L’evoluzione dei terminali fissi

Negli ultimi anni è aumentata costantemente per le aziende ICT l’importanza strategica degli apparati fissi e mobili sia come punto di raccolta di informazioni personali sui clienti che come elemento di disintermediazione rispetto al mondo fisico, la cui complessità strutturale è ricondotta a modalità di interazione dirette, omogenee ed intuitive. Più in dettaglio il primo aspetto stabilisce una connessione con il tema chiave dei big data, aggregati per mezzo di una sensoristica diversificata ed elaborati nel Cloud in vista di una “monetizzazione”; il secondo si pone invece in relazione con gli sviluppi di una tecnologia in grado di fornire rappresentazioni virtuali progressivamente più verosimili ed autonome degli oggetti e dei sistemi reali coi quali si entra in contatto nel vivere quotidiano, spingendo a focalizzare le funzioni computazionali dei dispositivi d’utente sugli aspetti di presentazione dei media per concentrare la logica di servizio in rete.

 

1 - In un grande negozio di elettronica oggi

1.1 - Uno sguardo d’insieme

Entrando in un grande negozio di elettronica, oggi il cliente dei più diffusi servizi ICT si trova di fronte ad un’ampia gamma di apparati per l’uso personale o familiare in casa, in ufficio o in mobilità. Le tipologie di base sono però relativamente poche, per effetto di un processo di semplificazione e uniformazione in corso negli ultimi anni, con modalità dettate spesso più da logiche competitive che da accordi volti a fissare regole comuni.

 

Figura 1

Sono riportate nel seguito le principali classi di dispositivi tra le quali l’utente può scegliere in questo momento, confrontando le caratteristiche salienti ed evidenziando la loro complementarietà. Fra i parametri significativi in questo senso si possono considerare:

  • Livello di portabilità - possibilità di trasportare fisicamente l’oggetto e di utilizzarlo in diversi ambienti e condizioni;
  • Versatilità applicativa - flessibilità nell’interazione e nell’esecuzione di attività riferibili ad una pluralità di servizi;
  • Attitudine alla condivisione - orientamento all’impiego collettivo o all’uso personale con conseguente duplicazione.

Su questa base si definiscono le seguenti classi di dispositivi:

  • Internet of Things - sensori e attuatori posizionati in prossimità di apparati e infrastrutture domestiche e industriali;
  • Game Console - piattaforme multimediali ad alte prestazioni e di costo medio-alto connesse a un TV;
  • Smart TV/Set-Top Box/Net-Top Box - TV di tutte le fasce collegabili in rete direttamente o tramite adattatori;
  • Personal Computer/Convertibile - piattaforme fisse e mobili per elaborazione di documenti con tastiera e mouse;
  • Tablet - dispositivi con schermi touch di medie dimensioni (a partire da 7”) condivisi all’interno dell’abitazione;
  • Smartphone/Phablet - dispositivi personali tascabili con schermi touch di dimensioni ridotte (al di sotto dei 7”);
  • Wearable - oggetti dotati di interfaccia utente minimale, “indossabili” in diversi ambienti e situazioni.
 

Figura 2 - La user experience come preponderante fattore distintivo tra classi di terminali

Le principali categorie di apparati riportate in Figura 2 si distinguono essenzialmente per il modo di utilizzare i medesimi servizi, realizzando una progressione graduale delle suddette variabili.  In particolare il Tablet si qualifica come apparato dalle caratteristiche intermedie che, pur rimanendo un dispositivo multiutente, risente di una tendenza sempre più spinta alla personalizzazione sull’onda del fenomeno delle social app e va perciò dotandosi di tecnologie specifiche come quelle fornite da Android Marshmallow per garantire la privacy di ciascun utilizzatore.

 

