Modelli di business & Trends per l’IoT

La hyperconnected society e l’Internet of Everything non sono più il sogno di un lontano futuro: per le sole connessioni “Thing ←→ Thing” contiamo già oggi più di mezzo miliardo di connessioni, che diventeranno quasi 5 miliardi entro il 2025.
Le opportunità di business sono evidenti, ma non alla portata di tutti: fattori quali capacità di scalare in maniera efficiente sui volumi, flessibilità delle soluzioni, full digital transformation dei processi ed adesione ai modelli di innovazione della next digital society, rappresenteranno solo alcuni dei fattori critici di successo in un mercato che potrebbe rapidamente iniziare a concentrarsi.
Quale il ruolo del Telco? Con il valore della connettività che varia dal 5 al 30% a seconda del segmento IoT, gli operatori possono continuare a mantenere un ruolo non secondario, indirizzando con le soluzioni più adatte le varie esigenze di servizio (dai mission critical al massive machine type comm), per poi estendersi sia orizzontalmente sia verticalmente lungo i diversi stadi della catena del valore secondo i paradigmi della trasformazione da Communication Service Provider a Digital Service Provider.

 

Lo sviluppo del mercato M2M

Secondo un recente rapporto Ovum, “Cellular M2M (Machine-to-Machine) Forecasts: 2016–21”, l’LTE sarà la tecnologia dominante nel lungo termine in ambito Machine to Machine, raggiungendo i 212 milioni di connessioni nel 2021. Nel 2021, 2G e 4G risulteranno alla pari, con 212 milioni di connessioni ciascuna, mentre il 3G ne avrà circa 172 milioni. Tuttavia, queste tecnologie staranno percorrendo la loro parabola discendente, mentre LTE registrerà una forte ascesa.
Le connessioni 2G continueranno a persistere a lungo, mentre il 3G sarà la tecnologia con minore futuro come bearer del M2M.
Interessante notare come la categorizzazione adottata da Analysis Mason metta bene in evidenza la grande eterogeneità del mercato dei servizi M2M, caratterizzato da combinazioni di soluzioni B2B e B2B2C, varietà delle tipologie di industry e diverse esigenze di livelli di servizio.
A livello worldwide, le connessioni cellulari M2M cresceranno secondo un CAGR del 19% e continueranno quindi a rappresentare un importante fattore di crescita per i telco tradizionali: si passa da 205 milioni al 2014 a 1,3 billion al 2025 (in WE (Western Europe), CAGR del 17% con 40 milioni nel 2014 e 220 milioni nel 2015).

 

Sono anche interessanti le prospettive di crescita dei ricavi da connettività cellular M2M (Figura 1) - CAGR del 16% - che arrivano a USD 23.6 billion nel 2025 con una Average Revenue per Connection che decresce fino a USD1,6/mese nel 2025 (in WE nel 2025 ricavi USD 5 Billion).
I ricavi sono guidati dal settore automotive, comunque l’ARPC più elevato sarà da attribuire a settori quali healthcare, servizi finanziari (es. sportelli automatici) e smart retail.
I trend di accelerata diminuzione dell’ARPC inizialmente molto accentuati, tendono progressivamente a rallentare per via dell’aumento dei volumi di traffico attribuibili (vedi Figura 1).

 

Figura 1 - Connessioni e ricavi da connettività del mercato Cellular M2M Worldwide (Analysis Mason 2016)

Lo sviluppo del mercato LPWA

Per Capillary Network si intende genericamente qualsiasi infrastruttura che consente di collegare oggetti o utenti alla Internet, cioè tutti i possibili percorsi che collegano un terminale alla rete di accesso. Una capillary network solitamente fa uso di tecnologie radio a corto raggio per la connessione locale dei sensori tra loro (es. Zigbee, Bluetooth Low-Energy) e a lungo raggio (Low Power Wide Area Network – es. LoRa, Sigfox) per la loro comunicazione con i gateway, appoggiandosi invece sulle reti mobili (3G/4G/5G) per la connessione tra i gateway e il backbone e i sistemi in cloud.

