I servizi di trasporto di TI Sparkle: dalla pura connettività all’offerta di soluzioni gestite

Le piattaforme di trasporto sono da sempre nel settore delle telecomunicazioni il pilastro fondante dei servizi e delle soluzioni a valore aggiunto. La crescente concorrenza di mercato e la difficoltà di differenziazione ha creato una sorta di “sindrome” generando la percezione di un’irreversibile “commoditizzazione” di questi servizi.
La storia degli ultimi 15 – 20 anni ha mostrato in realtà una costante evoluzione sia del contesto di mercato (differenti esigenze soddisfatte da  una pluralità di attori), sia del contesto tecnologico (reti trans-frontaliere con tecnologiche ottiche e basate su tecnologia IP) che permettono di offrire un’ampia gamma di servizi con differenti prestazioni e differenti livelli di qualità.

 

1 - Introduzione

Telecom Italia Sparkle opera prevalentemente a livello “wholesale” su tutti i mercati mondiali con una suite completa di servizi di connettività IP e “Managed Bandwidth” per Operatori CAPs (Content and Application Providers) ed Aziende  insieme a servizi voce e  di messaggistica per Operatori di rete fissa e mobile.
Questa offerta di servizi è resa possibile a livello mondiale dalla gestione di una piattaforma di rete integrata fully IP-based che, acquisita secondo differenti Business Model (rete di proprietà, in comproprietà/consorzi, rete in affitto), permette la gestione end-to-end di servizi di connettività, l’accesso alla Big Internet e la terminazione del traffico voce / messaggistica direttamente all’operatore finale ovvero tramite altri Carrier.
La Figura 1 presenta un quadro d’insieme della rete Sparkle, oltre che degli uffici commerciali e legal entities, identificando la Pan–European Backbone, la rete Mediterranean Nautilus, la rete Latin America Nautilus, il backbone in USA ed i cavi consortili con cui Sparkle opera verso India, Singapore ed Hong Kong. 

 

Figura 1 - Quadro d’insieme degli asset TI Sparkle

Sparkle è stata tra i primi carrier ad intraprendere negli anni 2000 - 2003 la realizzazione di backbone proprietari seguendo la scelta strategica del Gruppo Telecom Italia che, sulla base di una visione prospettica degli scenari di mercato e tecnologico (progressiva de-regolamentazione dei mercati domestici, affermazione delle tecnologie Internet-based, delle tecnologie VoIP-Voice over IP e dei protocolli peer-to-peer), definiva per il Carrier internazionale wholesale del Gruppo un nuovo ruolo in un nuovo scenario competitivo.
Queste infrastrutture hanno rappresentato nel tempo una leva competitiva decisiva per Sparkle sia in termini di “Geographic Footprint” che in termini di “Total Cost of Ownership”, consentendone il posizionamento stabile tra i top 10 Carriers su base mondiale, sia a livello di traffico gestito per i servizi IP e voce che in termini di indicatori economici (ricavi e di Ebitda margin).
Oggi, le reti concepite e realizzate 10 anni fa hanno subito una radicale trasformazione architetturale e funzionale sia a livello trasmissivo che IP. La tecnologia SDH è in dismissione ed i portanti a 100 Gbit/s sono una realtà operativa; a livello IP il numero di router in servizio ed il traffico smaltito si è incrementato in termini di ordini di grandezza, crescendo ancora oggi con tassi del 30%/anno.
Dal punto di vista di mercato, la conservazione del ruolo di leadership di Sparkle va considerata in un contesto di “commoditizzazione” della connettività tradizionale Wholesale, di redditività in continua riduzione e di competizione crescente e resa più complessa dalla presenza di nuovi attori come i CAPs (soprattutto video) che stanno cambiando le regole e le strategie dei principali players. Sparkle dovrà trovare fonti di crescita in aree oggi limitatamente presidiate in termini di asset (Far East/Africa) e/o salire nella catena del valore, ampliando l’offerta verso segmenti con prospettive di crescita a differenza dei servizi di connettività tradizionali, come evidenziato in Figura 2 (cloud, trasporto canali video, soluzioni gestite).