1.2 - A ognuno il suo

Paolo ha una nuova casa e ha deciso di investire per dotarla di dispositivi moderni per la sicurezza, la gestione intelligente e da remoto del suo impianto di riscaldamento e condizionamento, la regolazione dell’illuminazione e il controllo dei consumi dei principali elettrodomestici. In negozio rimane confuso dalla molteplicità di soluzioni della cosiddetta Internet of Things: diverse tecnologie per la connessione di sensori, dispositivi da collegare alla propria rete broadband, svariati modelli di telecamera, soluzioni do-it-yourself e altre che richiedono installazioni complicate, possibilità di pagare one-shot o di aderire a un’offerta con canone, marchi sconosciuti e altri notissimi.  Dopo il disorientamento iniziale, Paolo sceglie una soluzione “autogestita” per la videosorveglianza, con installazione facile e accesso da remoto a telecamere e sensoristica. In futuro avrà bisogno di una versione dotata di un maggior numero di sensori per realizzare altri casi d’uso a cui ha dovuto in prima battuta rinunciare. Il sistema si complicherà, ma potrà contare sul coordinamento delle “cose connesse” fornito dall’operatore, da un big player del settore o da entrambi in partnership, insieme ad un servizio di assistenza efficiente. Per questo servizio di “orchestrazione” Paolo sarà disposto a pagare un costo fisso.
Quest’anno Alessandro, il figlio più piccolo di Paolo, per festeggiare l’ingresso alle superiori avrà finalmente in regalo la nuova Game Console che sognava da tempo. In negozio la sua preferenza va al suo oggetto dei desideri, l’ultima PlayStation, che tutti i suoi amici gli invidieranno. Costa un po’ cara, ma è riuscito a convincere i genitori spiegando loro che, oltre a supportare con una grafica eccezionale i giochi più in voga, permette di navigare in Internet, scaricare film e musica e chattare con i compagni mentre si guarda la TV: non avrà dunque bisogno di altro in camera sua. Loro, a dire il vero, si sarebbero orientati su un modello più semplice ed economico come la Wii, che di tanto in tanto possano usare tutti; oppure su un dispositivo Android, con le stesse App dello Smartphone e del Tablet che gli consenta in più di giocare online. Ma per ora Alessandro è dell’idea che valga la pena rinunciare a un po’ di compatibilità per avere il massimo delle prestazioni.
Stefania, moglie di Paolo, deve comprare un nuovo TV per il soggiorno per sostituire quello vecchio guastatosi: a lei interessano le serie TV sui canali del digitale terrestre, la figlia più grande Giulia ormai  guarda solo YouTube, mentre al marito piacerebbe poter navigare in Internet seduto sul divano; tutti, infine, vorrebbero provare a scaricare qualche film da Netflix nel fine settimana. In negozio trova molti modelli di Smart TV in grado di visualizzare filmati premium 4K, la “nuova frontiera” della multimedialità, di tutte le dimensioni e per tutte le tasche, capaci di collegarsi in rete: sceglie una piattaforma Android TV, che permette di usare lo Smartphone come telecomando per fare sul TV quello che si farebbe normalmente con un Tablet. Sarebbe bello poter usare allo stesso modo anche il TV in cucina, appena cambiato; il commesso le consiglia un piccolo Net-top Box, da connettere esternamente al TV che usa come schermo: l’ultima versione di Google Chromecast, ad esempio, un dongle HDMI che emula l’Android TV e che può essere spostata su altri apparecchi.
Giulia si è appena laureata, ha iniziato un’attività di scrittrice e ha bisogno di un terminale su cui lavorare. Il commesso del negozio le propone: 1) un tradizionale PC Tower, potente, con molta memoria e svariate periferiche, facilmente espandibile, con schermo da 15”, mouse e tastiera; 2) un Laptop con prestazioni sostanzialmente equivalenti ma più costoso; 3) un Convertibile, cioè un Tablet con tastiera separabile e svariate connessioni (USB, HDMI), di prezzo contenuto ma prestazioni inferiori. Su tutti si possono installare Windows e Office. Giulia scarta il PC Tower per motivi di costo e ingombro e perché le sue esigenze tutto sommato sono limitate. Tra Laptop e Convertibile alla fine opta per il secondo che si presta a un duplice utilizzo, come Personal Computer a casa e come Tablet quando esce. In futuro spera di trovare un dispositivo Android con una suite compatibile con Office, che le consenta di usare il suo account Google e tutte le App e i servizi cui si è abituata sul suo Smartphone: l’ideale sarebbe il Thin Client di cui aveva sentito parlare tempo fa, economico e pensato per far solo da tramite verso il Cloud.
Mario, fratello di Paolo, è single ed è un fan delle tecnologie. Per natale ha deciso di regalarsi qualche oggetto Wearable, lasciandosi guidare dall’offerta più che da necessità reali. In negozio trova Activity Tracker e Fitness Tracker per migliorare le prestazioni fisiche e rafforzare i comportamenti salutari; viene incuriosito dagli Smartwatch con sistema operativo Apple o Android, che  estendono le funzionalità del suo Smartphone; interessanti, benché costosi, gli sembrano anche i Google Glass, che amplificano le capacità sensoriali ricorrendo alla “realtà aumentata”.  Mario decide di acquistare un dispositivo per tracciare i suoi allenamenti di corsa e uno Smartwatch che lo aiuti a sfruttare  al meglio il suo telefono dalle mille funzioni. In futuro probabilmente avrà bisogno che qualcuno gestisca in maniera centralizzata le informazioni personali raccolte da tutti questi gadget, garantendogli un adeguato livello di protezione e un accesso sicuro da qualsiasi luogo e in ogni momento. Gli piacerebbe che a quel punto molti dei suoi oggetti indossabili fossero dotati di una SIM per potersi integrare facilmente con l’intera gamma delle applicazioni mobili.

