Il paradigma Full IP a supporto della Digital Telco Network

Da cosa è determinata la necessaria trasformazione di diventare  Digital Telco? In questo articolo si tracciano le caratteristiche di questo paradigma oltre che dettagliare i fattori, non solo tecnologici, che si articolano in questo scenario competitivo e con nuovi modelli di business per gli Operatori.

 

Introduzione

E’ noto che oggi ci troviamo in un’epoca caratterizzata da grandi cambiamenti in atto a livello sociale, culturale, ambientale, demografico, tecnologico, e che si estendono a livello globale.
Ai fini della nostra analisi svolgono sicuramente un ruolo importante il Cambiamento Demografico, la Globalizzazione e la Global Connectivity, oltre che la sostenibilità e le GRIN Technologies (Genetic & personalized medicine, Robots in ambiti di sicurezza e assistenza, Internet sensoriale e intuitiva, Nano material). Vediamo come.
Il cambiamento demografico a livello mondiale pone in relazione alcuni temi tradizionalmente “sociali”: aumento della popolazione/crescita economica, gioventù/innovazione, invecchiamento/nuovi modelli comportamentali ed organizzativi, globalizzazione/fenomeni di localismo.
La Global Connectivity avrà quindi come conseguenza principale l’aumento della diffusione delle informazioni e questo impatterà sulle organizzazioni, sulle relazioni e sulle persone. Crescerà la “trasparenza” delle organizzazioni e dovranno essere gestite modalità sempre più diffuse di “online crowds”, che porteranno alla gestione di nuovi modi di produrre innovazione (Open Innovation). Tutto questo, insieme al “sempre connesso”, porterà alla destrutturazione dei concetti di privacy e di “confidential information” e sorgeranno “nuovi rischi” legati all’essere on line. In quest’ottica, la Cyber Security diverrà un elemento fondamentale per la gestione della vita digitale dell’individuo e nascerà il bisogno di ricavare un tempo per essere OFF-line.
In questo contesto, se ci spostiamo su un piano più tecnico, possiamo prevedere che  le GRIN Technologies porteranno ad una maggiore crescita della virtualizzazione, dell’automazione e della realtà aumentata; il che comporterà un cambiamento radicale dei meccanismi lavorativi su scala globale, caratterizzati dalla disponibilità 24/7, dallo sviluppo delle smart machine e dalla necessità di acquisire nuove competenze da parte dei lavoratori.
Si può comprendere pertanto quali accelerazioni siano previste nei prossimi 10 anni e come, nell’azione correlata dei grandi assi di cambiamento, tutto il mondo delle telecomunicazioni abbia un ruolo centrale, non più solo per ciò che concerne la comunicazione tra persone, aziende ed “oggetti”, ma per supportare ed affiancare i nuovi modelli sociali ed organizzativi, che si basano sulla condivisione ed elaborazione di informazioni in tempo reale.

 

Il paradigma Digital Telco

Oggi siamo di fronte ad un’importante trasformazione di business, che impone all’Operatore un “cambio di pelle” mediante una sfidante trasformazione di processi ed operation, per indirizzare le sfide e le esigenze del mercato dei servizi digitali di domani, e nel contempo continuare ad essere competitivo ed efficiente nel mercato della connettività, su cui è imperniato il business attuale.
L’Operatore deve essere capace di attuare una trasformazione passando da un ruolo di fornitore di linee di comunicazione ad abilitatore di esperienze digitali, fornite attraverso piattaforme proprie o altrui. Ciò che sembrava essere una minaccia, la cannibalizzazione a favore degli OTT, oggi è riconosciuta come occasione di opportunità interessanti, in particolare per quanto concerne quegli OTT posizionati su ambiti di business complementari a quelli dell’Operatore (pensiamo a Netflix, Amazon, Sky,…).  La crescita del traffico, la necessità di connessione ovunque e sempre e, soprattutto, il bisogno di sicurezza accresceranno il ruolo per l’Operatore di rappresentare un “ponte” tra servizi digitali e cliente, in modo che quest’ultimo possa essere tutelato attraverso un accesso che garantisca protezione di identità e privacy.
E quindi cosa è un Digital Telco?
E’ un’azienda che offre servizi digitali, mediante processi digitali gestiti anche dai clienti, attraverso lo sviluppo di piattaforme di rete in un ecosistema aperto, con un’architettura All IP Cloud Based e con Accessi UBB, quest’ultimo elemento distintivo per la qualità.

