Standard per i sistemi di gestione delle reti e servizi digitali

L’industria delle telecomunicazioni sta affrontando dei cambiamenti radicali con effetti enormi sui modelli di business a causa della ben nota Rivoluzione Digitale e ai nuovi paradigmi tecnologici che abiliteranno scenari di mercato sempre più competitivi, quali ad esempio NFV e SDN nonché l’introduzione del 5G.
Nell’ambito della gestione della rete e dei servizi, gli enti di standardizzazione si sono focalizzati sul livello di qualità erogato, sulla sicurezza dei dati e sui processi necessari per garantirlo adeguatamente nei tempi richiesti; in questo articolo si presenta una carrellata dell’evoluzione degli standard legati a questi ambiti tematici.

 

1 - I nuovi paradigmi del business digitale e il cambiamento del mondo IT

Il mercato richiede che i servizi siano progettati, ingegnerizzati, erogati, mantenuti e dismessi in tempi brevissimi e la rete dell’Operatore deve consentire dinamismo e flessibilità appropriati: rete dell’Operatore che diviene sempre più una rete “programmabile” vicino a chi la usa, che si adattai n modo pressoché automatico, alle necessità di banda variabili, alla crescente necessità di performance, qualità, affidabilità, sicurezza.
In questo contesto diversi sono i paradigmi di riferimento rilevanti, tra cui:

  • il Cloud, con capacità di calcolo distribuita, flessibile e facilmente scalabile, soprattutto quello ibrido,che fornisce un maggior senso di sicurezza ai clienti, garantendo loro un controllo diretto su una parte dei propri dati;
  • la virtualizzazione delle funzioni di rete, nota come NFV, che introduce un sostanziale cambio di paradigma nel modo i cui vengono realizzate le reti di telecomunicazioni, spezzando il legame tra hardware e software e facendo leva sulle tecnologie di virtualizzazione IT per consolidare apparati e funzionalità di rete su server standard e fornendo nel contempo una maggior flessibilità operativa;
  • il paradigma SDN (Software-Defined Networks), in grado di fornire programmabilità e centralizzazione dei processi di decisione sulla gestione di pacchetti e flussi applicativi direttamente sulla rete e non più all'interno dei singoli apparati. Un nuovo modo di gestire la rete, che prevede la separazione del control-plane dal transport-plane, con diversi vantaggi: dal dinamismo alla gestibilità, dall'efficienza dei costi all'adattabilità;
  • il SON (Self-Organizing Network) con lo scopo di abilitare l’automatizzazione di parte dei processi di configurazione e ottimizzazione della gestione della rete.

La rete dell’Operatore viene ad integrarsi sempre più con il mondo IT, una rete che va gestita non più con i processi tradizionali, i cosiddetti processi denominati di NET-OPS (Network Operations), in quanto ritenuti troppo rigidi per poter rispondere alle esigenze di questa nuova realtà.
Occorre quindi gestire la rete mediante esecuzione di processi agili, dinamici, flessibili come quelli attualmente in uso per lo sviluppo dinamico del software, ovvero i DEV-OPS (Development & Operations). Una metodologia agile in cui c’è uno stretto collegamento tra chi sviluppa implementando i requisiti, e chi poi deve gestirli, mantenerli. Tutto questo dinamismo ha poi un impatto dirompente sulla intera infrastruttura di gestione della rete, in particolare sui sistemi OSS (Operations Support Systems) e BSS (Business Support Systems) che si devono adeguare per rispondere a questa dinamicità.

 

2 - Gli enti di standardizzazione

Per affrontare la crescente complessità della gestione della rete e garantire l’interoperabilità tra i sistemi di Vendor diversi, gli enti di standardizzazione internazionali sono fortemente impegnati in diversi ambiti tra cui il 3GPP working Group SA5 per la gestione delle reti radiomobili, il DMTF per la standardizzazione di Systems Management, il TM Forum e altri consorzi.