 

Figura 2 – Mercato servizi internazionali ‘’core’’ e ‘’transforming’’ - Elaborazione interna TI Sparkle su dati da infoprovider esterni

2 - La rete di trasporto di TI Sparkle nel 2014

La rete internazionale del Gruppo Sparkle è un‘infrastruttura globale, integrata, basata su backbone regionali proprietari, realizzata attraverso l’acquisto di “dark fibre”, in Europa, nel bacino del Mediterraneo e in Sud America, sulla partecipazione in numerosi consorzi di cavi sottomarini e su affitto di capacità in USA, sull’Atlantico, Indiano e sul Pacifico. Nel 2014 questa infrastruttura conta 117 PoP in 74 città, in 36 paesi nel Mondo ed è complementata da 8 reti metropolitane in altrettante città per la connessione a Telehouse/Data Centres.
La rete PEB (Pan European Backbone), rappresentata in Figura 3 e realizzata nel 2000-2001, è basata su una infrastruttura acquisita come dark fibre che negli anni si è estesa fino a raggiungere una lunghezza di 55.000 km di fibra attraversando 13 paesi europei e con PoP (Point of Presence) nelle principali città europee. All’interno delle città la copertura delle principali Telehouse è assicurata attraverso la disponibilità di Metro-Ring ottici a 2,5/10G.
La rete di Med Nautilus (Figura 3) è costituita da un backbone trasmissivo che collega Italia, Grecia, Israele, Cipro e Turchia, che si è ulteriormente esteso mediante la creazione di percorsi terrestri tra Istanbul e Sofia e tra Atene e Sofia, utilizzando fibre scure e mezzi trasmissivi di altri operatori. Il PoP di Sofia, a sua volta, è connesso tramite capacità affittata verso Bucarest e quindi alla rete PEB.
I diversi cavi e segmenti terrestri costituiscono un’architettura integrata con un alto grado di “magliatura”, capace di soddisfare stringenti requisiti di affidabilità e ritardo trasmissivo. La rete MedNautilus è interconnessa in ridondanza a Catania e Mazara del Vallo con la rete Sparkle per l’estensione di servizi di connettività verso Europa e Nord America. 

 

Figura 3 - La rete Pan European Backbone e la rete Med Nautilus

La rete in USA, collegata verso l’Europa per mezzo di banda acquisita su differenti sistemi sottomarini posati nell’Atlantico settentrionale, è stata realizzata attraverso l’acquisto di capacità, inizialmente su base RoU (Right of Use) e negli ultimi due anni con contratti in “lease” annuali per avere maggiore flessibilità nella pianificazione di rete, minori complessità operative derivanti dall’introduzione della tecnologia a 100G e per sfruttare il continuo “price decline” del costo della banda .Oggi questa infrastruttura (in Figura 4 è data la topologia di rete) collega 9 città assumendo Los Angeles quale ponte verso l‘Asia e Miami quale porta di ingresso del traffico da/per il Sud America.
La rete di LatAm Nautilus (Figura 4) è composta da un backbone trasmissivo, in gran parte su cavi sottomarini (MAC, SAC, e TAC, segmento terrestre), che collega le principali città del Sud America con gli USA. Questa infrastruttura è stata progressivamente arricchita da capacità su mezzi trasmissivi di altri operatori in modo da realizzare un’architettura magliata su quattro vie in grado di essere “fault-tolerant” anche in presenza di guasti multipli. Ai punti di approdo del cavo sottomarino sono collegati tramite “backhaul” protetti altrettanti PoP metropolitani ed in alcune città, come San Paolo, la rete metropolitana è poi ulteriormente estesa per raggiungere le principali telehouses presenti.
Per naturali motivi di affidabilità e resilienza, Sparkle possiede anche capacità transpacifica acquisita da vari fornitori che, collegando il Far East con gli Stati Uniti, consente di chiudere ad anello “round the world” la propria rete privata.

