Il futuro (prossimo) del PC

Il panorama del mercato europeo dei PC presenta tendenze chiare: ormai sostanzialmente scomparsi i cosiddetti Netbook, per Laptop e Desktop si assiste ancora ad una fase di recessione (la flessione delle vendite nel terzo trimestre 2015 è stata nell’ordine dell’8% su scala mondiale). Quasi tutti i produttori lamentano fatturati in calo, con poche eccezioni tra cui Apple. Secondo molti analisti il mercato sta pagando il debutto di Windows 10, che ha comportato l'aggiornamento dei PC esistenti piuttosto che la diffusione di nuovi sistemi. Ciononostante, questa categoria di dispositivi sembra conservare un proprio zoccolo duro di utenti e non solo tra coloro che fanno uso delle applicazioni ICT più consolidate e tradizionali. Un dato significativo proviene ad esempio dal comparto dell’e-commerce, dove si registra l'importanza delle ricerche di prodotti effettuate tramite Smartphone, ma non per gli acquisti: questi, secondo una ricerca effettuata da IBM, non superano il 32%, dal momento che la maggior parte dei clienti preferisce ancora acquistare tramite PC dove è possibile passare con facilità da una scheda all'altra e compiere confronti multipli tra le varie offerte. 

 

In risposta a questa tendenza, il mondo del mobile computing si sta oggi orientando verso dispositivi in grado di fungere sia da Tablet che da Personal Computer portatile, apparecchi “2 in 1” che incontrano sempre maggior favore tra gli utenti consumer, ma anche tra quelli professionali. Si tratta di macchine compatte e leggere, dotate di tastiere scollegabili o pieghevoli per renderli flessibili e adatti all’impiego in qualsiasi situazione, dotati di un hardware sufficientemente potente da poterli considerare una valida alternativa ai classici Notebook di fascia media. Tra i modelli più rappresentativi in questa categoria si annoverano l’iPad Pro di Apple, il Pixel C di Google e il Surface Pro 4 di Microsoft: questi nuovi prodotti appartengono ad ecosistemi applicativi, che se da un lato puntano a differenziarsi tra loro, confermano dall’altro una convergenza di visione e di strategie imperniata su un possibile ritorno al Personal Computer in una versione “ringiovanita” .

 

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