Intervista a Marco Annoni - vice-chairman di ETSI ITS

Cosa si intende quando si parla di ITS?
Le soluzioni ITS consistono nell’applicazione di tecnologia ICT al mondo dei trasporti per lo sviluppo di sistemi e servizi in grado di rendere la mobilità delle persone e delle cose più sicura, efficiente, con ridotto impatto ambientale. In generale questo si applica a tutte le modalità di trasporto (gomma, rotaia, ..ecc) anche se attualmente il focus principale è sulla mobilità veicolare privata, pubblica e commerciale.

In che cosa consiste, praticamente?
In poche parole si tratta di rendere il veicolo parte di un ecosistema integrato grazie all’adozione di tecniche di comunicazione che consentano allo stesso di interagire con l’ambiente circostante. Questo vuol dire che il veicolo diventa capace di comunicare ed interagire con i veicoli adiacenti, con l’infrastruttura stradale con i centri servizio. In pratica, il veicolo diventa uno degli elementi attivi della futura Smart City.

Esiste quindi una relazione tra la cosiddetta IoT (l’Internet delle Cose) e l’ITS?
Dal punto di vista logico, certamente. L’IoT prevede un futuro in cui nodi intelligenti (sensori, attuatori) si scambieranno dati, informazioni, comandi e, in questa visione, anche il veicolo può diventare uno di questi nodi. In pratica, la realtà è un poco più articolata. Il veicolo si muove, trasporta beni e persone e, come tale, deve essere soggetto a norme e vincoli di responsabilità personali che richiedono lo sviluppo di alcune soluzioni dedicate che siano sicure, certificabili, replicabili e interoperabili.

In che senso interoperabili?
Ci sono due aspetti da considerare. Il primo è che, per definizione, il veicolo viaggia e quindi la sua capacità di comunicare, di interagire con l’esterno deve essere garantita sempre, indipendentemente dal fatto che si trovi a Torino, a Roma, in Francia o in Germania. Il secondo è che il veicolo non deve comunicare solamente con altri veicoli, ma anche con una infrastruttura stradale che diventerà sempre più intelligente. Per questo è necessario definire e sviluppare un “linguaggio” tramite il quale i vari elementi in gioco si possano scambiare dati ed informazioni. Per questo si parla di comunicazione veicolo-veicolo (V2V), veicolo-infrastruttura (V2I), veicolo-ambiente esterno (V2X).

Come si garantisce questa interoperabilità e la definizione di un “linguaggio” consistente?
E’ qui che interviene il ruolo fondamentale della standardizzazione. In Europa, questo è stato riconosciuto direttamente dalla Commissione Europea che, dopo aver pubblicato il “Piano d’Azione ITS” che vincola gli stati membri all’adozione progressiva di una serie di misure atte a rendere il trasporto e la mobilità in Europa più sicura, efficiente e sostenibile, ha dato mandato ufficiale (rif. EC Mandate M/453) agli enti di standardizzazione coinvolti a sviluppare congiuntamente tutti gli standard necessari a rendere possibile l’inizio del dispiegamento delle soluzioni ITS in Europa.

A che punto è questa attività di standardizzazione?
L’attività relativa al mandato 453 della EC svolta da ETSI ITS e CEN TC204 ha portato alla pubblicazione della cosiddetta “Release1” degli standard che è attualmente utilizzata dai costruttori automotive e di sistemi per infrastruttura stradale per sviluppare i primi dispositivi in grado di comunicare in modalità V2V e V2I che potranno essere installati sui futuri modelli di veicoli e a bordo strada per aumentare la sicurezza nella circolazione veicolare. Naturalmente il processo di standardizzazione non si può chiudere con la finalizzazione di una “Release”, ma prosegue con le modifiche ed estensioni che si considerano necessarie per tener conto dei risultati delle prime campagne di test di interoperabilità (plugtest) e dei test pre-operativi (field operational test) che si stanno svolgendo sia in Europa che negli USA. Attualmente, oltre al lavoro di manutenzione della prima release, sono in corso le attività di identificazione delle funzionalità aggiuntive e di sviluppo degli standard che verranno inclusi nella Release2

Come si svolge, in pratica, il processo di standardizzazione?
In generale ogni ente di standardizzazione ha la sua organizzazione interna. ETSI (European Telecommunication Standard Institute) è organizzato in TC (Technical Committee). Il TC ITS si è dato una struttura in WG (Working Group), ognuno dei quali si occupa di tematiche tecniche specifiche e sviluppa gli standard di competenza. L’approvazione e la successiva pubblicazione sono decise a livello di TC. In particolare, i gruppi di lavoro di ETSI ITS sono i seguenti:

  • WG1: Application Requirements and Services;
  • WG2: Architecture and Cross Layer;
  • WG3: Transport and Network;
  • WG4: Media and Medium Related;
  • WG5: Security.

Dal momento che lo standard è considerato uno degli enabler fondamentali nel business delle telecomunicazioni, la partecipazione all’attività di standardizzazione in ETSI è fornita dai membri (compagnie) su base volontaria e tutti gli standard prodotti sono pubblici e disponibili gratuitamente per download.

Quali sono i prossimi passi?
I prossimi passi nella standardizzazione ITS vedranno un incremento nell’utilizzo di comunicazioni basate su tecnologie LTE, LTE direct e 5G e le liaison che si stanno sviluppando con il 3GPP vanno esattamente in quella direzione. Questo consentirà di affiancare l’utilizzo di bande licenziate ad operatori mobili a quelle non-licenziate ed attualmente già allocate esclusivamente a servizi “safety-related” in campo ITS (nella banda dei 5.9 GHz). Si vedrà anche una graduale convergenza con le attività di standardizzazione svolte globalmente in ambito M2M in quando la realizzazione della cosiddetta Smart City del futuro dovrà vedere l’interlavoro tra tutte le varie componenti che la comporranno e l’ITS è certamente una di queste.

 

Ecosistema dell’ITS secondo la visione ETSI ITS (Fonte ETSI 2012)

 

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Marco Annoni

ingegnere elettronico, entra in Telecom Italia nel 1985 e si occupa di comunicazioni via satellite e tecniche di on-board processing e switching. Da oltre quindici anni si occupa di ITS (Intelligent Transport Systems), coordinando, la partecipazione Telecom Italia ai progetti R&D in questo settore (SAFETUNNEL, GST, GAL-PMI, OPEN GATE, eMOTION, CVIS, eCoMove, HeERO, COMPASS4D, TEAM, MOBiNET). Attualmente coordina le attività di innovazione e prototipazione nel settore ITS. Rappresenta ufficialmente Telecom Italia in ERTICO ITS Europe, in TTS Italia, nel Comitato Tecnico dell’Associazione nazionale dei ATSP (Telematic Service Providers) e nel GSMA ASIG (Automotive Special Interest Group). È attivo nel processo di standardizzazione dei sistemi cooperativi ITS con il ruolo di vice-chairman di ETSI TC ITS dal 2010. Contribuisce anche al processo di standardizzazione e sviluppo pre-operativo dell’eCall come membro della eCall Standardization Task Force e della EeIP (European eCall Implementation Platform) della EC e dell’ EU Group on Policy and Regulation for the Internet of Things della GSMA (CLEU).