 

Figura 1 - Il paradigma Digital Telco

Le sfide per l’Operatore

Sicuramente l’Operatore deve riuscire a semplificare i propri processi e la propria rete, rendendola sempre di più IP e programmabile su base servizio, contesto ed esigenze di gestione e di traffico. Nel fare ciò si deve inoltre mantenere efficienza, evitando di portarsi dietro sedimentazioni di tecnologie e di servizi legacy e riuscendo a realizzare un processo di creazione del nuovo, che consenta un decommissioning continuo delle vecchie tecnologie. In questo contesto, la virtualizzazione ed il Software Defined Networking consentiranno di implementare una rete flessibile, creando un nuovo paradigma di Cloud Network agile, scalabile, affidabile e sicura, capace di inseguire sempre nuovi servizi non noti a priori e che saranno sviluppati mediante ecosistemi aperti con tempi di creation e delivery propri del mondo digitale, dove il “time to market” è basilare e strategico. L’esito finale è un nuovo paradigma di rete ed IT, che è alla base del Digital Telco con benefici tangibili soprattutto al cliente, al cittadino, al lavoratore, ovvero alle persone tutte, che avranno una specifica proiezione digitale  dei  diversi contesti della vita (figura 2).

 

Figura 2 - Paradigma della nuova Rete ed IT

Ma ciò non basta e, per abilitare i nuovi stili di vita digitale, l’Operatore dovrà mettere le sue potenzialità a disposizione di terze parti, mantenendo il controllo di rete, in una logica di collaborazione competitiva, portando un enorme valore all’intero ecosistema. Mediante il paradigma della “Network as a Platform” l’Operatore metterà a disposizione, in particolare degli sviluppatori e dei clienti, le capacità distintive della propria rete (ad es. identificazione sicura, meccanismi di pagamento, qualità ovunque e sempre, sicurezza …) e mediante piattaforme di Big Data offrirà dati per la creazione di nuovi servizi utili alle persone.
L’insieme di tutti questi abilitatori tecnologici definisce una rete integrata nel Cloud (figura 3), che, a partire dagli accessi UBB di ultima generazione e dalle capability di gestione del traffico delle reti Full IP, è in grado di offrire servizi con caratteristiche profondamente diverse, tempi di dispiegamento e decommissioning brevi, eventualmente integrati con terze parti. Ma anche l’IT deve evolvere verso un nuovo paradigma di efficienza e programmabilità, anche da parte del cliente, che sarà primo attore della riconfigurazione del suo profilo in un ecosistema aperto ed integrato con l’esterno grazie al paradigma Cloud (figura 4).

 

Figura 3 - Modello di rete integrata nel Cloud

 

Figura 4 - Modello di sviluppo del Digital IT

 

Una funzionalità centrale in questo senso è il Network Slicing, che consente di dispiegare servizi e sistemi non attraverso sviluppi hardware e software dedicati, ma come reti virtuali parallele (slice) realizzate come integrazione end to end di VNF su un’unica infrastruttura hardware condivisa, la cui coesistenza, attivazione, gestione e rilascio è garantita dal sistema di orchestrazione. È così possibile dispiegare le catene di funzionalità necessarie a supportare servizi molto diversi dall’IoT, alle Smart Grid, ai servizi Veichular o alla Smart Life, il tutto integrato con i sistemi di terze parti attraverso API aperte e con l’agilità richiesta dallo scenario di servizio. È importante evidenziare come il 5G sia implicitamente inteso come un sistema basato sulla tecnologia della virtualizzazione sia in rete core sia in rete di accesso, dove il Network Slcing gioca un ruolo fondamentale per integrare nella medesima infrastruttura funzionalità e tecnologie radio diverse, dai nuovi accessi ad alta frequenza, alle soluzioni per l’IoT, alle evoluzioni di LTE. La visione globale su cui si appoggia il 5G, che prevede di integrare l’evoluzione del Mobile BB, l’Internet delle cose ed i servizi a bassissima latenza e mission critical, conferma la vista dell’evoluzione dei sistemi Telco come sistemi multiservizio su una gamma di servizi estremamente estesa.
Queste discontinuità tecnologiche, sia a livello di rete sia di IT, si integrano in un’unica rete, che sarà operata in modo virtuale e cloud su infrastrutture Data Center Telco Grade, ed integrata in modo flessibile con l’esterno mediante il paradigma delle API. Inoltre, la presenza su questa infrastruttura di sistemi Big Data e Data Analitycs consentirà di entrare appieno nel modo dei servizi digitali, mediante un modello di design, sviluppo, delivery e gestione di tipo DevOps con tempi di lancio molto veloci.