 

Figura 4 - La rete Lat Am Nautilus e la rete negli USA

3 - Dalle reti SDH alla gestione di circuiti a 100G

La piattaforma trasmissiva di Sparkle ha seguito l’evoluzione tecnologica migrando da un’infrastruttura originaria SDH a sistemi ottici in grado di gestire portanti a 100 Gbit/s.
Il primo backbone Europeo PEB fu realizzato negli anni 2000-2001, illuminando 10.400 km di coppia di fibra scura (dark fibre) con apparati DWDM (Dense Wawelength Division Multiplexing) punto-punto, in grado di trasportare 40 lambda a 10Gb/s ed era basato su  anelli SDH a 10Gb/s. Nel 2008, l’incremento della domanda di banda e la necessità di ridurre gli investimenti unitari/km hanno spinto verso l’introduzione di una nuova rete ottica (6.900 km), basata su nodi ROADM (Reconfigurable Optical Add Drop Multiplexer) e sul trasporto di lambda a 40Gb/s. La rete ottica si è trasformata da semplice insieme di sistemi DWDM punto-punto a una maglia di nodi ottici, configurabili da remoto.
Nel 2010 la rete di trasporto di Sparkle si è arricchita del backbone italiano, 7.200 km di fibra su tre direttrici, da Sud a Nord, progettato per trasportare ingenti volumi di traffico dalla Sicilia, hub nel mediterraneo per i cavi sottomarini provenienti dal Far East e Middle East, fino ai punti di interconnessione della PEB (Torino, Milano). Con il nuovo backbone italiano sono stati introdotti nella rete di trasporto di Sparkle i nodi OTN (Optical Transport Network), per un uso più efficiente delle lambda a 40Gb/s che hanno permesso di realizzare una rete magliata ASON-OTN in grado di offrire la protezione/restoration ai segnali a 10 Gbit/s.
Nel 2013 è iniziato il progetto di dismissione delle reti DWDM punto-punto a 10 Gbit/s e conseguente attivazione di una nuova rete ROADM/OTN progettata per il trasporto di 80 canali a 100 Gbit/s. Ad ottobre 2014 sulla direttrice Milano - Francoforte sono già attivi 6 x 100 Gbit/s, di cui 2 x 100 GbE tra i router di core della piattaforma di rete IP.
Questo sviluppo tecnologico permette oggi a Sparkle di offrire una suite di servizi di “managed bandwidth” a 10, 40 e 100 Gbit/s sulla piattaforma DWDM, cui si aggiungono i servizi tradizionali della gerarchia SDH per circuiti con velocità che vanno da 2Mbit/s (E1) a 155 Mbit/s (STM-1)  a 10 Gbit/s (STM-64).
A livello IP la realizzazione del backbone ha avuto inizio nel 2000 in concomitanza con la realizzazione della rete di traporto PEB in Europa. In quella fase sono state decise le linee di sviluppo architetturale che in parte si ritrovano ancora nell’attuale struttura di rete, in particolare l’adozione del protocollo IP/MPLS per avere una piattaforma integrata e multiservizio, in grado cioè di trasportare su un’infrastruttura comune le varie tipologie di servizio, sia voce che dati, anticipando il trend di sviluppo verso soluzioni di tipo All-IP.
Negli ultimi anni lo sviluppo del backbone IP ha dovuto coniugare da una parte l’esigenza di crescita, sia in termini di copertura geografica che di forte incremento dei volumi di traffico trasportato, e dall’altra il contenimento degli investimenti necessari per poter garantire la sostenibilità del business. In quest’ottica e sfruttando l’evoluzione tecnologica dei router che ha portato ad una scalabilità ed un’affidabilità sempre più elevate, la rete si è sviluppata adottando un approccio impostato al principio di “delayering”, ossia eliminando lo strato di core per ridurre i livelli di rete attraversati dal traffico di transito. Ci si è pertanto orientati verso l’impiego di un numero limitato di apparati ad elevata capacità con funzionalità di PE router ed installati presso le principali Telehouse al fine di assicurare la massima potenzialità di interconnessione al minor costo verso i clienti/peering partners.