2.1 - Il TM Forum e la sua evoluzione

Uno degli enti internazionali che stanno seguendo aggressivamente questa evoluzione del Business delle Telco e gli impatti sui sistemi di gestione  delle reti è il TM Forum.
Con oltre 1000 compagnie affiliate di cui circa 250 telco service providers, la sua missione è quella di definire strumenti standardizzati e best-practices  a supporto di questo business.
Telecom Italia  è stata, nel 1995, tra i primi aderenti al TM Forum,quando  il suo scopo era principalmente definire un modello che formalizzasse l’insieme di tutti  i sistemi a supporto del business delle telco tradizionali. In quei tempi si progettò il  TOM (Telecommunication Operations Map) e poi la sua evoluzione eTOM con un modello, il SID (Information Model) che ne definisse le entità, e poi la mappa dei sistemi a supporto (TAM). Col passare degli anni eTOM è diventato standard ITU-T  (M.3050), allineandosi  con altri standard esistenti (ITIL) più vicini all’IT, ma soprattutto diventando un vero punto di riferimento per i Telco Service Provider. Si è poi arricchito di un insieme di strumenti a supporto,  di alcune interfacce tra i sistemi di gestione e gli elementi di rete (Integration Frameworx).
Resosi conto dell’evoluzione verso i servizi digitali, da alcuni anni  il TM Forum ha avviato un progetto strategico sui servizi digitali, che si declina in tre grandi filoni  strategici (Agile Business and IT, Open Digital Ecosystem, Customer Centricity ),  che si appoggiano al cosiddetto Frameworx: il noto  brand che sta ad indicare l’insieme dell’infrastruttura metodologica che sostiene e integra tutti progetti strategici.
E proprio il Frameworx (Figura 1)nella sua interezza sta evolvendo per cogliere al suo interno i nuovi modelli di business,, quindi non più un telco che fornisce servizi tradizionali, ma che evolve verso infrastrutture e modelli più agili e dinamici all’interno di un ecosistema in cui i diversi stakeholders (utenti, sviluppatori, Operatori, Web Companies,…) devono interagire sinergicamente tra loro ciascuno con i propri meccanismi di business.

 

Figura 1 - Evoluzione del TMF

2.1.1 - I programmi strategici

A completamento delle attività metodologiche  portate avanti  nel Frameworx, che rimane il core delle attività su cui poi tutte si ricollegano,  il TM Forum ha una serie di programmi strategici che affrontano tutti gli spetti di maggior rilevanza nel business odierno dei Telco Service Providers.
I programmi in corso sono i seguenti: Agile Business and IT: Questo programma vuole aiutare i Service Providers ad ottimizzare costantemente le loro infrastrutture IT e di esercizio, in modo da garantire che le attività di provisioning e di gestione dei servizi abbiano la flessibilità e la dinamicità necessarie nel contesto attuale, attraverso la riduzione dei costi di esercizio,  la riduzione dei rischi attraverso l’automazione dei processi, l’incremento della customer satisfaction.
Il TM Forum risponde a tali esigenze attraverso:

  • evoluzione del Frameworx come processo strutturato e ben definito che possa rendere più semplice l’intera architettura IT;
  • facilitando la messa in campo di nuovi servizi in modo efficace ed efficiente promuovendo la collaborazione dei vari stakeholders in un approccio sinergico  verso il servizio e consentendo di individuare metriche adeguate per misurarne la qualità e la sicurezza;
  • definendo interfacce standard programmabili (API) per l’interazione tra i diversi sistemi.  il TM Forum ha definito la DSRA (Digital Service Reference Architecture) per supportare:
    • l’esposizione di capabilities attraverso componenti software, ovvero API funzionali e di management quali product catalog, ordering, trouble ticket, identity management, service inventory management [nota 1];
    • la composizione e la distribuzione sui diversi domini di business, tecnologi e di mercato;
    • la definizione di un modello interoperabile di lifecycle end-to-end (sia del SW/API che dei servizi costruiti sopra);
    • i requisiti sia di tipo architetturali tecnologici, applicativi e relativi ai dati ma anche relativi agli aspetti di business.