 

Il programma di Trasformazione di TIM

L’evoluzione di TIM verso il paradigma Digital Telco, caratterizzato  dal modello di business “Smart Connectivity & Service and Platform Provider”,  implica il perseguimento di una strategia di copertura pervasiva dell’UBB fisso e mobile oltre che la capacità di trasformare e modernizzare le infrastrutture di Rete rendendole efficienti e efficaci.
L’accesso UBB, fisso e mobile, pervasivo e di elevata qualità sono per TIM asset distintivi, su cui imperniare la strategia di Piano 2016-2018, sia per consolidare la posizione attuale sulla connettività, sia per rilanciare nel medio-lungo periodo un posizionamento forte come fornitore avanzato di piattaforme di rete, capaci di abilitare servizi digitali dell’Operatore Telco e di terze parti, anche in mercati adiacenti. Questi fattori costituiscono la prima direttrice di cambiamento per un Operatore, come TIM, che vuol diventare Digital Telco.
La seconda direttrice è rappresentata dall’efficienza continua nel business attuale
. Il Piano 2016-2018 conferma e rafforza anche il programma di modernizzazione delle architetture e dei modelli operativi, che renderanno la rete, oltre che più capace in termini di copertura UBB ed intensità di traffico gestibile, più moderna ed efficiente nella gestione operativa, con risparmi rilevanti lato energy, maintenance e delivery/assurance. In tale ambito s’inquadra l’ampio tema del decommissioning PSTN, che va inteso come parte di percorso di razionalizzazione ed evoluzione delle Reti, con l'obiettivo di evolvere integralmente dal paradigma TDM verso un modello di rete Full-IP, superando i limiti che caratterizzano alcune piattaforme ormai obsolete e nel contempo migliorare l’efficienza grazie a minori costi operativi e una maggiore flessibilità gestionale. Nel mondo del mobile proseguirà la condivisione delle infrastrutture dei siti mobili associata a una politica di valorizzazione dei siti stessi. In quest’ottica, TIM, valutato che l’infrastruttura “sito” rappresenta un elemento chiave nell’ambito della competizione del mobile, ha creato una Tower company allo scopo di presidiare in modo adeguato le opportunità di mercato legate a questo aspetto.
La terza direttrice su cui ci focalizziamo è la trasformazione digitale
. Le tecnologie riportate in figura 5 sono gli elementi essenziali alla base del nuovo concetto di Cloud Network di TIM che consentirà di ridurre il Total Cost of Ownership e, soprattutto, di aumentare la scalabilità e la velocità nella messa a terra di nuovi servizi digitali.

 

Figura 5 - Tecnologie chiave alla base della Cloud Network

In particolare TIM ha già iniziato il percorso di introduzione della virtualizzazione e del Software Defined Networking. Tali abilitatori tecnologici, grazie ad un sofisticato meccanismo di “service orchestration”, unitamente ad una trasformazione degli elementi di gestione di rete e del cliente, porteranno a nuovi processi di creation, delivery e assurance del servizio gestibili in modo automatico ed in tempo reale. Su tale infrastruttura si appoggeranno piattaforme di servizio capaci di mettere a disposizione mediante API le capability di rete, per lo sviluppo di nuovi servizi dell’operatore Telco e di terze parti..
Infine, i paradigmi della Network Automation e del Big Data consentiranno di tradurre i dati processati in conoscenza diffusa nella rete, conoscenza, che consentirà di realizzare la rete come piattaforma capace di divenire la fucina per la creazione di servizi digitali sempre nuovi, in modo veloce, flessibile e scalabile (vedi figura 6).

 

Figura 6 - Modello di Rete come Piattaforma per la creazione dei servizi Digitali

I nuovi paradigmi di rete descritti si fondano su un’infrastruttura che dall’accesso, alla rete metro e al backbone sfrutta al massimo il paradigma Full IP. Nel seguito ci focalizzeremo sull’architettura Full IP di TIM.