Nella stessa direzione ci si è mossi adottando una revisione dell’architettura in ottica di “offloading”, ossia progettando una magliatura di rete coerente con i flussi di traffico trasportati in rete, andando anche in questo caso ad eliminare l’attraversamento di uno strato di core esistente nel caso in cui il traffico risultasse essenzialmente polarizzato verso un POP di destinazione remoto, al cui livello di core l’apparato di edge è stato direttamente collegato.
L’evoluzione architetturale del backbone IP è andata di pari passo con quella delle piattaforme tecnologiche passando da una situazione con apparati Cisco 12000 a livello core e Cisco 7500 a livello edge all’introduzione di Terabit Router Cisco CRS in configurazione MultiChassis nei PoP di Milano e, in conseguenza della crescente richiesta di connettività di tipo Ethernet, all’introduzione delle tecnologie Juniper MX960 e Cisco ASR9000. E’ significativa la crescita delle banda complessiva attivata sul backbone IP a partire dall’anno 2010 (> 2 Tbit/s) fino al 2014 (circa 6 Tbit/s) e la previsione di crescita per il prossimo triennio  (> 15 Tbit/s a fine 2017). L’andamento esponenziale dei valori riflette la considerevole crescita di Sparkle sia in termini del numero di clienti interconnessi che di aumento dei volumi del traffico internet come conseguenza di applicazioni che sono sempre più bandwidth-intensive (i.e. video streaming).
La scelta fatta nel 2000 di adottare un’architettura IP/MPLS ha consentito negli anni di aggiungere nuovi servizi e prestazioni in maniera efficiente, minimizzando gli investimenti necessari e senza modifiche significative all’architettura di rete. Oggi, insieme ai servizi tradizionali di IP Transit e VPN/MPLS, la piattaforma IP Sparkle è in grado di offrire anche i servizi IPV6 Transit, mediante la funzionalità denominata 6PE che consente la gestione separata di entrambe le routing table IPv4 e IPv6 su uno stesso router PE (modalità “dual stack”) e Carrier Ethernet, realizzata sfruttando l’emulazione di servizi Ethernet su MPLS.
Le soluzioni Carrier Ethernet sono state sviluppate in Sparkle con l’obiettivo di fornire un servizio di trasporto in grado di soddisfare la crescente domanda di servizi geografici basati su protocollo Ethernet e consentendo ai propri clienti corporate e wholesale di convergere per tutte le proprie applicazioni a pacchetto su un'unica soluzione di connettività sia in ambito locale che remoto con la flessibilità tipica delle soluzioni IP. In tale ambito al fine di evolvere la propria rete ed offerta verso i migliori standard internazionali, Sparkle ha aderito dal 2011 al MEF riconosciuto come l’associazione di riferimento per lo sviluppo della tecnologia e del mercato dei servizi Carrier Ethernet ottenendo a Settembre 2014 la certificazione CE 2.0 per i servizi Carrier Ethernet – Ethernet Access.