Il secondo programma strategico è Open Digital Ecosystem, focalizzato sul modello futuro della distribuzione dei servizi digitali nell’ecosistema.
Il TM Forum si inserisce in questo scenario di trasformazione, che prevede una crescita nei prossimi 5 anni dai 20 ai 50 miliardi di terminali che si connetteranno on-line. Attraverso questo programma l’ente vuole facilitare la collaborazione tra i partner, creando un ecosistema aperto, dove i nuovi servizi possano essere erogati rapidamente, facilmente ed in modo sicuro attraverso un’ampia gamma di modelli di business con tanti partner che collaborano proficuamente, sviluppando quindi strumenti, API, modelli informativi, processi di business, standard e best practices necessari a far partire e fiorire questo ecosistema digitale aperto.
Il terzo programma strategico è Customer Centricity,  il cui obiettivo è supportare  i service providers e le imprese a far evolvere costantemente il loro business andando oltre la customer experience tradizionale verso un coinvolgimento diretto del cliente in modo da massimizzare le quote di mercato, la fedeltà del cliente e le opportunità di crescita.
Oggi i clienti sono più informati e in grado di prendere decisioni critiche di quanto non lo siano mai stati. Coinvolgerli attivamente nella definizione del servizio di cui hanno bisogno, capire i  loro reali bisogni, cosa pensano, le loro azioni,  può fare o disfare una collaborazione fruttuosa.
A tale scopo il  Frameworx viene rivisto in ottica di erogazione di servizi digitali, fornendo linee guida per la gestione della Customer Experience, che viene utilizzata come fattore abilitante per far crescere la profittabilità, vengono studiate nuove metriche, modelli di analisi e valorizzazione dei Big Data e Use Case significativi.

2.2 - Il progetto ZOOM

Nel  programma Agile Business and IT, il progetto ZOOM (Zero touch Orchestration, Operations and Management) merita particolare attenzione.
Avviato nel 2014 [nota 2] vuole formalizzare una visione del nuovo ambiente virtualizzato per l’erogazione di servizi digitali, dando chiare indicazioni di tutti gli aspetti che devono essere affrontati, da quelli architetturali a quelli di evoluzione dei sistemi di gestione, dei processi, della forza lavoro.
Il modello di riferimento lo mutua dall’IT: occorre sviluppare un approccio “agile” alla gestione dell’operatività della rete.
Quando gli apparati di rete diventano poco più che “ferro“ con piani di instradamento e di controllo spostati su macchine virtuali in data center specifici o generalizzati,  la gestione della rete diventa simile a quella del software e pertanto si parla di spostamento delle metodologie di gestione della rete  Net-Ops verso approcci più da sviluppo Dev-Ops, dove però i tempi sono contratti al massimo e il ciclo progettazione-sviluppo-test-esercizio è pressoché automatizzato dai tool a supporto.
In sinergia con ETSI NFV e altri enti di normativa, il progetto ZOOM (Figura 2) si è focalizzato su  tutti gli aspetti che impattano i servizi e la gestione del processo organizzandosi in questi gruppi di lavoro funzionali:

  • un primo gruppo col nome di “Foundation Work” affronta gli aspetti di allineamento del FrameworX a fronte dell’introduzione di queste nuove tecnologie per l’erogazione di servizi digitali, quindi come cambiano i processi eTOM, la modellazione delle nuove entità virtuali, le nuove policy, gli aspetti di evoluzione architetturale;
  • “E2E Virtualization Management“ tratta della gestione di servizi in cui diversi stakeholders possono avere un ruolo nella fornitura del servizio; chiaramente occorre ripensare la Service Assurance in quest’ottica, dove tanti sono i player che  devono comunque garantire dei livelli di servizio adeguati in un contesto in cui gli ambienti di erogazione sono per lo più ibridi;
  • “Operations Transformations” considera l’impatto che la virtualizzazione ha sui sistemi di gestione (OSSe BSS), sul personale, sui processi;
  • “Virtualization Operation Readiness & Procurement” affronta l’impatto sul cliente di questi nuovi servizi, ne analizza gli Use Case e affronta  la tematica della distribuzione e impacchettamento delle funzionalità di rete virtualizzate.