4 La rete Full IP

E’ quindi  in corso un’evoluzione verso uno scenario ”All-IP”, in cui la totalità dei servizi e delle applicazioni utilizzate dagli End Users e dalle Aziende, attraverso terminali fissi e mobili, saranno basate su IP (Internet Protocol), e la totalità del traffico nelle reti di telecomunicazione sarà costituito da pacchetti IP; ciò ha conseguenze importanti per le scelte architetturali e tecnologiche degli operatori Telco. Infatti le reti attuali sono il frutto di un pluridecennale processo di “stratificazione” ed “affiancamento” di architetture e tecnologie alquanto eterogenee, nate per trattare servizi e comunicazioni che originariamente non erano basate su IP, ma su traffico “a circuito”. Inoltre, alle reti che offrivano servizi solo verso terminazioni “fisse”, si sono successivamente affiancate reti concepite per connettere terminali mobili; nel tempo sono progressivamente aumentate le “parti in comune” fra reti fisse e reti mobili (ad es. molte infrastrutture di trasmissione, e la “rete dorsale - backbone” che trasporta il traffico fisso e mobile a livello inter-regionale). Anche se ancora oggi coesistono soluzioni specializzate per “il fisso” e per “il mobile”, l’evoluzione dei servizisi sta velocemente spostando verso il concetto dell’access independent, ossia i servizi sempre più sono richiesti e fruiti da qualunque tipo di accesso e su qualunque tipo di device. Le tipologie di servizio diventano sempre più variegate, sempre più digitali e sempre più risiedono nel Cloud, A riprova di ciò citiamo alcuni  esempi:

  • emergono i servizi IoT, sempre più spesso gestiti da applicazioni in Cloud, che permettono la comunicazione tra le cose; e ciò impone requisiti diversi alla rete IP;
  • gli End Users comunicano e condividono sempre più informazioni di tipologie diverse, dai messaggi, alle foto, ai video, che risiedono nel cCoud e che sono fruibili da device personali diversi;
  • la distribuzione dei servizi video a più utenti nello stesso tempo si sta trasformando nella distribuzione per il singolo End User nel momento da lui scelto.

Tutte queste nuove richieste del mercato impongono nuovi requisiti e necessitano di una rete IP che abbia maggiore flessibilità e dinamicità, che di fatto necessita:

  • di portare nel Cloud le funzioni di Edge della rete IP, per creare un Edge IP di nuova generazione in grado di fornire al meglio i servizi digitali, ottimizzando le nuove caratteristiche di performance e latenza e garantendone la dinamicità attraverso una infrastruttura IP semplice e flessibile;
  • di abilitare un networking IP automatico tra le diverse funzioni che concatenate insieme forniscono il servizio (realizzando il “Service Chaining” automatico) attraverso l’adozione di tecnologie IP riconfigurabili;
  • di garantire la convergenza dei servizi sulle diverse tipologie di accesso, su un’infrastruttura IP il più possibile scalabile e semplice, dall’accesso al backbone;
  • di essere gestibile, grazie ad interfacce Netconfg e Yang, da controllori e orchestratori in grado di modificare e gestire il “life-cycle” dei servizi digitali in modo dinamico.

L’evoluzione verso l’All-IP è caratterizzata da un altro cambiamento fondamentale. In passato i “servizi” di telecomunicazione erano sostanzialmente offerti “nella” rete; il servizio telefonico (inclusa la molteplicità dei cosiddetti “servizi supplementari") era fruito attraverso terminali molto semplici ed uniformi, e realizzato direttamente dagli apparati esistenti nelle centrali; di fatto, il servizio coincideva con la rete. Con l’ALL-IP, l’End User utilizza invece, attraverso terminali sempre più sofisticati, applicazioni disponibili su Internet, realizzate da Server che sono “fuori” dalla rete (e che, tipicamente, sono gestiti da soggetti diversi dai Telco). Ciò determina, nella attuale fase di transizione, la coesistenza di soluzioni che realizzano ancora servizi “nella“ rete (come la telefonia classica) e di soluzioni che trasportano traffico IP  per servizi che sono realizzati “fuori” dalla rete (come le comunicazioni vocali di Applicazioni quali Skype, GoogleVoice…); analogamente, al momento coesistono la messaggistica SMS, realizzata “nella” rete mobile, con la messaggistica che utilizza IP ed è realizzata “fuori“ dalla rete (es. WhatsApp e la moltitudine di servizi di messaggistica nelle applicazioni “Social”).
In una rete “Full-IP”, un’infrastruttura unica, condivisa tra tutti i flussi di traffico che la attraversano, tratta indistintamente, a livello di protocollo IPqualsiasi tipo di traffico (video, posta elettronica, browsing, …), come richiesto dalle regole definite per Net Neutrality/Open Internet. Gli End Users tipicamente scambiano traffico IP con “Server” accessibili sulla Internet Globale, e le prestazioni fornite dall’IP dipendono essenzialmente dalla topologia della rete (numero di router attraversati) e dal tipo di router. Ne consegue che per alcuni servizi le prestazioni offerte dal puro trasporto IP non sono in grado di garantire i livelli di qualità richiesti dai servizi e dalle applicazioni degli End Users (QoE – Quality of Experience). Infatti, per migliorare la QoE non è sufficiente avere alti “bit-rate” nei diversi segmenti della rete (accesso, raccolta, backbone) ed utilizzare tecniche di traffic management, ma è necessario migliorare:

  • il Throughput a livello applicativo cioè l’effettiva velocità di trasferimento delle informazioni quando l’utente finale utilizza un’applicazione o accede ad un contenuto sul WEB. Il throughput dipende principalmente dalla latenzae dalla perdita di pacchetti.Latenza e perdita di pacchetti aumentano con la distanza tra il sito web e l’utente finale, poiché con la distanza aumentano i tempi di trasmissione, il numero di router e i collegamenti attraversati dai pacchetti IP;
  • Il “Download Time”, cioè il tempo necessario per accedere e scaricare le “informazioni” da Internet;questa grandezza dipende dall’efficienza della completa suite protocollare utilizzata.

Nello scenario All-IP, quando le prestazioni di una rete non sono più sufficienti per garantire i livelli di QoE richiesti da nuovi Servizi/Applicazioni, un Telco ha due possibilità:

  • può costruire una “nuova” rete, in sovrapposizione a quella esistente (rete di overlay); questo è quanto è stato fatto in passato, quando, ad esempio per fornire il servizio video streaming, sono state costruite nuove infrastrutture di rete per la “IPTV”;
  • può migliorare le prestazioni (aumentare il throughput e ridurre il download time) della rete esistente, utilizzando soluzioni sempre più basate su SW che operano “al di sopra” del livello IP.

La prima strada è evidentemente costosa e non è praticabile quando le nuove applicazioni proliferano, perché porterebbe ad una molteplicità di reti sovrapposte, complesse e costose da gestire e da far evolvere. Il secondo approccio è coerente con l’obiettivo di evolvere verso un’unica rete Full-IP, in cui gli apparati e le funzioni di rete che realizzano il livello IP (ed i livelli inferiori della suite protocollare, come i sistemi di trasmissione) vengono effettivamente condivisi da tutto il traffico (ottimizzando il TCO), mentre “sopra” questo livello di rete vengono realizzate le “funzioni per il miglioramento della QoE” (CDN, transparent cache, WEB accelerators, …) che:

  • incrementano il throughput riducendo latenza e perdita di pacchetti, poiché avvicinano i contenuti agli utenti finali attraverso la replicazione di contenuti (Piattaforme di Caching:  “Transparent Caching” e “Content Delivery Network”);
  • riducono il download time migliorando lo scambio di informazioni tra sito WEB ed i terminali dell’utente finale (ad es. attraverso tecniche di Protocol Optimization, utilizzate nelle piattaforme per Web Acceleration).

L’efficacia delle funzioni che migliorano la QoE dipende dalla “posizione topologica” nella rete in cui tali funzioni vengono realizzate; anche per questo, l’infrastruttura che realizza le funzioni ed i protocolli dei livelli 1-3 (sino al livello IP) deve essere non solo efficiente, affidabile, robusta, ma anche “flessibile”, e configurabile con facilità, rapidamente ed economicamente.
Un aspetto architetturale chiave, per garantire la flessibilità richiesta al livello IP, è la creazione di una infrastruttura IP che consente di scegliere e determinare in modo dinamico, in funzione della tipologia dei servizi e della presenza degli End Users, la collocazione delle “funzioni IP-Edge”.  Nella trasformazione Full IP, l’Edge diventa una funzione di rete convergente (per ogni tipo di accesso fisso e mobile). Tipicamente fra l’End User e l’IP Edge il flusso di pacchetti IP viaggia “incapsulato” in canali logici; soltanto all’ IP Edge il protocollo IP diventa “attivo”. Normalmente cache, acceleratori TCP, ottimizzatori WEB sono collocati “a monte” dell’IP Edge (lungo il percorso fra l’IP Edge e  server accessibili in Internet). Per garantire il livello di QoE desiderato, garantire le giuste performance di latenza ad ogni servizio, ottimizzare l’utilizzo di banda in rete può risultare vantaggioso e necessario distribuire le funzionalità di IP Edge alla periferia della rete e più vicino al cliente.
Un aiuto importante per ottenere, nella rete Full-IP, la necessaria flessibilità nell’allocazione delle funzioni IP Edge e delle funzioni per il miglioramento della QoE, sarà dato dalla progressiva adozione dei paradigmi e delle soluzioni di virtualizzazione di rete.