 

4 - Lo scenario di mercato: dai servizi Managed Bandwidth alle soluzioni di accesso per servizi Cloud

4.1 - I servizi “tradizionali” di trasporto

Il mercato globale dei servizi di connettività dati (Managed Bandwidth e IP Transit) nei prossimi 3 anni sarà caratterizzato da una lieve decrescita in termini di valore, un’elevata dinamica di volumi (mediamente +30% su base annua con punte del 40/50% in alcune aree geografiche), una forte riduzione di prezzo (-20/30%), un maggior peso dell’interconnessione gratuita (“peering”) del traffico IP ed una crescente importanza dei CAPs nell’ecosistema in termini di generazione di traffico e requisiti di Quality of Experience. Sempre in termini complessivi le singole aree geografiche presentano dinamiche prospettiche differenti: le potenzialità di crescita in valore sono essenzialmente in Far e Middle East, Africa e Latam.
Con riferimento al servizio di “Managed Bandwidth” va sottolineata una fondamentale differenziazione storica e di servizio tra le 2 alternative “rete SDH” e “portante DWDM”: mentre per la capacità SDH lo standard di mercato è sempre stato quello del servizio protetto, per l’intrinseca topologia “ring” di questa tecnologia, per le lambda DWDM i clienti Carrier hanno tradizionalmente richiesto portanti singole non protette ricorrendo autonomamente a costruire topologie con il richiesto grado di ridondanza attraverso la diversificazione geografica. Solo recentemente, seguendo l’evoluzione del mercato che spinge verso soluzioni a sempre più alta capacità, è possibile riscontrare la crescente richiesta di soluzioni con lambda (10 e 40 Gbit/s) già intrinsecamente protette.
Passando alle soluzioni trasmissive basate sul protocollo Ethernet, questa tecnologia caratterizzata dai bassi costi della tecnologia abilitante e dalla significative scalabilità e flessibilità, è la nuova frontiera per le piattaforme di trasporto soprattutto per l’offerta Corporate. Avendo le reti di Telecom Italia e di Sparkle lo stesso livello di certificazione, è possibile offrire a tali clienti corporate soluzioni “seamless” e conformi agli standard dalla sede del cliente sul territorio italiano alla sede estera. A questo scopo TI Sparkle ha già avviato un’attività di verifica delle certificazioni dei propri partner che forniscono la connettività locale.
Analogamente con riferimento al servizio IP-MPLS questo set di funzionalità, progettato e specificato per le esigenze del mercato Corporate, estende a livello globale la copertura del servizio Hyperway di Telecom Italia con livelli di qualità differenziata offendo quindi caratteristiche di flessibilità e scalabilità per applicazioni dati, voce e video per topologie di servizio punto-punto, punto-multipunto, ed any-to-any.
Lasciando le soluzioni private e passando ai servizi di accesso ad Internet, per Sparkle assume fondamentale importanza il servizio “Se@bone” ovvero il servizio di Internet Transit offerto ad oltre 250 operatori fissi e mobili oltre ai principali CAPs mondiali.
Se@bone ha raggiunto da tempo lo status di Tier 1, cioè di rete che non necessita di collegamenti di transito ma che garantisce la copertura completa delle tabelle di routing Internet esclusivamente attraverso le proprie relazioni di peering e risulta stabilmente da diversi anni nella Top 10 dei backbone IP mondiali (riferimento ranking Renesys, Figura 5). La forte competitività ed aggressività sui prezzi del mercato non è compensata a livello globale dalla dinamica di volumi, pur essendo quest’ultima dell’ordine del +30% su base annua. Le economie di scala  così come il sofisticato ed efficiente disegno architetturale, l’oculata gestione dei traffici e le politiche di “content proximity”, hanno finora permesso a Sparkle comunque di mantenere marginalità elevate. Per Sparkle assume quindi sempre maggior peso strategico la gestione di clienti come i CAPs (incidenza del traffico IP in Figura 5), sia in termini di servizi direttamente offerti (transito IP, colocation ed altri servizi di connettività voce/sms), che in termini di traffico indotto nell’ecosistema Se@bone, con impatti , diretti ed indiretti, valutabili ad oggi intorno al 40% dei ricavi complessivi del servizio.

 

Figura 5 - Se@bone: posizionamento e dinamiche di traffico TI Sparkle

In prospettiva, i mercati maturi non offriranno spazi di crescita in questo segmento di mercato, mentre quelli emergenti presentano ancora un potenziale da intercettare attraverso attente operazioni di investimento e di partnership, in linea con le azioni avviate da Sparkle negli ultimi anni.
Il servizio di accesso ad Intenet è offerto anche agli operatori mobili per i propri clienti finali in roaming in altri Paesi sia nella modalità 2G/3G che 4G. In entrambi i casi, la richiesta di connettività dati del cliente finale è indirizzata verso la rete Home che accede al contenuto richiesto tramite il proprio fornitore di accesso ad Internet. Ad esempio, tutti i clienti TIM in roaming internazionale utilizzano i servizi di roaming di TI Sparkle e tramite la rete Se@bone ricevono i contenuti Internet richiesti.
Ad oggi Sparkle offre ai sui clienti soluzioni di connettività nelle diverse forme qui sopra descritte per un totale di volumi commerciali attivi di circa 6Tbit su scala globale.

