EDITORIALE

Ormai quasi ogni giorno gli organi di comunicazione sia di settore sia generalisti affrontano il tema dello sviluppo della rete in fibra ottica nel nostro Paese e, in particolare, nella rete di accesso.
Spesso però le informazioni fornite sono parziali e a volte tra loro contrastanti.
Questo numero del Notiziario Tecnico si pone l’obiettivo di dare un quadro il più possibile oggettivo ed aggiornato della situazione del broadband e ultrabroadband in Italia dal punto di vista sia dello sviluppo delle infrastrutture e del posizionamento in Europa rispetto alle altre nazioni, sia di quanto le Istituzioni e gli operatori di telecomunicazione stiano facendo per favorire lo sviluppo di una rete di accesso in fibra ottica, in grado di soddisfare gli obiettivi posti per il 2020 dalla Comunità Europea nella sua Agenda Digitale.
Molti sono i motivi di natura strutturale che hanno portato i diversi Paesi dell’EU28  ad una diversa crescita della rete d’accesso in fibra ottica e che negli anni hanno relegato l’Italia nella parte bassa della classifica delle nazioni europee per diffusione dei servizi di banda larga.  Nei vari articoli sono analizzati i vari motivi di questa situazione italiana, così come le diverse scelte tecnologiche intraprese dai Paesi europei; il tutto tenendo conto sia della situazione infrastrutturale di partenza, sia della domanda di servizi digitali e dello scenario regolatorio, che, pur nell’ambito di un contesto generale comune europeo, presenta però regole spesso diverse.
Senza dubbio conforta il cambio di velocità che in questi ultimi anni l’Italia ha intrapreso, dando una decisiva accelerazione agli investimenti sia pubblici sia privati per favorire l’incremento di copertura dei servizi broadband e ultrabroadband. In termini di accelerazione dello sviluppo della rete ultrabroadband l’Italia risulta, infatti, al secondo posto tra le nazioni EU28; non così rapidamente sta invece crescendo la sottoscrizione dei servizi broadband e ultrabroadband.
Un analogo sforzo dovrà essere quindi intrapreso per far crescere l’adozione dei servizi digitali da  parte delle aziende e dei privati: anche in questo campo è auspicabile una sinergia di interventi sia delle Istituzioni sia degli Operatori che miri a ridurre il divario, già considerevole, tra l’offerta in termini di copertura  ultrabroadband e l’effettiva adozione da parte dei cittadini.
Le nuove tecnologie non solo in fibra ottica, ma anche per il rame (quali l’enhanced VDSL e G.fast) sono alla base degli sviluppi di molti Paesi europei, Italia inclusa, e sicuramente aiuteranno a incrementare la capacità dei servizi e la velocità di realizzazione della copertura ultrabroadband.


Sandro Dionisi