 

2 - Una giornata fra App e servizi

2.1 - C’è ambiente e ambiente…

Vediamo ora sulla base degli scenari decritti per la nostra famiglia, quali siano i fattori condizionanti, le risorse disponibili e i vincoli relativi a:

  • Comodità di utilizzo - opportunità di fruire di materiali di qualità in maniera confortevole tramite supporti e strumenti adatti ad attività complesse;
  • Tranquillità del contesto - capacità di isolamento da disturbi e “interferenze” prodotte da altri utenti;
  • Durata della fruizione - quantità di tempo dedicabile a singole sessioni o per visionare contenuti di una certa lunghezza.

Rispetto a tali coordinate, possiamo descrivere in questo modo le seguenti situazioni (Figura 3a):

  • A casa - ampia gamma di modalità di fruizione e configurazioni per ogni specifica esigenza;
  • In ufficio - relativa possibilità di comfort, in un contesto non orientato a esperienze multimediali;
  • In auto - potenziale continuità temporale a fronte di forti limitazioni sul piano dell’interazione e concentrazione;
  • In mobilità - sessioni di durata minimale in luoghi spesso affollati o rumorosi.

Incrociando fattori ambientali e peculiarità di ciascuna classe di terminali, infine, evidenziamo una distribuzione tipica della frequenza media di utilizzo per i diversi dispositivi nei contesti individuati. (Figura 3b).

 

Figura - 3

Nell’ambiente domestico può risultare poi conveniente caratterizzare le singole sottounità abitative classificando i servizi secondo modalità di produzione, trattamento e consumo delle informazioni, come riportato in Figura 4.

 

Figura 4 - Una possibile descrizione analitica dell’ambiente residenziale

Nel complesso, i dati confermano che si ha ormai che fare con un unico tipo di terminale come dotazioni di base e servizi fruibili, le cui caratteristiche variano in funzione delle prestazioni richieste in determinati ambienti e situazioni: le caratteristiche hardware, in particolare, sono di fatto decise da accordi tra pochi grandi player OTT come Google e Apple che determinano con i loro servizi il tasso di sostituzione degli apparecchi, lasciando margini minimi di competitività ai costruttori come Samsung e LG e ai broadcaster, i quali col loro approccio walled garden non sono più in grado di predeterminare standard di riferimento industriali. Il PC continua a rappresentare un buon compromesso rispetto alle variabili considerate e la sua versatilità e adattabilità lo rendono parte imprescindibile dell’ecosistema; ci sono all’opposto apparati “polarizzati” verso utilizzi in contesti specifici, che tuttavia non si sottraggono ad una logica volta ad ottimizzare costi e risultati spingendo il consumatore verso soluzioni sempre più omogenee.

 

2.2 - … e c’è utente e utente

Alessandro ha invitato i suoi amici a vedere la nuova PlayStation, collegata al TV in camera da letto. Sul più bello li interrompe Stefania, per avvisarli che la prof. di italiano ha appena caricato sul sito della scuola alcuni esercizi in vista della verifica di domani. I ragazzi, sconfortati, accedono a Internet col browser della Game Console per dare un’occhiata e si mettono a lavorare tutti insieme per finire quanto prima. Ogni tanto devono ricorrere a Wikipedia o all’aiuto di qualche compagno su Whatsapp, ma alla fine il lavoro viene terminato in tempo per la merenda dopo la quale riprendono a giocare.
Mentre Paolo guarda la partita su Sky con la nuova Smart TV 4K che troneggia in salotto chattando con i colleghi, Stefania si gode un film on-demand in cucina, sul televisore connesso in Wi-Fi alla linea Tutto Fibra di casa. Quando la vicina suona il campanello, sospende la visione per invitarla ad ammirare le foto delle ultime vacanze, appena caricate in rete: Stefania usa il Tablet per richiamare le immagini sulla TV e girarne un paio via mail alla sua ospite.

