EDITORIALE

Gli operatori di telecomunicazioni sono oggi di fronte ad un importante cambio di scenario di servizio, tecnologico e di business, cambiamento che ci pone di fronte ad importanti sfide. Da un lato quello di diventare sempre più efficienti nel business dei servizi tradizionali, voce e connettività, dall’altro quello di innovare, per consentire ai nostri clienti di beneficiare dell’evoluzione tecnologica ed infine quello di attuare una trasformazione profonda dei processi per essere più efficienti e veloci nella creazione e valorizzazione dei servizi digitali. In quest’ottica l’efficienza dei processi, legati ai servizi tradizionali, l’innovazione e una nuova trasformazione di rete non sono solo la naturale conseguenza di un’esigenza di mercato, ma le linee guida su cui si impernia il nostro percorso evolutivo per confermare a TIM il  ruolo di leadership.
Impostando la nostra rotta su queste direttrici, potremo essere sempre più competitivi e portare la larga banda a casa di tutti gli Italiani, grazie anche all’impiego di tecnologiche all’avanguardia. Abbiamo, infatti, l’obiettivo, entro il 2018, di raggiungere in NGAN l’84% della popolazione (il 20% con soluzioni FTTH) e in 4G il 98%, investendo 4.8 Bilioni di euro, di cui 3.6 su fibra e 1.2 su LTE. Questa innovazione si fonda su un concreto piano di ammodernamento della rete esistente, come prerequisito all’introduzione delle nuove tecnologie e ad un relativo incremento dell’efficienza della rete; ne sono un esempio i piani di energy saving e quelli di decommissioning della rete di fonia fissa di prima generazione.
Ma se ci limitassimo a rinnovare facendo un semplice efficientamento, non potremmo attuare l’inevitabile trasformazione che il mercato ci chiede e diventare una Digital Telco, ovvero un’azienda che offre servizi per la Digital Life, mediante processi digitali gestiti anche dai clienti, attraverso lo sviluppo di piattaforme di rete in un ecosistema aperto. Per questo serve una nuova rete, con un’architettura All IP Cloud Based e con accessi UBB, quest’ultimo elemento distintivo per la qualità; una rete, quindi, capace di essere veloce, agile, flessibile, aperta, sicura e in grado di inseguire i tempi di sviluppo estremamente brevi dei servizi digitali.
Con quest’obiettivo stiamo investendo in nuovi scenari, per cambiare i nostri processi di business, che poggiano su altrettanto nuovi processi operativi e tecnologici; stiamo trasformando, cioè, la nostra rete, perché diventi non solo una piattaforma, ma un vero e proprio Servizio, di quelli con “la S” maiuscola, che possa essere utilizzato anche da terze parti, con cui, come TIM, sigliamo accordi di partnership.
In questo scenario si inserisce, ad esempio, la nostra offerta TIM Vision, che ci vede, insieme a Mediaset, Sky e Netflix offrire servizi di intrattenimento multimediale ad alta definizione, utilizzando piattaforme integrate per la fruizione di video su TV, smartphone e tablet.
La nostra nuova rete vede quindi l’ultrabroadband, la virtualizzazione, il Cloud, la IT Transformation e i Big Data come dei nuovi abilitatori che, implementati secondo la metodologia Agile, diventano fattori critici di successo nel mondo dei servizi digitali, perchè siano sempre più multiaccesso, multiservizio, multidevice e finalizzati a soddisfare a pieno la Quality of Experience dei nostri Clienti.
Network as a Service è pertanto il leitmotiv comune ai 10 articoli di cui si compone questo numero del Notiziario Tecnico, e attraverso i quali faremo un viaggio negli abilitatori chiave di questa trasformazione; nel contempo vedremo anche le testimonianze di altri Operatori, quali ATT e DT, che come noi sono impegnati in questa sfida e ascolteremo l’opinione di esperti della softwarizzazione delle funzioni di rete, alcuni dei quali sono docenti all’Università di Princeton.

Giuseppe Roberto Opilio