Il Mobile-Edge Computing

Il MEC (Mobile-Edge Computing) è un gruppo di standardizzazione [A], costituito a fine 2014, sotto l’egida dell’ETSI, grazie ad una iniziativa promossa da alcune manifatturiere ed Operatori Mobili. A Maggio 2015 il gruppo contava sulla partecipazione di circa 40 aziende tra cui Telecom Italia, che ha deciso di entrare a far parte dell’iniziativa a partire dallo scorso Febbraio.
Il MEC si pone l’obiettivo di creare un ambiente standardizzato e aperto, fornendo server con risorse computazionali, capacità di storage, connettività e accesso al traffico di utente e alle informazioni di rete tipicamente non disponibili e visibili negli apparati legacy.
Il MEC può essere considerato uno passo intermedio dell’evoluzione della RAN (Radio Access Network) verso il cosiddetto 5G [B], grazie all’introduzione di un ambiente virtualizzato e paradigmi di cloud-computing a livello di rete di accesso.
L’elemento chiave di questa architettura è costituito da un MEC IT application server che può essere integrato (Figura) direttamente a livello di nodo di accesso LTE (es. eNB), oppure a livello di concentratore nei cosiddetti “aggregation site” (reti 3G/LTE), o infine a livello di RNC (rete 3G).

 

Opzioni architetturali per il deployment del sistema MEC [A]

L’operatore ha quindi sia l’opportunità di introdurre nuove funzionalità per migliorare la QoE (Quality of Experience) degli utenti, ad esempio attraverso piattaforme provenienti dal mondo IP (come le cache, ottimizzazione video), oppure, più in generale, decidere di aprire alcune funzionalità a terze parti autorizzate, creando un nuovo ecosistema di applicazioni innovative che possano far leva sulla vicinanza al device e sulle latenze ridotte per abilitare nuovi servizi di tipo consumer (es: real-time gaming, augmented reality, etc…) oppure offerti a terze parti in ottica B2B (es: data analytics, location tracking, sicurezza, servizi enterprise, etc…).
Alla luce dell’introduzione di queste funzionalità, Telecom Italia è interessata a valutare le effettive potenzialità del MEC, soprattutto in relazione ai presunti benefici che potrebbero derivare dall’uso di informazioni real-time provenienti dalla rete di accesso radio e in particolare dagli eNB. L’interesse di Telecom Italia nei confronti di questo standard si configura all’interno di un framework più ampio di attività di ricerca che non si limita solo all’analisi dei modelli ma valuta anche gli aspetti relativi alla messa in campo di tecnologie per l’evoluzione della rete mobile.
Il MEC si articola in due gruppi con obiettivi e mandati differenti ma complementari:

  • MEC-ISG (Industry Specification Group): si occupa di redigere specifiche normative che consentiranno a terze parti di sviluppare applicazioni in un ambiente Mobile-Edge Computing multi-vendor.
  • MEC-IEG (Industry Enabling WG): questo gruppo si occupa della dissemination e della promozione dei concetti MEC all’interno della Industry (es. Proof-of-Concepts, scenari di sevizio, sviluppo di applicazioni, etc).

Per quanto riguarda l’interazione con gli altri enti di standardizzazione, il gruppo ISG MEC ha stabilito delle liaison con ETSI NFV, 3GPP e altri fora correlati, allo scopo di riutilizzare specifiche esistenti, ove considerate appropriate. L’introduzione di un MEC server è intesa come trasparente all’architettura di rete 3GPP e alle sue interfacce. Gli UE e gli elementi di Core Network compliant con le specifiche 3GPP esistenti non dovrebbero quindi subire modifiche a seguito dell’introduzione del MEC server e le applicazioni da esso ospitate.
In particolare, il MEC può essere considerato complementare al lavoro di altri standard come NFV, in quanto sfrutta una piattaforma virtualizzata posizionata all’edge della rete mobile con significative affinità infrastrutturali a livello di framework (incluse le applicazioni stesse). Inoltre, al fine di ottimizzare gli investimenti sostenuti dagli operatori, sarebbe opportuno riutilizzare l’infrastruttura fisica e la parte di infrastructure management dell’NFV, per esempio ospitando sia le VNFs (Virtual Network Functions) che le MEC applications all’interno della stessa piattaforma. In ogni caso appare auspicabile, in un’ottica convergente, un coordinamento tra le funzioni di Management & Orchestrator previste in ETSI NFV e quelle di gestione in via di definizione in ETSI MEC, in modo da evitare inconsistenze e abilitare ottimizzazioni congiunte [C] dell’allocazione delle risorse computazionali e di rete.
Il MEC, in quanto basato su piattaforma virtualizzata, viene considerato dal 5G PPP (5G Infrastructure Public Private Partnership) come una delle tecnologie emergenti per il 5G [B]. Inoltre, l’introduzione del MEC, potrebbe beneficiare del paradigma che sarà introdotto con la VRAN (Virtual RAN), specialmente per il retrieving effettivo delle informazioni real-time di rete che il MEC intende definire. Tali informazioni, in futuro, grazie alla virtualizzazione della rete, potrebbero essere standardizzate, nell’ambito dei sistemi 5G, più facilmente rispetto al passato, abilitando la creazione di network API a livello radio [D] anche attraverso paradigmi di tipo open source.
In questa fase preliminare, il MEC sta ancora definendo i requisiti di sistema e, il cammino verso scenari evolutivi, dipenderà, oltre che dalle richieste e orientamento dell’Industry, anche da altri fattori esogeni in ambito normativo come ad esempio le interazioni con il 3GPP e l’avanzamento del gruppo ETSI NFV. Per maggiori informazioni sul MEC - http://www.etsi.org/technologies-clusters/technologies/mobile-edge-computing [E]

 

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