4.2 - I servizi “innovativi” di trasporto

Al fine di diversificare il proprio posizionamento ed arricchire il proprio set di soluzioni, sfruttando le sinergie industriali derivanti dal know how e dall’esperienza di mercato acquisite da Telecom Italia con Nuvola Italiana, Sparkle ha sviluppato e lanciato una suite di servizi Cloud/IaaS che ampliano la tradizionale offerta di servizi di “housing/colocation”. La proprietà di Data Center in Grecia (Atene) e Turchia (Istanbul) ha poi permesso la messa in servizio dell’offerta nell’area dei Balcani negli ultimi due anni, a cui si è aggiunta più recentemente l’integrazione della soluzione Parallels, con il suo Cloud Store di soluzioni SaaS e relative applicazioni, per una più ampia offerta su scala geografica.
Lo sviluppo del Cloud è anche un driver importante di crescita dei fabbisogni di connettività: un trend ormai consolidato nei paesi più avanzati (in primis USA e UK e che si sta diffondendo in altre regioni) è il superamento da parte dei clienti Corporate di soluzioni basate su Public Internet “best effort” a vantaggio di  soluzioni dedicate di rete (Carrier Ethernet, IP-VPN) per accedere ai servizi in Cloud.
Per indirizzare al meglio questa opportunità Sparkle ha recentemente siglato un accordo con Equinix (uno dei maggior Data Centre Provider a livello mondiale) per attestarsi sulle sue piattaforme di Cloud Exchange in Europe, America e AsiaPac e poter servire con le proprie soluzioni di rete i clienti  di >  600 Cloud Providers, tra i quali gli IaaS di Microsoft Azure, Amazon AWS, Rackspace, ecc ed i SaaS di Salesforce.com, Oracle, CloudSigma, Workday, ecc.

4.3 - Le nuove direttrici di espansione geografica

La necessità di cogliere le prospettive di crescita che alcune aree geografiche ancora oggi consentono, ha portato Sparkle ad azioni di rafforzamento selettivo nelle stesse, avvicinandosi ai clienti,  ottimizzando la base costi e migliorando i livelli di qualità offerti.
Nei paragrafi precedenti è stata presentata la valenza strategica rappresentata dal Sud America per TI Sparkle e l’interesse crescente versi i paesi emergenti dell’Asia e dell’Africa. Coerentemente, nei Caraibi, che rappresentano il ponte naturale tra il Sud America e gli USA (Miami), nel corso del 2014 è stato acquisita un'infrastruttura con una capacità target fino a 4 Tbit/s sulla direttrice Antille (S. Croix) -> Puerto Rico -> Miami e nel 2015, con la messa in servizio di un'ulteriore infrastruttura dalla Florida alla Colombia e Panama, Sparkle potrà offrire servizi di connettività con completa protezione e ridondanza geografica dagli USA all’Argentina.
Sparkle partecipa inoltre al consorzio SEA-ME-WE 5 che prevede la messa in servizio entro la fine del 2016 di un cavo sottomarino da Singapore a Tolone (Francia) passando per la Sicilia (Catania). Il cavo, con una lunghezza di circa 19.000 km. e che nella configurazione definitiva avrà una capacità di 24 Tbit/s (80 lunghezze d’onda ciascuna da 100Gbit/s per le 3 fibre del cavo) prevede punti di approdo, ad oggi, in 14 paesi. Il cavo SEA-ME-WE 5 incrementerà la capacità della rete Sparkle verso le aree economicamente in crescita del Medio Oriente, dell’India e dell’Estremo Oriente incrementando inoltre il ruolo della Sicilia come hub per la direttrice di traffico Europa <-> Golfo Persico <-> Africa (attraverso l’importante hub di Gibuti) <-> Asia.
All’espansione dei cavi trasmissivi si aggiunge l’incremento dei punti di presenza diretti di Sparkle. Nei Caraibi sono stati aperti nella scorsa estate i POP di Panama e Fortaleza, in Africa nel corso del 2014 TI Sparkle ha aperto i nuovi POP di Accra (Ghana) e Dar Es Salaam (Tanzania). Nuovi POP aggiuntivi sono previsti nel 2015 sia nel Golfo Persico che in Estremo Oriente, così come in specifiche regioni europee. In tutti questi POP è operativa l’offerta di servizi trasmissivi ed IP.