 

Giulia deve completare l’ultimo capitolo del suo romanzo e si chiude nello studio per lavorare con tranquillità. Sul suo Convertibile Windows 10 scrive con Word e salva il file su Google Drive, per poterlo rileggere da Tablet o da Smartphone anche fuori casa e mostrarlo al suo editore. Sulla scrivania ha una pila di libri da inserire nel foglio Excel in cui tiene traccia della bibliografia. Inoltre deve preparare una presentazione Powerpoint, che l’editore le ha chiesto; appena è pronta gliela invierà su Gmail. Mentre lavora, cerca le informazioni di cui ha bisogno usando Chrome e di tanto in tanto dà un’occhiata a Whatsapp. Quando ha finito gira le slide sulla Smart TV per riguardarle con calma, usando come telecomando il convertibile privato della tastiera, con cui regola le luci per una visione confortevole.
Le è costato un po’ di fatica impratichirsi nell’uso di Windows 10 (si è dovuta creare l’ennesimo account, di Microsoft questa volta!) e configurare il PC per usare i servizi Cloud di Google al posto di quelli preinstallati: in pratica, riesce a fare quasi tutto ciò che le serve da Chrome, ma è costretta a sovrapporre questo “finto desktop” a quello vero del Computer.
Paolo, dal canto suo, si è rassegnato da tempo alle duplicazioni, perché in ufficio deve già usare la posta, il calendario e il messenger di Outlook sul Personal Computer aziendale e poi il suo capo vuole tutto in formato Office, mentre per quel che deve fare spesso sarebbero più che sufficienti le applicazioni Google Docs. Come sarebbe tutto più semplice e rapido altrimenti, pensa. Beato suo fratello, che ha l’iPhone, lavora in un’azienda che usa Apple dappertutto e non ha di questi problemi!

 

3 - La “big picture”

Da quanto esposto possiamo trarre alcune considerazioni preliminari sul modo in cui va evolvendo il mercato dei terminali, rimandando ad approfondimenti l’analisi dettagliata delle dinamiche dell’offerta attuale e futura. Occorre tenere conto delle seguenti tendenze di fondo:

  • Consolidamento di ecosistemi integrati - i dispositivi trattati tendono a configurarsi come tasselli di piattaforme globali in competizione tra loro per fornire un unico tipo di prodotto virtuale integrato, identificabile nell’ambito consumer in senso lato col termine Smart Home;
  • Competizione tra offerte alternative - in questa gara a livello planetario i protagonisti dell’ICT si stanno posizionando per espandere le rispettive quote di mercato, con percorsi in parte sovrapposti, a diversi stadi di avanzamento in funzione della storia passata;
  • Riconfigurazione delle filiere industriali - costruttori di apparati, distributori di contenuti, sviluppatori di applicazioni e operatori OTT e tradizionali stanno assumendo ruoli differenziati nelle nuove catene del valore imposte dall’evoluzione dei terminali e dei servizi; i telco in particolare vedono gradatamente ridursi i propri margini di autonomia, mentre il controllo complessivo passa ai detentori delle tecnologie che oggi dominano il mercato del middleware.
 

In questo quadro, esiste già un potenziale significativo per applicazioni di monitoring & security/safety,energy management & comfortassisted living & wellness, mentre occorre creare maggiore consapevolezza tra i consumatori riguardo a scenari centrati sulle PAN, sull’automotive e sulmultimedia. Un grande spazio competitivo e di innovazione risulta poi aperto dalla necessità di affrontare la complessità intrinseca di una rete di oggetti IoT tesa a pervadere la dimensione privata, pubblica e lavorativa dell’esistenza individuale, così come dall’opportunità di integrare dispositivi Wearable in oggetti di uso comune gestendone il ciclo di vita e orchestrandone le funzioni per rispondere coerentemente  alle aspettative e ai bisogni dei clienti.