Infatti in una rete in cui queste funzioni fossero virtualizzate e realizzate in SW, esse potrebbero venire istanziate e attivate potenzialmente in qualunque punto della rete; ecco che il sito in rete in cui è presente l’IP Edge, diventa il sito di un Mini Data Center, in cui le funzioni di edge IP sono virtualizzate e portate in Cloud. Questo processo faciliterà anche un processo di convergenza orizzontale, abilitando la distribuzione delle funzioni di Edge dal POP verso i mini Data Center della periferia, dove potranno convergere, nell’ottica di centralizzazione, anche funzioni virtualizzate dell’accesso, come per esempio la virtualizzazione di CPE per applicazioni business o HomeGateway residenziali. Lo sviluppo del Software Defined Networking,in cui lo “strato di controllo” è disaccoppiato da quello “di forwarding”, congiuntamente allo sviluppo dell’NFV, potrà permettere alla rete Full-IP di diventare completamente programmabile e configurabile, per soddisfare al meglio le esigenze e gli sviluppi dei servizi digitali, rendendo al contempo possibili modelli di business con cui l’Operatore potrà monetizzare la rete e le sue funzioni.
La figura 7 mostra come l’evoluzione della rete IP debba realizzare il principio della flessibilità, creando un’architettura che renda possibile un’allocazione fluida e dinamica delle funzioni di rete; in funzione dei diversi servizi, relative performance e modelli di business, può essere necessario distribuire funzioni di rete dal POP verso le periferie o al contrario centralizzare capacità e intelligenze dai “device” in accesso all’interno della rete.

 

Figura 7 - Visione architetturale dell’evoluzione di rete full IP

Conclusioni

Le opportunità di business che accompagnano i cambiamenti in atto nella società e nelle tecnologie richiedono agli Operatori di affrontare una profonda trasformazione a tutti i livelli. La rete ed i sistemi evolvono verso nuovi paradigmi basati sulla virtualizzazione ed il Cloud, l’apertura delle piattaforme a terze parti, l’integrazione di molteplici accessi e tipologie di device, la capacità di lanciare nuovi servizi con tempi di dispiegamento e decommissioning brevi. I nuovi abilitatori sono caratterizzati dal comune denominatore della flessibilità e dell’agilità e consentono di affrontare il cambiamento non più attraverso dispiegamenti verticali overlay, ma come sistemi virtuali dispiegati su una’nfrastruttura hardware condivisa e controllati dinamicamente da sistemi di orchestrazione e gestione evoluti.
Analogamente il processo di trasformazione impone nuovi requisiti in termini di una rete All IP che porta nel cCoud le funzioni di Edge, ottimizzando le caratteristiche di performance e latenza; che abilita un networking IP automatico tra le funzioni che forniscono il servizio (realizzando il “Service Chaining” automatico) attraverso l’adozione di tecnologie IP riconfigurabili; che garantisce la convergenza dei servizi sulle diverse tipologie di accesso, su un’infrastruttura IP il più possibile scalabile e semplice, dall’accesso al backbone.
TIM ha intrapreso questo percorso di evoluzione, che si sviluppa nelle direttrici di una sempre maggiore capillarità dell’accesso UltraBroadBand fisso e mobile, della efficienza continua nel business attuale, ed infine della trasformazione digitale, i cui benefici saranno tangibili soprattutto dalle persone, che avranno una specifica proiezione digitale di tutti i diversi contesti della loro vita.