 

5 -Evoluzione verso soluzioni gestite

La spinta derivante dai cambiamenti nel contesto di mercato e dalla costante evoluzione verso tecnologie ottiche ed IP non è esaurita ed impone ai Carrier internazionali una continua revisione della propria offerta verso segmenti di mercato con maggior crescita prospettica e delle tecnologie abilitanti a costi competitivi, sia per quanto riguarda le piattaforme di rete che i sistemi di supporto.
Un trend di mercato che richiede una risposta adeguata è l’esplosione dei servizi video e la progressiva migrazione dei segnali televisivi dal satellite alle reti terrestri sia su infrastrutture SDH che IP. In questo caso, pur trattandosi sempre della fornitura di capacità trasmissiva punto-punto, sono molteplici le differenze rispetto alla tradizionale “Managed Bandwidth”. A partire dalla tipologia del cliente (non più operatori delle telecomunicazioni ma broadcasters ovvero attori che operano nel mercato televisivo), al tipo di segnale da trasportare (non più un flusso di pacchetti IP ma portanti ASI), ai differenti requisiti progettuali e di qualità richiesti (che implicano un’accurata progettazione del servizio cliente ed un’accurata opera di controllo e verifica delle prestazioni della rete). Sparkle ha in fase di progettazione l’offerta di soluzioni di trasporto di segnali video per broadcasters facendo leva sia sulle competenze residenti in altre società del Gruppo TI sia sul vantaggio competitivo dato dalla propria infrastruttura di rete verso particolari aree come il Mediterraneo e Latam.
Una seconda linea di sviluppo è relativa alle modalità di accesso ai servizi Cloud. Seguendo i trend d’offerta di soluzioni flessibili per l’accesso a servers localizzati presso Data Centres (in USA soprattutto), è in valutazione lo sviluppo di prestazioni in grado di offrire al cliente la possibilità di modificare autonomamente ed automaticamente i parametri caratteristici del proprio circuito (p.es. banda di picco). La realizzazione di questo servizio di Bandwidth on Demand commercialmente integra quanto esposto nei capitoli precedenti e implica la messa in servizio di nuove prestazioni di rete.
L’innovazione nei servizi presentata in questo articolo ed in questo paragrafo non può prescindere da una parallela evoluzione delle architetture di rete e delle sue principali tecnologie. A breve termine Sparkle opererà, di concerto alle linee di condotta di Telecom Italia, per:

  • delayering: ovvero semplificazione dei vari livelli di rete al fine di guadagnare in flessibilità e  minimizzare il TCO (Total Cost of Ownership);
  • introduzione di SDN/NFV: ovvero definizione di una nuova architettura a livello trasmissivo ed IP basata su principi SDN (Software Defined Network) insieme all’impiego delle tecniche di NFV (Network Function Virtualization).

 

Conclusioni

Le radicali trasformazioni della telecom industry in termini di progresso tecnologico, deregolamentazione, sviluppo di nuovi servizi con relativi modelli di business innovativi da parte di nuovi stakeholders ha da tempo modificato il ruolo di un Carrier internazionale.
TI Sparkle ha saputo anticipare e seguire questi trend di mercato a livello:

  • infrastrutturale con la realizzazione di backbone proprietari nelle aree di maggior rilevanza strategica per il Gruppo TI (Europa, Mediterraneo e Lat. America);
  • di mercato con l’offerta di una suite completa di servizi di trasporto che, spaziando dalla pura “managed bandwidth” ed IP Transit al servizio di roaming dati LTE, hanno permesso di raggiungere una posizione di leadership commerciale in Europa e nel mondo.
  • tecnologico con la realizzazione di piattaforme full IP per i servizi di trasporto e quelli voce.

Questa linea di condotta è stata confermata fino al 2014 ed ha portato da un lato all’espansione geografica versi i paesi emergenti dell’Asia e dell’Africa dall’altro all’ampliamento dell’offerta verso nuovi segmenti di mercato. La realizzazione di Data Centres nel Mediterraneo per l’offerta di servizi Cloud-based con protocollo di trasporto Ethernet orientata a clienti business domestici, le sinergie in corso con TI per la rivendita di servizi IaaS e SaaS attraverso un “market place” a reseller quali operatori domestici e Internet Service Providers e l’allargamento della base clienti verso nuovi segmenti di mercato come quelli costituiti dai Content Providers ed OTT players hanno consolidato il ruolo di TI Sparkle quale Tier-1 Carrier.
Le evoluzioni intraprese ed il relativo piano di investimenti sono la testimonianza che TI Sparkle intende ampliare in futuro la propria presenza diretta sui principali mercati mondiali cogliendo le opportunità di crescita attraverso la differenziazione della propria offerta di servizi verso le applicazioni video e quelle a supporto dello sviluppo Internet of Things e Internet of Humans.

 

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