APPROFONDIMENTO

Architettura Fiber To The distribution point (FTTdp)

Architettura Fiber To The distribution point (FTTdp)
 

L’architettura FTTC/VDSL è quella, in Europa, maggiormente adottata dagli operatori di telecomunicazioni per l’aggiornamento della rete in rame in modo da offrire connettività UBB.
Come detto, i pro di questa architettura sono i costi per cliente connesso tipicamente inferiori rispetto al caso FTTH e tempi di realizzazione più contenuti. D’altra parte le velocità che si offrono con tecnologia VDSL sono sensibilmente inferiori a quelle di un accesso con fibra fino all’utente finale, anche nel caso di enhanced-VDSL (con spettro doppio rispetto al VDSL a 17.6 MHz).
Al principio degli anni 2010 alcuni Operatori (British Telecom, Orange, KPN) hanno pertanto iniziato a valutare un’architettura che permettesse di combinare i vantaggi di entrambe. Si tratta di dispiegare la fibra oltre i Cabinet, fino ad un punto di flessibilità più vicino agli utenti, da qui il nome di Fiber To The distribution point (FTTdp) ed utilizzare l’ultimo tratto di rilegamento in rame esistente.
Rispetto all’architettura FTTH con fibra ottica fin dentro gli appartamenti questa soluzione  può avere il pregio di evitare il cablaggio dell’ultimo tratto di rete, tra cui quello in genere più problematico all’interno agli edifici o in zone con villette, e pertanto può portare una riduzione significativa dei:

  • costi d’installazione;
  • tempi d’installazione;

Ovviamente la convenienza dipende dal costo dell’apparato da installare al distribution point e dalla complessità di accedere ai doppini in rame in tale punto.
L’architettura FTTdp, con le linee in rame decisamente più corte rispetto ad FTTC, permette di aumentare la velocità offerta. Utilizzare la tecnologia VDSL non è ideale, perché lo spettro limitato non permette di sfruttare a pieno il potenziale di una linea lunga da 20m fino a 200‑250m. Un elemento abilitante è stata quindi la specifica da parte dell’ITU-T della quarta tecnologia su rame chiamata G.fast (Figura A). La prima versione dello standard (ITU-T G.9700 [11] e G.9701 [12]) è stata rilasciata nel 2014 e specifica un sistema con spettro fino a 106 MHz. È in corso di definizione una nuova versione con spettro doppio.

 

Figura A: Tecnologie su rame ed architetture FTTx

Il G.fast permette di raggiungere velocità aggregate DS+US di circa 500 Mbit/s fino a 100m e di circa 800-900 Mbit/s fino a 50m, in grado di competere con la tecnologia EuroDOCSIS3.0.
La competizione infrastrutturale e tecnologica è stata infatti uno dei maggiori driver che ha spinto gli Operatori citati sopra, prima in seno a progetti di ricerca europei e poi negli standard, a chiedere all’industria di standardizzare e poi sviluppare i nuovi chipset.
Altri Operatori, fra cui TIM, hanno studiato questa nuova architettura e contribuito con i propri requisiti. Inizialmente, oltre ad una tecnologia in grado di sfruttare meglio le potenzialità di linee in rame più corte, il G.fast, erano emerse altre due esigenze comuni agli operatori:

  • disponibilità di apparati (Distribution Point Unit, DPU) di piccole dimensioni (al massimo 8‑16 utenti) e bassa complessità/costo;
  • bassi consumi e supporto dell’alimentazione remota (Reverse Power Feeding, RPF) delle DPU da parte degli utenti connessi; questa modalità permette di evitare i costi e tempi di realizzazione di una linea elettrica dedicata da parte del fornitore del servizio elettrico.

E’ inoltre emersocome le soluzioni effettivamente adottate in campo siano l’esito di diversi fattori. Non sorprenderà quindi che negli ultimi anni, i requisiti e caratteristiche dell’architettura FTTdp e degli elementi tecnici abilitanti (nuovi apparati G.fast, soluzioni per RPF, soluzioni infrastrutturali) siano stati riconsiderati dagli Operatori. Analisi tecno-economiche più approfondite, studi della topologia della rete e di fattibilità tecnica hanno portato ad una pletora di use case, anche molto diversi dal nucleo dei requisiti iniziali:

  • DPU da 4-8-16 porte, installate nello scantinato di un edificio o nelle sue vicinanze; si tratta di un’architettura analoga ad FTTB, eventualmente con l’utilizzo del RPF; questa opzione sembra d’interesse per (, Proximus (l’incumbent in Belgio), Deutsche Telekom [La rete in rame di Deutsche Telekom non presenta punti di flessibilità nei pressi dell’utente richiedendo di intercettare le coppie in rame con un costo aggiuntivo.], Orange Poland, A1 Telekom Austria e Swisscom [Per Swisscom l’alimentazione locale degli apparati non è un problema, perciò il RPF non è d’interesse.];
  • DPU singola porta, installata al pianerottolo e con RPF; questa opzione sembra d’interesse per Orange France, infatti in Francia molti edifici dispongono già, per vincoli normativi, di cablaggio in fibra verticale, ma resta il problema di cablaggio negli appartamenti. Questa opzione che possiamo definire Fiber To The Door (FTTD) evita il fastidio per il cliente di avere interventi in casa e, per l’Operatore, la gestione degli appuntamenti con il cliente stesso;
  • DPU di maggiori dimensioni (48-96 porte) installate in distribution point più distanti, fino a 350-400m [L’attuale versione del G.fast non è ottimizzata per queste distanze ma si sta lavorando a modifiche che migliorino le prestazioni anche per linee di questa lunghezza.] dalle abitazioni o in certi casi in punti di intercetto del cavo in rame creati ad hoc; si tratta di un’opzione che contraddice il requisito iniziale di bassa complessità ed alimentazione remota della DPU, ma che è in corso di adozione da parte di British Telecom e Swisscom; a tutti gli effetti si tratta di un’architettura FTTC ovvero FTTS (Fiber To The Street), ma con l’introduzione della tecnologia G.fast. L’installazione è realizzata in Cabinet/mini-Cabinet esistenti, su pali ovvero in camerette o vani interrati.

Queste opzioni sono riassunte in Figura B:

 

Figura B - Esempi di deployment FTTdp (Adtran)

Tutti i maggiori Operatori hanno effettuato trial in laboratorio su prototipi ed apparati G.fast.  British Telecom, Swisscom, A1 Telekom Austria e TeliaSonera Finland hanno eseguito trial in campo. A breve TIM inizierà il primo trial ed altri Operatori ne hanno pianificati.
In Europa non sono ancora attive delle offerte basate su tecnologia G.fast per quanto British Telecom abbia annunciato che, sulla base dei propri esperimenti pilota, intenda lanciare delle offerte a 500 Mbit/s fra fine 2016 e inizio 2017.
Si noti infine che con la tecnologia G.fast l’utilizzo della funzionalità di vectoring è essenziale per il raggiungimento delle velocità citate. Le problematiche evidenziate all’interno dell’articolo dovute ad eventuali obblighi di fornitura di Subloop Unbundling (in questo caso al Distribution Point o al Building) ostacolerebbero di fatto l’introduzione della tecnologia G.Fast.

 

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