 

Note

  1. "L'evoluzione dell'accesso" Notiziario Tecnico, n. 1-2016 pagg.142-159
  2. "Il come e il perchè del decommissioning" Notiziario Tecnico, n. 2-2014 pagg.4-13
  3. "Rete come piattaforma" Notiziario Tecnico, n. 1-2016 pagg.84-99
  4. "Rete come piattaforma" Notiziario Tecnico, n. 1-2016 pagg.84-99
  5. "Integrazione fra la rete IP e la rete di trasporto ottica" Notiziario Tecnico, n. 1-2016 pagg.36-47
  6. L’IP EDGE è il primo punto nella rete in cui viene effettuato il trattamento dell’Internet Protocol dei flussi di traffico dell’End Users [A12]
  7. Ad esempio i business dell’intrattenimento video on-line non sono possibili se il throughput scende sotto certi valori-soglia: uno streaming 4K richiede da 20 a 35 Mbit/s di throughput. Il throughput è una grandezza diversa e sempre inferiore al “bitrate” della linea di accesso (fissa o mobile). Analizzando i valori di throughput e di bit-rate in diversi paesi, si scopre che nelle aree in cui lo sviluppo della larga banda in accesso è più avanzato (e quindi i bit-rate sono più alti), il rapporto fra throughput e bit-rate è più basso (cioè: miglioramenti nel bit-rate non si traducono in equivalenti miglioramenti del throughput) [A10].
  8. Va rilevato che l’utilizzo di soluzioni per il miglioramento della QoE permette anche, in molti casi, saving nei costi di rete; ad esempio inserendo in rete delle cache si riduce il traffico in tutti i segmenti di rete che sono “a monte” della cache stessa, e si possono quindi ridurre o ritardare nel tempo interventi di incremento della capacità degli apparati di rete (router, infrastrutture di trasmissione, …).
  9. Il miglioramento di throughput ottenibile con una cache è maggiore quando essa è “vicina” all’ EndUser; mentre gli acceleratori TCP sono più efficaci quando sono collocati in posizioni “intermedie” fra il Server e l’End User che lo utilizza [A11]
  10. In ambito ETSI si sta lavorando alla definizione di standard (MEC – Mobile Edge Computing) in cui i flussi informativi da/verso i terminali mobili possono essere trattati già nel segmento di accesso radio (RAN – Radio Access Network).
  11. http://about.att.com/story/unveils_5g_roadmap_including_trials.html
 

Bibliografia

  1. http://www.internetsociety.org/internet/what-internet/history-internet/brief-history-internet
  2. http://www.cisco.com/en/US/docs/security/vpn5000/manager/reference/guide/appA.html
  3. https://ripe68.ripe.net/presentations/181-NETCONF-YANG-tutorial-43.pdf
  4. http://www.etsi.org/deliver/etsi_i_ets/300100_300199/30010201/01_60/ets_30010201e01p.pdf
  5. https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/news/public-consultation-regulatory-environment-platforms-online-intermediaries-data-and-cloud
  6. http://www.agcom.it/-/avvio-di-un-indagine-conoscitiva-concernente-lo-sviluppo-delle-piattaforme-digitali-e-dei-servizi-di-comunicazione-elettronica-delibera-n-357-15-cons-
  7. https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/news/new-rules-roaming-charges-and-open-internet
  8. http://www.telecomitalia.com/content/dam/telecomitalia/it/archivio/documenti/Innovazione/MnisitoNotiziario/2014/2-2014/capitolo-3/Verso%20la%20rete%20dei%20contenuti.pdf
  9. http://docplayer.it/3420810-La-content-delivery-network-di-telecom-italia.html  
  10. http://www.telecomitalia.com/content/dam/telecomitalia/it/archivio/documenti/Innovazione/NotiziarioTecnico/2013/n2-2013/08.pdf
  11. http://www.telecomitalia.com/tit/it/notiziariotecnico/edizioni-2015/2015-3/capitolo-3.html
  12. http://www.ecs.umass.edu/ece/wolf/pubs/comcom2009.pdf
  13. http://www.telecomitalia.com/content/dam/telecomitalia/it/archivio/documenti/Innovazione/NotiziarioTecnico/2012/n2-2012/capitolo7.pdf
  14. http://www.etsi.org/technologies-clusters/technologies/mobile-edge-computing
  15. http://www.ngmn.org/uploads/media/NGMN_5G_White_Paper_V1_0.pdf

 

Letture consigliate

 

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