APPROFONDIMENTO

La Cloud Robotics Infrastructure e AI nell’era della5G

La Cloud Robotics Infrastructure e AI nell’era della5G
 

“Abbiamo urgente bisogno di creare un solido quadro giuridico europeo per quanto riguarda l’utilizzo della robotica e dell’intelligenza artificiale (Ai)". Lo ha dichiarato a inizio anno la parlamentare e vicepresidente della commissione giuridica europea Mady Delvaux durante la presentazione della risoluzione votata dai parlamentari UE basandosi sul report “European Civil Law Rules in Robotics” che prospetta uno scenario in cui i robot saranno sempre più presenti nella nostra vita e propone quindi di creare un quadro legislativo capace di coprire i temi di responsabilità, sicurezza e privacy parlando per la prima volta di fornire ai robot una “personalità elettronica” rendendoli così responsabili delle proprie azioni davanti alla legge.
Ma perché questa accelerata nel settore della Robotica? Uno dei motivi potrebbe ricercarsi proprio dall’imminente arrivo della nuova rete 5G che porterà quell’alleato tanto atteso negli ultimi anni dal mondo della Robotica di Servizio. Alleato che la robotica ha già provato a cercare nella rete 4G-LTE grazie alla quale si è assistito alla diffusione del concetto, prima considerato pura utopia, della Cloud Robotics.
La Cloud Robotics, la possibilità cioè di spostare in rete, nella Cloud Computing,  funzionalità “pesanti” da un punto di vista computazionale ed energetico per i processori a bordo dei Robot di Servizio, ha difatti sempre avuto come presupposto il potersi appoggiare ad una rete affidabile, con latenze accettabili e bande che permettessero l’invio di elevate moli di dati come flussi video live di alta qualità.
Svariate le applicazioni che già con le nuove reti 4.5G cominciano a comparire sul mercato da soluzioni domotiche a macchine “connesse” che interagiscono con la rete per prendere decisioni, a robot che lavorano a stretto contatto con gli operai in fabbrica. Ma questo è solo l’inizio perché la rete 5G promette funzionalità innovative come lo slicing, l’alta densità di dispositivi, ridotte latenze, alta affidabilità, maggiore disponibilità complessiva del sistema, tutti fattori indispensabili se si pensa all’applicazione di servizi basati su oggetti in grado di interagire con l’essere umano nel suo ambiente complesso e in continuo mutamento.
Armati di queste funzionalità, i robot potranno essere controllati dinamicamente in tempo (quasi) reale da una persona o tramite Artificial Intelligence in rete, potranno connettersi con persone o altre macchine e colloquiare con loro nel “linguaggio” più appropriato. In breve, la rete 5G consentirà la nascita di applicazioni che miglioreranno i servizi della Smart City, tramite droni dislocati sul territorio e sempre pronti ad intervenire per la gestione del traffico o il monitoraggio delle infrastrutture critiche per la città (strade, viadotti, ponti, ecc.); robot autonomi che accoglieranno e accompagneranno cittadini e turisti in ambienti pubblici come stazioni, aeroporti, musei; o robot che ci permetteranno di assistere ed interagire da remoto, magari con soluzioni immersive, ad eventi o in ambienti altrimenti non raggiungibili. Tutti questi sono concept di servizi che TIM sta già progettando e prototipando per poterle validare in campo con le prossime installazioni delle nuove reti radiomobili.

 

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