 

Figura 2 - Capillary vs. Cellular Connectivity

In generale, una LPWA (Low Power Wide Area Network) è una rete a basso consumo energetico caratterizzata da:

  • Costi ridotti: per dispositivi, infrastruttura e connettività.
  • Ridotta occupazione di banda e latenza elevata: pacchetti dell’ordine di centinaia di bytes o meno, da trasmettere ogni dieci minuti o anche più.
  • Grande durata delle batterie: fino a dieci anni per una singola batteria AA.
  • Coverage elevato: l’area coperta è dell’ordine di chilometri.
  • Grandi capacità di propagazione: il segnale è in grado di penetrare anche sottoterra e molto all’interno degli edifici.

Tali caratteristiche differenziano le LPWA dalle reti a corto raggio e da quelle mobili.
Per LPWA non vi sarà una unica categoria di industry dominante in termini di connessioni, quindi vi sarà una estrema frammentazione tra soluzioni per logistica, agricoltura, industrial, smart cities, utilities etc.
In particolare, LPWA crescerà ad un CAGR del 69% (da confrontare con CAGR del 19% del cellular M2M) e supererà in termini di connessioni il mercato cellular M2M già a partire dal 2019.
Le revenues da connettività LPWA ammonteranno ad appena USD5 Billions nel 2025 contro i quasi 25 del cellular M2M (con un ARPC al 2025 LPWA di appena 1.5USD/anno contro 1.5 USD/mese del cellular M2M).
Viste anche le ridottissime revenues da connettività, ciò renderà indispensabile il raggiungimento di grandi economie di scala e flessibilità estrema nell’indirizzamento dei molteplici verticals da parte dei players di mercato.

 

Figura 3 - Connessioni LPWA Worldwide e comparazione con M2M (Analysis Mason 2016)

Business Models IoT

La Catena del Valore dell’IoT prevede una molteplicità di attori. L’attore principale del mondo IoT è il fornitore di servizi software visto come System Integrator vero e proprio che offre le applicazioni e l’analisi dei dati  (es. IBM, Accenture), a cui si aggiungono i fornitori di  device (quali sensori, attuatori, gateway, router e dispositivi di tipo hub) e I fornitori di piattaforme PaaS per lo sviluppo di servizi.
Come fornitori di connettività e network, rimangono gli operatori di telecomunicazioni tradizionali, ma emergono nuovi operatori di rete che utilizzano soluzioni di connettività wireless su spettro non licenziato.  Gli stessi fornitori software o integratori possono diventare operatori di questo tipo di rete.
Il principale problema dei Telco verso l’IoT, è legato più alla componente “Things” che a quella Internet. I Telco/CSP possono aspirare a nuove revenue stream da M2M ed IoT ma, attualmente, il loro core business è la vendita di connettività.
Come già accaduto con gli OTT, quando questi hanno fatto il loro ingresso sui mercati, il rischio per i Telco è che le aziende con un core business sulle «things» potrebbero marginalizzare il loro ruolo nel mercato degli oggetti costringendoli al ruolo di fornitori di connessioni gestite, o poco più.

 

Figura 4 - I tre possibili posizionamenti sull’IoT

Si possono individuare 3 possibili posizionamenti per i Telco, e dunque anche per TIM (vedi anche Figura 4):

Connectivity Specialist

È il fornitore di connettività. Questo posizionamento è orizzontale rispetto ai verticali di mercato, e in questo caso il Telco/CSP fornisce una serie di servizi, quali Device management, QoS management, Customized SLA e Network API per integrare i device con i servizi disponibili in Cloud.

Ecosystem/Aggregator Provider

È il fornitore di un ecosistema per l’aggregazione di servizi e dati. Questo posizionamento è di tipo «horizontal + vertical» verso il mercato dell’IoT. Le partnership sono l’elemento fondamentale su cui si basa il modello. In questo caso, il Telco fornisce una serie di servizi, basati su: Device management,  Application management/testing/hosting (anche attraverso i partner), Business analytics e reporting, Customized SLA, Network e application API per integrare i servizi disponibili in Cloud.

Integrated Service Provider

È il fornitore di servizi e soluzioni integrate end-to-end. Questo posizionamento si caratterizza per la verticalità verso gli ambiti di mercato e prevede attività principalmente «a progetto» (turnkey project). In questo caso, il Telco fornisce servizi end-to-end verticali, quali: Application design e development, Professional services e System integration.
Per ricoprire tale ruolo, è richiesta al Telco un’approfondita conoscenza dei mercati su cui proporrà le soluzioni verticali ed un’elevata capacità industriale in-house.

