Responsabile Standars & Technological Disclosure di Telecom Italia/TIM

La parola a… Luigi Licciardi

La nostra Azienda è leader riconosciuta a livello internazionale nello sviluppo degli Standard per il mondo ICT; ben 120 colleghi sono coinvolti in queste attività con oltre 20 posizioni nei Board e nei Comitati esecutivi dei vari Enti di standardizzazione mondiali.
Una chiacchierata per meglio capire il “gioco a scacchi” di questa attività internazionale.

 

Luigi, il mondo delle TLC è per sua natura fondato su tecnologie e soluzioni tecniche, gli Standard, appunto, che vengono definite, accettate e adottate da una variegata comunità di attori, quali Operatori, manifatturiere e fornitori di tecnologia. Ci spieghi meglio questo scenario di riferimento?

Gli Standard sono di fatto fondamentali nel processo di innovazione del modo di  comunicare e vivere “digitalmente”, perché garantiscono che le tecnologie interagiscano fra loro efficacemente a livello nazionale ed internazionale e assicurano che le soluzioni dei diversi fornitori inter-operino tra di loro, in modo che le invenzioni e gli algoritmi possano essere messi a fattor comune e adottati dall'intero ecosistema ICT. Le discussioni tecniche vengono assunte in enti riconosciuti internazionalmente a livello mondiale (ITU), continentale (ETSI, ATIS ...) o nazionale (CEI). Vista la loro rilevanza, gli Standard e gli aspetti regolatori camminano di pari passo e l'ecosistema si arricchisce, quindi, anche di altri attori, come i rappresentanti delle istituzioni (delegati dei ministeri delle Comunicazioni e della Comunità europea, come l’ETSI). Vi presento un esempio, a mio avviso chiarificatore: l'arrivo della telefonia mobile con l'esigenza di usare il terminale in tutto il mondo ha portato a valicare i confini territoriali nazionali e continentali e spinto alla necessità di creare aggregazioni di Enti regionali intorno a un progetto/tecnologia, di cui l'esempio di maggior successo è sicuramente il 3GPP, che ha appunto specificato e standardizzato sia il 3G sia il 4G, mentre uno degli ultimi Enti, creato specificatamente per la piattaforma del machine to machine, è OneM2M.
A questi Enti istituzionali vanno aggiunti altri Enti internazionali più focalizzati su aspetti di business, tra cui il roaming internazionale, di cui il più significativo è sicuramente la GSMA; se ci spostiamo poi alle specifiche tematiche di gestione e sistemi IT a supporto delle TLC, ricordo il TM Forum. Per il Service Layer riveste importanza OMA, che si occupadella definizione  delle network API (per esporre le principali funzionalità Telco verso terze parti) e del modello di esposizione (Service Exposure).
Per concludere richiamo il Broadband Forum per gli aspetti legati alla rete fissa a larga banda e NGMN per le reti mobili di nuova generazione, come il 5G.

 

Figura 1 - Principali Enti di Standardizzazione

Ma come funzionano nel dettaglio questi Enti?

In genere le aziende pagano una sottoscrizione fissa o in funzione del loro fatturato; questa quota serve per coprire le spese organizzative, incluso il personale dedicato (office).
L'Ente risponde ad un'Assemblea Generale, la quale a sua volta nomina il Board a cadenza temporale prefissata; è quest’ultimo che ha di fatto in carico gli aspetti organizzativi, amministrativi e strategici dell’Ente. La Assemblea Generale e il relativo Board eleggono poi Chairman e ViceChairman per la gestione dei vari meeting. Talora il Board può nominare dei Comitati Esecutivi, per garantire l'operatività dell'Ente e il coordinamento dei lavori tecnici. L'attività tecnica viene invece svolta nei singoli Gruppi Tecnici, Working Group dedicati, che sono coordinati da un Chairman e uno o più ViceChairman. Si distinguono quindi 2 tipologie di leadership: gestionali e strategiche (Board e Comitato Esecutivo) e tecniche (Chairman e ViceChairman dei singoli Comitati Tecnici).

Quale è il ruolo della nostra Azienda all’interno degli Enti di standardizzazione?