 

A fronte di esigenze espresse ancora in maniera confusa, si rileva da un lato la presenza di «piattaforme di servizi» come Google Brillo, Samsung Artik o Apple Homekit che offrono soluzioni complete, dall’altro quella di «piattaforme di tecnologie» come Qualcomm Alljoyn, Intel OIC, UPnP IoT, destinate verosimilmente a confluire a regime in un’unica filiera del valore. Altre soluzioni non ancora mature, ma promettenti vengono prospettate da Dash di Amazon, Parse for IoT di Facebook e Agile IoT di Huawei.

 

In generale gli approcci di integrazione "dal basso" appaiono destinati ad avere scarso successo, come già accaduto in passato per altri tentativi di assemblare attori e tecnologie eterogenee secondo linee guida fornite da standard de iure o de facto. Il modello collaborativo in voga nel mondo telco euroasiatico fino agli anni '90 si è infatti dimostrato inefficace nel settore dell'ICT, che si è invece sviluppato e consolidato secondo l’approccio competitivo proprio del mercato americano.
Nel mondo dei dispositivi Smart, registriamo così un sostanziale duopolio della coppia Microsoft-Google per quanto riguarda le piattaforme da ufficio e quelle consumer, con Apple confinata in una redditizia nicchia di mercato per la clientela alto-spendente. La Smart Home è sostanzialmente un "super dispositivo" distribuito ma intrinsecamente dotato di una logica unitaria, che sta evolvendo in maniera simile al PC degli anni ‘80/’90: sta passando, cioè, da una situazione di totale deregulation tecnologica ad una in cui poche grandi aziende cercano di assicurarsi il presidio di snodi essenziali pur mantenendo un certo margine di apertura verso le terze parti, “smaterializzandone” al contempo le funzioni più importanti.. Android TV e Apple TV sono candidate a fungere da Hub domotico nell'abitazione, armate di nuove specifiche tecnologie in fase di consolidamento come Google Brillo e Apple Homekit per gestire l’interazione con prodotti come le lampade Hue o i termostati Nest; sembra difficile a questo punto che colossi come Samsung e Huawei sposino altre soluzioni di lungo periodo.

 

Conclusioni

In sintesi, oggi la tendenza più evidente che caratterizza il mondo dei terminali appare quella verso l’aggregazione di dispositivi un tempo distinti in un sistema omogeneo, in cui ogni classe di apparati gioca un ruolo specifico ai fini della fruzione dei servizi con una experience ottimale nelle diverse situazioni d’uso;  inoltre il “cervello” dell’intera piattaforma, ovvero la logica che organizza e coordina le comunicazioni all’interno del sistema, viene in misura crescente dislocata in rete piuttosto che su uno specifico dispositivo, aderendo al paradigma della virtualizzazione in Cloud delle funzioni più importanti di un’infrastruttura.
Qualsiasi offerta parziale o limitata a singoli settori applicativi rischia di non risultare competitiva nel medio-lungo termine, così come rischiano di rivelarsi velleitari i tentativi di imporre sul mercato strumenti alternativi a quelli controllati dalle aziende che si sono posizionate più avanti in questo processo di progressiva occupazione di tutti gli spazi, partendo da posizioni di forza in segmenti strategici come l’informatica e la multimedialità. In particolare, l’adozione sui propri apparati d’utente di un sistema operativo aperto e flessibile in grado di federare milioni di potenziali sviluppatori candidandosi come standard de facto della Smart Home estesa appare una scelta imprescindibile per l’Operatore, il quale avrebbe in questo modo la possibilità di concentrarsi sul core business della connettività, mettendo in atto tutte le possibili sinergie secondo i paradigmi imposti dall’evoluzione tecnologica e dalla competizione.
In questo contesto, un Operatore tradizionale dovrebbe traguardare a medio/lungo periodo l’adesione ad una piattaforma dominante o quantomeno adottare tecnologie destinate a una larga diffusione, integrando dispositivi di altri ecosistemi e seguendo da vicino l’evoluzione di consorzi candidati a guidare il mercato.
In una fase di transizione una piattaforma sperimentale sotto il suo controllo potrebbe peraltro contribuire a chiarire vantaggi e svantaggi, criticità realizzative e tempistiche in vista di un approccio definitivo, fornendo ad esempio utili suggerimenti sul potenziale ruolo strategico di un Gateway fornito dell’Operatore stesso.

 

Acronimi

  • API Application Programming Interface
  • CE Consumer Electronics
  • GUI Graphical User Interface
  • ICT Information and Communications Technology
  • IoT Internet of Things
  • MMI Man-Machine Interface
  • OTT Over-The-Top
  • TLC Telecommunications
 

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