 

Soluzioni applicative dell’IoT: il posizionamento di TIM

Tra le più promettenti nuove opportunità di business che TIM ha vagliato nell’ambito dei Digital Services e dei mercati adiacenti al proprio core business, le soluzioni applicative dell’IoT non possono essere trascurate, in particolare l’applicazione al mercato delle multi-utility, che rappresenta un cluster di servizio specifico su cui si sta già lavorando e che ha buone prospettive anche nel medio-lungo termine.
La Figura 5 le riassume in una “Opportunity Map” per i Telco in Italia, intendendo con “opportunity” l’unione di opportunità sia di tipo economico (e quindi di ricavi) sia più specificamente legate al contesto dei Telco e alla possibilità di far leva sugli asset tipici di un operatore di telecomunicazioni (es..., la connettività fissa e mobile e la gestione della sua evoluzione, l’assistenza al cliente end-to-end, dalla connettività al servizio completo). La scala dei valori di opportunity è stata suddivisa per semplicità e chiarezza in tre fasce: high, medium e low; l’arco temporale di osservazione va dalla situazione attuale fino ad una estensione di 3-4 anni.

 

Figura 5 - Telco Opportunity Map relativa ai servizi digitali in Italia (Fonte: TIM 2016)

I servizi verticali che costituiscono il cluster di servizio suddetto e che sono stati individuati da TIM sono:

  • Smart Home: abilita la Digital Life del cliente, fornendo servizi utili a semplificare la vita, ridurre i costi e incrementare il proprio livello di sicurezza; i Telco possono giocare un ruolo importante perché sono tra i service provider a cui i clienti possono maggiormente attribuire fiducia per ricevere un’esperienza di smart home completa e integrata;
  • Smart Retail: sviluppa soluzioni innovative per migliorare l’offerta verso i clienti dei negozi TIM da una parte e verso il mercato esterno dall’altra; si punta verso una soluzione integrata multimediale e multicanale, che renda l’esperienza dell’utente finale più interattiva, personalizzata ed emozionale, con l’obiettivo di incrementare le revenue dalle vendite sia in ottica B2B(2C) che in ottica B2C;
  • Industry 4.0 – connected machines: si rivolge agli equipment manufacturers che puntano a vendere servizi di maintenance delle loro macchine (e.g. Vending machine) per riduzione downtime, miglioramento performance e qualità dei prodotti finali;
  • Connected car: offre una in-car customer experience semplificata basata su soluzioni M2M e eSIM, e con un router 4G a bordo e punta ai segmenti sia B2C che B2B;
  • Energy Management: offre servizi per misurare e riportare i consumi di energia in vari contesti (in particolare con l’uso della piattaforma TIGREEN®);
  • Smart City: punta all’evoluzione digitale dell’ambiente cittadino per migliorarne la relativa qualità della vita, con soluzioni ad esempio di sicurezza urbana, di (company) car sharing, e di public transportation;
  • Smart Agriculture: l’IoT punta ad abilitare l’incremento della produttività e della sostenibilità delle pratiche agricole e si rivolge quindi ad un mercato che ogni giorno è sempre più conscio delle crescenti opportunità che l’uso della tecnologia può rendere possibili;
  • Big Data – Data Driven Services: è un tema di ampia portata (e non presente in Figura 5) ma comunque legato anch’esso agli aspetti dell’IoT multi-utilities.

La mappa si sofferma anche su altri temi (come l’e-health, lo smart tourism, la digital identity, le media platforms, la cybersecurity) che in questo momento però non sono strettamente correlati ai servizi IoT.

 

Evoluzione dei dispositivi IoT ed ecosistemi aperti

I dispositivi connessi sono un elemento fondamentale delle iniziative IoT, infatti spesso sono utilizzati sinonimi quali Connected Objects o Connected Things. Esistono diversi studi che valutano la crescita dei dispositivi connessi, predicendo decine di miliardi di oggetti connessi nel 2020. Nel corso dei prossimi 1-2 anni gli oggetti connessi supereranno il numero dei dispositivi ICT quali smartphone e PC; inoltre nel 2020 per ogni persona nel mondo vi saranno mediamente 4-6 oggetti connessi, e nel 2025 tale rapporto potrà duplicare o triplicare.
La grafica nella pagina seguente indica la stima della crescita dei device e dei ricavi generati per i dispositivi e apparati IoT. Il maggior numero di dispositivi sarà riferito all’ambito consumer (65% del totale), ma in termini di ricavi generati i settori consumer e business si equivarranno nel 2020.
I requisiti dei dispositivi IoT sono molto diversificati in base al tipo di applicazione ed al settore di riferimento; si pensi ad esempio alle differenti funzionalità e caratteristiche di uno smart meter per l’acqua installato presso una abitazione, ai sensori inseriti in una auto per rendere possibile la guida autonoma e sicura, oppure un dispositivo personale che tiene sotto controllo i parametri del nostro benessere.
È possibile comunque individuare alcune caratteristiche comuni:

  • Basso costo, dell’ordine di pochi euro
  • Ridotta intelligenza a bordo, prevedendo in genere modelli in cui la capacità computazionale e di storage è centralizzata (ad esempio nello smartphone o nei server in rete)
  • Velocità di installazione e facilità di connessione alla rete
  • Durata delle batterie, da qualche giorno ad oltre dieci anni come nel caso degli smart meter
  • Interfacce di gestione semplici, per la necessità di gestire in contemporanea un elevato numero di oggetti connessi.

La catena del valore della filiera M2M/IoT si sta spostando sempre più dai produttori dei soli dispositivi verso i servizi e le soluzioni complete sia per il mercato consumer che business.
Il mondo dell’IoT è costituito da diversi ecosistemi, poiché le soluzioni verticali (come per l’eHealth o  l’automotive) e le diverse applicazioni industriali hanno caratteristiche che richiedono building block tecnologici e skill specialistici. È possibile individuare elementi comuni tra i vari settori applicativi su cui fare leva per offrire servizi e piattaforme orizzontali utilizzabili in numerosi contesti. Oltre alla connettività (comprese le evoluzioni delle funzionalità di rete per offrire connessioni dedicate e qualità differenziata), un operatore come TIM può mettere a disposizione altri elementi orizzontali, quali ad esempio le soluzioni di gestione dei dispositivi o le piattaforme di analisi dei dati (big data e data analytics).
È importante che tali funzionalità siano il più possibile aperte e fornite sotto forma di open API (Application Programming Interface), ovvero interfacce che permettono di utilizzare le funzionalità di altri programmi o servizi web in modo standardizzato.

 

Conclusioni

Il ruolo di una società di telecomunicazioni come TIM, nell’ambito dell’IoT, appare centrale sia per fornire la rete primaria di trasmissione, sia per aggregare, elaborare e ritrasmettere i dati raccolti da reti locali.  Nel dominio delle soluzioni IoT un’offerta di pura connettività porrebbe dunque l’operatore di telecomunicazioni in una posizione marginale.
La scelta di un posizionamento strategico rispetto ad un altro dipende da fattori diversi: anzitutto, dalla disponibilità delle risorse e delle capacità di contribuire alla realizzazione e erogazione dei servizi IoT/M2M; poi, dal profilo di rischio, cioè dalla quantità di rischio finanziario e di business-mercato che il Telco/CSP può ragionevolmente assumere e gestire. Vanno ponderati i rendimenti desiderati e attesi sugli investimenti, nonché ovviamente il livello di concorrenza sul mercato, un mercato altamente competitivo che richiederà una forte differenziazione difficile da duplicare per i concorrenti. Oltre a ciò, vanno considerate le capabilities di base, che sono quelle che meglio realizzano e caratterizzano l’offerta del Telco.
Da un punto di vista di opportunità commerciali, strategiche e di immagine, è fondamentale per TIM ricoprire il ruolo di motore per la ripresa del Paese, posizionandosi nei mercati IoT relativi all’industria, al turismo, all’agricoltura e alle smart cities, per i quali ha una buona ability to win potenziale. Non tutti i servizi IoT hanno la stessa maturità: i più innovativi sono anche quelli ad elevato potenziale di nuove revenue, ma su cui i Telco devono coprire il gap maggiore. Per evolvere verso un posizionamento core con ruolo di service provider IoT, TIM deve necessariamente spostarsi su vertical a elevato livello di integrazione e a minore maturità di mercato.
Il posizionamento dei Telco e di TIM sulla Value Chain IoT, per essere sostenibile, deve espandersi necessariamente su piattaforme ed applicazioni, assumendo anche il ruolo di Service Provider nei vertical a maggiore ability to win. Analogamente a quanto stanno facendo alcune Telco, soprattutto americane, TIM può adottare piattaforme IoT con open API e SDK (Software Development Kit), per fare leva su una rete esterna di sviluppator.

 

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