molto importante del traffico di Video su IP nelle reti sia fisse che mobili che questa trasformazione porta con sè: secondo il recente report di Cisco VNI, il traffico Video su IP in Italia crescerà nei prossimi 5 anni di circa 3 volte e nel 2021 arriverà a rappresentare quasi l’80% di tutto il traffico IP.
Ciò, assieme alla necessità di gestire una qualità sempre maggiore dei video con la diffusione di video 4K o AR/VR, darà luogo a una maggiore complessità di gestione della rete e alla necessità di dotarsi di nuove soluzioni per l’ottimizzazione del traffico. Oltre ad un maggiore utilizzo della Content Delivery Network (CDN) e ad un possibile aumento della quota di traffico gestita ai bordi della rete secondo il paradigma Edge Computing, gli operatori dovranno inoltre prendere in considerazione soluzioni innovative per la gestione dei canali lineari. Un esempio in questa direzione è rappresentata dal Multicast-assisted Adaptive Bitrate (M-ABR) una soluzione che consente di trasmettere contenuti Live in modo estremamente scalabile e con bassissime latenze.

 

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