Telecom Italia/TIM ha sempre investito come azienda negli enti più importanti e si è distinta per i contributi tecnici, per le competenze dei Chairman e ViceChairman nominati e per le capacità manageriali dei singoli rappresentanti nei vari Board ed Executive Committee.  Il nostro Brand è riconosciuto a livello mondiale di eccellente valore; siamo tra gli Operatori TLC, insieme a pochi altri, quali Orange, DT, Vodafone e AT&T, ad essere guida per la standardizzazione, definizione e costruzione delle tecnologie più significative di oggi e di domani; dalle GPON al 3G,  passando per l’attuale 4G, per arrivare al nascituro 5G. Oggi noi contribuiamo con oltre 100 esperti nei vari Enti di standardizzazione e con oltre 1000 contributi all’anno; ricopriamo circa 30 leadership tecniche, in qualità di Chairman e ViceChairman e oltre 20 cariche manageriali nei Board e nei Comitati Esecutivi.

Indubbiamente un bel impegno. Ma come si combina la partecipazione agli Enti con l’organizzazione Aziendale?

La partecipazione agli standard è cross-funzionale, in modo da raccogliere, a livello di contribuzione agli Enti, le eccellenze tecniche di tutta l’Azienda; all’evoluzione degli Standard partecipano quindi colleghi di TILab & Engineering, Strategy & Innovation, IT, Planning e Global Advisory Services, che, con la funzione Standard & Technological Disclosure, coordina tutti i contributi Telecom Italia/TIM agli Enti.
L’azione di coordinamento prevede infatti, oltre alla partecipazione diretta, la strategia di selezione degli Enti a cui partecipare, la gestione del budget per le iscrizioni con il relativo piano trasferte, l’organizzazione di incontri dedicati, anche con i fornitori, su temi specifici, nonché il posizionamento da tenere sugli argomenti da affrontare, concordato con i responsabili delle linee tecnologiche e di business e gli esperti di settore.

Più in generale, quali sono gli impatti sull’Industry?

Lo Standard non è solo tecnologia, infatti dietro alle talora aspre battaglie nei singoli gruppi tecnici ci sono importanti interessi strategici ed economici. Ne cito qualcuno dei più recenti e caldi: l’uso delle bande non-licenziate, il device-to-device, l’utilizzo del LTE per la Public Safety, il ruolo della SIM (dimensioni, NFC, embedded SIM), l’introduzione della Virtualizzazione di Rete. Sui tavoli degli Enti si possono quindi creare nuove opportunità di business, ma se non si persegue una coerente linea strategica, si possono perdere anche rendite da posizioni precedentemente acquisite. Il gioco spesso si fa duro e bisogna muoversi con attenzione, creando le giuste reti relazionali con gli altri Operatori, anche nostri competitor, con le manifatturiere e con i fornitori di tecnologia, insomma con l’intero ecosistema, dove anche gli OTT cominciano ad entrare. Per amor di sintesi:  ai tavoli degli standard si gioca sempre a scacchi,  muovendosi con destrezza, competenza e laddove possibile con leadership. Come Azienda siamo convinti che il mondo degli standard possa offrirci delle opportunità di business ed è anche per questo che Telecom Italia/TIM coinvolge in queste attività parte “delle sue menti migliori”, i nostri inventori. Dichiarare e mettere a disposizione soluzioni innovative brevettate, che, se riconosciute essenziali, vengono inserite nello standard e usate da tutti gli attori dell’ecosistema ICT, crea l’opportunità di chiedere licenze a chi le usa (in modo FAIR e Non Discriminatory – FRAND). Sempre più stiamo lavorando e aggregando inventori e partecipanti ai comitati di standard; un nostro brevetto è stato di recente riconosciuto  Standard Essential Patent (SEP) LTE, consentendo a TIM di entrare a pieno diretto nel Patent Pool della tecnologia LTE.  E questo non è poco!