Infine è utile menzionare uno strumento del TM Forum per “riportare in azienda” esperienze operative, ovvero i “Catalyst” o “proof of concept” (Figura 3); trattasi di progetti sperimentali dove vendor di tecnologie si consorziano e sviluppano, usando gli strumenti messi a disposizione dal TM forum stesso, soluzioni innovative a problemi contingenti indicati dagli sponsor del progetto: i Service Providers.

 

Figura 2 - Obiettivi di ZOOM

 

Figura 3 - I catalyst del TM Forum

Nel corso del 2015 Telecom Italia si è  focalizzata principalmente sui Catalyst associati alla virtualizzazione della rete. Uno ad esempio si propone di sviluppare una vCPE (Virtual Customer Premises Equipment) istanziabile in modo pressoché automatico e con funzionalità scalabili. Un secondo Catalyst “Closing the loop” si propone di istanziare un processo di  miglioramento costante della qualità dei servizi erogati su una piattaforma ibrida, attraverso la misura ed analisi continua e proattiva di indicatori di performance, eventuali disservizi e qualità percepita dal cliente, anche misurata attraverso sonde [nota 3].
Telecom Italia è stata sempre presente nel TM Forum ricoprendo ruoli rilevanti, e attualmente riveste particolare rilevanza presiedere le attività e indirizzarle, in quanto è stato avviato nel 2014 un processo di revisione interno dei processi aziendali  fondato  su un modello a processi end to end, che si basa proprio sul modello eTOM e FrameworX del TM Forum.
Oltre all’evoluzione del Frameworx, per Telecom Italia rivestono  interesse i programmi TM Forum della Digital Service Architecture e definizione delle APIs di management, dell’evoluzione del modello dei processi in ambito ZOOM, il progetto Customer Centricity e tutti i temi legati alla sicurezza delle applicazioni “cloud”.
Per quest’ultimo ambito è rilevante anche il ruolo della Cloud Security Alliance, di cui Telecom Italia è membro, un’associazione internazionale composta a livello mondiale da oltre 29.000 soci individuali, più di 100 aziende e 20 organizzazioni partner, che nasce con lo scopo di promuovere l’utilizzo di best practice e linee guida per la sicurezza del cloud computing.

 

Conclusioni

Lo scenario del mondo OSS del Telco Service Provider deve quindi tenere conto dell’avvento dei nuovi paradigmi funzionali e degli impatti da essi generati sui processi e i sistemi a supporto e non ultimo sull’adattamento degli skill necessari interni alle Aziende, per far sì che vengano raggiunti e mantenuti gli obiettivi di qualità, elasticità e di efficienza dei nuovi servizi richiesti dal mercato e dalle nuove architetture di riferimento a supporto.
Occorre evidenziare che in questa trasformazione di un’evoluzione tecnologica comunque inevitabile e necessaria,  vi sarà un periodo non breve di coesistenza tra due mondi gestionali diversi, che dovranno garantire insieme l’uniformità gestionale e contemporaneamente sostenere i nuovi dettami di questa evoluzione.
Telecom Italia ha intrapreso questo "viaggio di trasformazione"e il suo ruolo attivo nei vari enti di standardizzazione facilita questo percorso, permettendo di indirizzare i requisiti e gli ambiti di interesse del nostro business, garantire la realizzazione di un ambiente aperto ed interoperabile per l’agile erogazione di servizi digitali, nonché l’esplorazione di nuovi contesti emergenti nell’Industry.

 


comments powered by Disqus