La standardizzazione di nuovi materiali per le reti in fibra ottica

Telecom Italia ha avuto tradizionalmente un ruolo importante nei gruppi di standardizzazione quali ITU-T, Cenelc e CEI/ IEC, ed in particolare ha condotto un’intensa attività rivolta alle fibre ottiche, ai cavi e ai componenti ottici, data la grande evoluzione tecnologica che, negli ultimi anni, ha visto coinvolti questi prodotti.
In particolare, le esigenze legate allo sviluppo della nuova rete di accesso in fibra ottica hanno visto la nascita di prodotti sempre più performanti in termini di attenuazione, capaci di supportare i sistemi trasmissivi alle diverse lunghezze d’onda ed essere pronti per la loro evoluzione (GPON, XG_PON,..), idonei all’installazione nei percorsi congestionati e tortuosi dell’ultima tratta di rete (edifici) e caratterizzati, oltre che da un rapporto qualità/costo vantaggioso, da un alto grado di affidabilità. A queste esigenze, si sono unite la necessità di utilizzare tecniche di scavo e posa a basso costo ed impatto ambientale, che prevedono in molti casi di riutilizzare le infrastrutture esistenti e quindi richiedono la miniaturizzazione dei cavi e degli accessori di cablaggio ed interconnessione della fibra ottica in rete.
Le attività di standardizzazione condotte da Telecom Italia si sono quindi concentrate su questi aspetti, cercando di garantire la migliore qualità degli standard prodotti nei vari enti: sono un esempio le Raccomandazioni ITU-T sui minicavi ad alte potenzialità (piccole dimensioni ed elevato numero di fibre), sulle fibre ottiche ottimizzate per quanto riguarda l'attenuazione in curvatura (vd. figura), sui cavi e sugli accessori per FTTH che, seppur miniaturizzati, devono garantire un’adeguata protezione per le fibre ottiche, e sulle nuove tecnologie di connettori montabili in campo. Si sono inoltre presidiate le tematiche relative ai metodi di misura, atti a garantire il controllo di qualità dei prodotti e delle installazioni in campo.
In particolare, l’evoluzione tecnologica della fibra ottica nel corso degli ultimi dieci anni è stata tale da consentire di soddisfare tutte le esigenze precedentemente citate, soprattutto con l’introduzione delle fibre bend-insensitive, rispondenti alla categoria ITU-T G.657: queste fibre permettono un maggiore sfruttamento della banda trasmissiva, sono caratterizzate da una bassa sensibilità alla curvatura e sono ottimizzate in termini di compatibilità nelle interconnessioni con le fibre tradizionali, grazie a dimensioni del nucleo ottico confrontabili (Diametro di Campo Modale, che individua l’area della sezione trasversale della fibra in cui si concentra la maggior parte della potenza ottica utile alla trasmissione).
Le fibre bend-insensitive, inoltre, trovano un’applicazione anche sulle lunghe distanze, per la realizzazione di cavi compatti ad alta potenzialità, o per impieghi in ambiti di centrale molto congestionati.

 

Fibre ottiche con prestazioni di attenuazione in curvatura ottimizzate

Anche per la rete di trasporto la standardizzazione sta introducendo un’evoluzione tecnologica, che permette di sfruttare al meglio le potenzialità degli apparati di nuova generazione, con la proposta di nuove Raccomandazioni su fibre ottiche caratterizzate da un’attenuazione molto bassa (fibre ITU-T G.652.D o più performanti nella proposta della categoria G.652.E), oppure da caratteristiche geometriche e trasmissive tali da renderle potenzialmente idonee a sistemi di trasmissione terrestri di futura generazione (nuova categoria di fibra G.654.x, in corso di definizione).

In alcuni casi, i risultati della standardizzazione hanno impatto a livello di regolazione del mercato nazionale e vengono recepiti nelle leggi che la definiscono.

Un esempio molto recente, e di notevole rilevanza per le attività di Telecom Italia, è focalizzato sul cablaggio ottico, e sulla predisposizione delle infrastrutture atte ad accoglierlo, nei nuovi edifici residenziali o commerciali (uffici, negozi). La Legge del 11 novembre 2014, n.164. (denominata ‘Sblocca Italia’), che mira a dare impulso allo sviluppo di infrastrutture per la Larga Banda, fa diretto riferimento alle norme prodotte dal comitato nazionale CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano), che ha il compito di definire gli standard tecnologici su questi aspetti. Telecom Italia ha avuto un ruolo di coordinamento nella redazione delle linee guida CEI, che rappresentassero il riferimento tecnico, per progettisti, operatori edili ed installatori, per la predisposizione negli edifici (sia condomini che villette a schiera) di una “infrastruttura fisica multiservizio passiva, costituita da adeguati spazi installativi e da impianti di comunicazione ad alta velocità in fibra ottica”, nonché dei punti di accesso all'edificio. Questa predisposizione dovrà essere attuata a partire da luglio 2015.

 

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