Spesso si crede che gli Standard siano un mondo tipicamente solo Telco a cui gli OTT non siano interessati; recentemente però l’ETSI ha vissuto alcuni cambiamenti in tal senso…

Già, nulla di più errato! Gli OTT sono entrati in maniera dirompente nel mondo degli standard e si sono aggiunti anch’essi ‘al tavolo da gioco’. L’avvento degli OTT ha rivoluzionato il mondo dei servizi digitali all’utente finale ed ha avuto un impatto sulle attività degli standard, mettendo in discussione la validità di alcune soluzioni standardizzate. Gli OTT comunque mirano a rafforzare la loro posizione di fornitori “transnazionali” di servizi [nota 1].
Ecco quindi l’esempio di Apple, di cui il 29 giugno  c’è stato l’anniversario del lancio del primo iPhone nel 2007, forse l’OTT più rappresentativo. Non solo questa azienda è entrata nel mondo degli Standard, ma ad oggi Apple ha le maggiori quote di voto alla General Assembly dell’ETSI ed è storica la battaglia fatta e vinta sull’introduzione dello standard della nano-sim! La presenza degli OTT spinge ancora di più gli Operatori a valorizzare gli asset che hanno all’interno del loro dominio e la SIM ne è un esempio. Anche Google e Facebook da qualche anno compaiono con sempre più crescente frequenza nei Fora e negli Enti. Questo è sicuramente un aspetto importante e di rilievo per l’evoluzione della Standardizzazione in generale, che sempre più deve affrontare “interessi” di attori eterogenei.
Tutto ciò evidenzia come sia sempre più importante per gli Operatori che insieme rappresentano più di 3 miliardi di utenti, costituire un fronte comune e sempre più compatto nelle sfide dei prossimi anni.

Un’ultima domanda in senso prospettico; quali sono gli  spazi di miglioramento in questo ecosistema?

La complessità delle tecnologie, le legacy con le tecnologie precedenti, gli interessi crescenti in gioco, il proliferare di nuovi argomenti e filoni tecnologici, che creano nuovi Enti, hanno reso la Standardizzazione complessa, frammentata, talora troppo lenta o ambigua nella definizione di linee guida e standard.
Sulla lentezza nell’adozione commerciale dobbiamo certo riconoscere il ritardo tra definizione dello Standard e successiva adozione tecnica, ma su questo stiamo già tutti lavorando. Stiamo infatti riducendo questi sfasamento, in modo che gli apparati nuovi, molti dei quali a tutt’oggi indietro di 2 o 3 release rispetto a quanto standardizzato, siano progressivamente in linea con gli aggiornamenti prodotti dagli Enti. In quest’ottica stiamo infatti procedendo, insieme agli altri Operatori, ad una forte sensibilizzazione delle manifatturiere.
Come Azienda abbiamo introdotto una classifica, divisa su 3 tier, per identificare gli Enti più importanti Figura 2, su cui come Telecom Italia/TIM dobbiamo investire maggiormente, in modo da selezionare quelli emergenti e di rilievo su cui investire, quelli che hanno esaurito la loro efficacia e sono da abbandonare; questo sia in ottica di riduzione di spesa, sia di focalizzazione della nostra strategia.
Focalizzazione dell’impegno, spinta sul mantenimento della pianificazione temporale delle release, identificazione delle priorità da affrontare nelle release sono i punti su cui ci stiamo battendo e impegnando con gli altri attori dell’ecosistema. E tutto questo perché come Azienda crediamo che la standardizzazione continuerà a giocare un ruolo chiave, per consentire l’evoluzione tecnologica e di business, per garantire una pluralità di attori, la libera concorrenza, l’interoperabilità degli apparati, la disponibilità dei terminali, la valorizzazione e adozione di invenzioni e soluzioni innovative e… per creare un mondo interconnesso, aperto e facilmente fruibile a tutti.
L'esempio di successo dell’attività di standardizzazione più significativo è legato alla telefonia mobile. L’evoluzione del 2G, 3G fino al 4G, ha garantito la possibilità di avere una tecnologia che funziona ovunque, con molti Operatori in tutto il mondo e su tutti i terminali. E in questo processo la “vecchia Europa” è stata pioniera con un modello fortemente basato sugli standard, sull’interoperabilità e sul roaming, che anche gli Stati Uniti hanno adottato qualche anno dopo. Il 4G (LTE) in particolare è infatti una tecnologia mobile "globale" ed è quella che è stata adottata più rapidamente e dal maggior numero di Stati in tutta la storia delle TLC.

 

Figura 2 - Classifica dei principali Enti di Standardizzazione

NOTE

[nota 1] I servizi forniti dagli OTT infatti funzionano trasversalmente su tutti gli operatori, e non sono interessati all’interoperabilità dal momento che sono verticali per definizione, si pensi a WhatsApp ed a quanti contatti nella nostra rubrica vediamo che hanno WhatsApp installato sui loro cellulari

 

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