Broadband Forum

Il BBF (Broadband Forum), è un consorzio no profit fondato nel 1994. Vi partecipano Telco e Cable Operator, costruttori di apparati, sviluppatori di soluzioni sw, costruttori di apparati di misura, laboratori di test, università ed enti di ricerca.
L’obiettivo del BBF è guidare lo sviluppo delle soluzioni broadband per accesso fisso e delle reti IP convergenti. Si sviluppano specifiche tecniche (Technical Report) a supporto dell’interoperabilità e testing, la definizione  delle architetture e del management di reti IP multi-servizio a larga banda.
Esse coprono diverse tipologie di utenti (residenziali, business, enterprise), servizi (voce, dati, video, servizi convergenti) e segmenti di rete (core, edge, accesso, rete domestica).
Il BBF ha festeggiato lo scorso anno I suoi 20 anni di attività e si appresta a tagliare il traguardo delle 200 specifiche tecniche pubblicate [http://www.broadband-forum.org/technical/trlist.php].
Ci sono tre famiglie di specifiche che hanno visto una vasta adozione da parte dell’industria e che hanno rappresentato degli standard de facto nel dispiegamento ed evoluzioni delle reti larga banda nel mondo:

  • specifiche su architetture per reti broadband multi-servizio e requisiti di nodo (fra cui TR 101, TR 144,  TR 145, TR 178) Figura A;
  • specifiche relative al protocollo CWMP (CPE WAN Management Protocol) più noto come TR-069 per la configurazione, gestione e monitoraggio remoto degli apparati domestici (Access Gateway, STB, NAS, terminali voce, access point –inclusi Femto Cell AP, …. ) e dei data model associati Figura B;
  • specifiche per il test d’interoperabilità fra apparati di numerose tecnologie abilitanti le reti broadband. Per citare le più rilevanti: ADSL/ADSL2+ (TR-067 e TR-100/TR-105), VDSL2 (TR-114/TR 115), Bonding (TR-273), Vectoring (TR-249), G.fast (ID-337), GPON (TR-247), MPLS (TR-248) e lo stesso protocollo CWMP (TR 181).
 

Figura A

 

Figura B

Le specifiche di test del BBF (chiamate Test Plan) hanno permesso di accelerare l’adozione delle tecnologie definite negli standard ITU-T per i transceiver per la trasmissione su fibra e su rame contribuendo in modo decisivo al maturare di prodotti interoperabili fra loro.
In questo senso ITU-T e BBF hanno operato in modo sinergico e complementare: da un lato gli standard ITU T definiscono le interfacce GPON e DSL degli apparati, dall’altro i Test Plan del BBF definiscono le procedure di prova fra apparati di vendor diversi ed i risultati attesi affinchè si possa verificare che siano interoperabili secondo lo standard.
Il framework di testing del BBF non si limita ai Test Plan. Per molti filoni tecnologici si sono organizzati degli eventi di interoperabilità, detti Plugfest, presso dei laboratori di test indipendenti. Questi eventi vengono tipicamente avviati immediatamente dopo il rilascio dello standard ITU-T corrispondente e permettono ai chipset vendor oppure ai system vendor di incontrarsi in un laboratorio  neutrale e di eseguire sessioni di test per evidenziare e risolvere problematiche d’interoperabilità.
I Plugfest vengono ripetuti in serie per una finestra temporale (12 – 24 mesi, ma a volte anche più lunga) finchè le stesse manifatturiere ritengono che l’interoperabilità tecnologia è sufficientemente matura.
Contestualmente l’esperienza dei Plugfest permette di raffinare il contenuto dei Test Plan che, una volta consolidati, vengono utilizzati per la validazione: test di verifica di prodotto nella catena di rilascio dei costruttori di apparato, prove di accettazione pre-deployment da parte degli Operatori.
In alcuni casi il framework di testing è stato ulteriormente valorizzato in un vero e proprio programma di Certificazione. Il Testing & Certification Committee (di cui Telecom Italia fa parte) ha il compito di valutare l’opportunità di lanciare tali Programmi sulla base di un’analisi del mercato ed in particolare di un sufficiente interesse da parte degli Operatori.
I programmi di Certificazione esistenti sono:

  • BBF.069: relativa all’interoperabilità di apparati domestici rispetto alla loro gestione tramite protocollo TR-069 da parte di un Auto Configuration Server (quello che per Telecom Italia è REGMAN);
  • BBF.247: relativa all’interoperabilità di ONU GPON rispetto alla loro gestione tramite protocollo OMCI da parte di un apparato OLT

Per dettagli su questi programmi ed altre iniziative a supporto dell’interoperabilità fare riferimento al sito [http://www.broadband-forum.org/technical/test_cert_programs.php#ghn].
Infine, è in corso di definizione il programma di Certificazione per apparati G.fast il cui lancio è previsto nel primo trimestre del 2016

 

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