Antonio Pigozzi, Enrico Ronco

Dalla parte dei cittadini: Torino Smart City

Dalla parte dei cittadini: Torino Smart City

Il tema delle smart cities è diventato rilevante negli ultimi anni dapprima in ambito europeo e successivamente nelle singole realtà nazionali. In seguito all’approvazione da parte del Parlamento Europeo del pacchetto clima-energia, alcune Amministrazioni Comunali, a volte in modo “pionieristico” e nei limiti imposti dalla congiuntura economica, hanno co-finanziato progetti e iniziative volte a migliorare la qualità della vita nelle loro città e a favorirne lo sviluppo sostenibile: ciò ha costituito uno stimolo per altre Amministrazioni e aziende sia pubbliche che private, che a loro volta hanno lanciato nuove proposte di progetti e collaborazioni.
Telecom Italia ha avviato da tempo studi e iniziative tecnico-commerciali per poter fornire una risposta adeguata alle crescenti richieste su questo tema provenienti dal settore pubblico. In questo articolo presentiamo una contestualizzazione della tematica ed il caso di Torino, che fra le prime in Italia ha intrapreso un percorso per diventare una smart city, instaurando in questo cammino una significativa collaborazione con la nostra azienda.

 

1 - Introduzione e contesto di riferimento

I principali trend macroeconomici prevedono un aumento generale della popolazione mondiale con una progressiva concentrazione nei centri urbani (previsti 8,3 miliardi di persone nel 2030 dai 7,1 del 2012, di cui 4,9 miliardi nei centri urbani dai circa 3,5 del 2012 [1]). Le Pubbliche Amministrazioni, in particolare quelle cittadine, si trovano in misura sempre maggiore a fronteggiare complesse problematiche relative alla riduzione delle emissioni inquinanti generate da veicoli ed edifici, alla razionalizzazione e fornitura di migliori servizi ai propri cittadini, alla tutela della sicurezza, ecc., operando in una difficile congiuntura economica, con ridotte risorse finanziarie e difficoltà a reperire i fondi necessari agli investimenti. In questo contesto la tematica delle smart cities si sta affermando e consolidando come argomento di notevole interesse, insieme a nuovi modelli di sostenibilità.
Pur non essendosi ancora imposta una definizione univoca del termine smart city [2], in senso lato lo si associa ad un ambiente urbano in grado di creare sviluppo economico sostenibile e di agire attivamente per migliorare la qualità della vita dei propri cittadini in molteplici aree chiave: mobilità, ambiente ed energia, qualità edilizia, società, infrastrutture, economia e capacità di attrazione di talenti e investimenti, government. Si registra anche un sostanziale accordo sul ruolo indispensabile e propositivo che l’ICT può ricoprire nello sviluppo sostenibile delle città: basti pensare alle sue molteplici applicazioni nell’ambito della comunicazione, dell'efficienza energetica, della mobilità.
Nel seguito si fornisce un breve inquadramento sull’evoluzione e sui diversi connotati che il concetto di smart city ha assunto in ambito europeo e nazionale.

1.1 - Smart Cities: dimensione europea

Nel contesto europeo, dove attualmente il 68% degli abitanti vive in città ed il 70% dei consumi energetici e circa il 75% delle emissioni GHG sono associati alle attività urbane [3], la sensibilità sulle smart cities, inizialmente associata al solo risparmio energetico, ha successivamente assunto un significato più ampio e “completo”.
A partire dall’approvazione da parte del Parlamento Europeo del pacchetto clima-energia (1), sono state avviate diverse iniziative e progetti che, con il fine ultimo di raggiungere gli obiettivi del Piano, sono incentrati sul miglioramento e sul progresso sostenibile delle città europee; citiamo ad esempio le seguenti iniziative adottate dalla Commissione Europea:

  • Il lancio nel 2009 del “Convenant of Majors” (Patto dei Sindaci) [4], per coinvolgere attivamente le città europee su base volontaria e sostenere i loro sforzi nell’attuazione delle politiche nel campo dell’energia sostenibile.
  • Il varo nel 2010 della DAE (2) (Digital Agenda for Europe) [5], contenente numerose Azioni che evidenziano come l’ICT possa contribuire a indirizzare e migliorare le dimensioni delle smart cities, ad esempio con l’accelerazione della diffusione degli ITS (Intelligent Transport Systems) per rendere i trasporti più efficienti, facili da usare e affidabili, ecc.
  • ŸL’avvio nel luglio 2012 dell’iniziativa “SCC (Smart Cities and Communities European Innovation Partnership)” [6], che favorendo la sinergia fra i settori ICT, Energy e Transport, finanzia progetti e soluzioni innovative per le città che ambiscono a diventare “smart”. Questa Partnership segue ed amplia la Smart Cities and Communities Initiative, lanciata nel 2011 con focus solo sul risparmio energetico, portando il budget complessivo dei finanziamenti per il 2013 a 365 Mln di Euro (3).

Considerando infine i dati parziali attualmente disponibili sul programma Horizon 2020 [7], il nuovo programma quadro dell’UE per l’innovazione e la ricerca per il periodo 2014 – 2020, su un budget complessivo di spesa di circa 70 Mld di Euro, si stima che circa 10-11 Mld di Euro saranno erogati per sostenere e incentivare le smart cities europee.

1.2 - Smart cities: dimensione italiana

Se per l’Unione europea uno dei passaggi fondamentali per diventare una smart city è incentrato sui programmi di risparmio ed efficientamento energetico, nell’ambito italiano, pur in un’ottica generale di revisione della spesa, la città smart rappresenta un modello di opportunità di sviluppo abilitato dall’ICT, di collaborazione pubblico/privato, e nazionale/locale. Secondo l’ ADI (Agenda Digitale Italiana) [8], la smart city è rappresentata sia dal prodotto di bisogni sociali emergenti su scala urbana, sia dalla concreta manifestazione di una nuova generazione di politiche per l’innovazione che investiranno con forza i diversi livelli delle nostre amministrazioni.
Relativamente alla tipologia di città, nel nostro Paese è più diffuso il modello di città media che ha sviluppato tutte le funzioni urbane; vi sono poi grandi aree metropolitane costituite da grandi città e piccoli e medi comuni a loro attigui; comuni grandi per dimensione e popolazione ma che non sono davvero città; comuni piccolissimi che rimangono separati; aree rurali ampie, raramente interessate da soluzioni funzionali comuni. In questo variegato contesto, piuttosto che di smart cities, si preferisce considerare il tema delle smart cities e communities, da intendere in senso ampio rispetto alla definizione di agglomerato urbano di grande e media dimensione e riferirle al concetto di città diffusa e di comunità intelligente (anche attraverso l'aggregazione di piccoli comuni ovvero sistemi metropolitani) nelle quali sono affrontate congiuntamente tematiche riferibili alle sfide sociali emergenti.
Il MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) ha attribuito agli interventi nel settore delle Smart Cities and Communities il valore di priorità strategica per l'intera politica nazionale di ricerca e innovazione [9] e ha promulgato due bandi per raccogliere proposte progettuali di applicazioni Smart City di rilevanza industriale:

  • l’Avviso n. 84/Ric. del 2 marzo 2012, dedicato ai territori della Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e, più in generale, del Mezzogiorno d'Italia, con un finanziamento complessivo di poco superiore ai 200 Mln di Euro in forma contributo alla spesa;
  • Ÿl’Avviso n.391/Ric. del 5 luglio 2012, dedicato alla restante parte del territorio nazionale con un finanziamento complessivo di 655 Mln di Euro di cui 170 Mln nella forma del contributo nella spesa e 485,5 Mln nella forma del credito agevolato.

Pur con qualche differenza fra i due bandi, gli ambiti prioritari di azione sono similari e includono la sicurezza del territorio, le tecnologie welfare e l’inclusione, la salute, la logistica last-mile, la cultural heritage, il cloud computing per lo smart government, le smart grids, ecc.
In aggiunta alla specificità di questi due bandi, nel bando “Cluster Tecnologici Nazionali” (Decreto Direttoriale 30 maggio 2012 n. 257 Ric.), il MIUR ha anche indicato quale priorità nazionale la costituzione di un cluster tecnologico sulle “Tecnologie per le Smart Communities”, che dovrà mirare allo sviluppo delle più avanzate soluzioni tecnologiche applicative atte a realizzare modelli innovativi per la risoluzione integrata di problemi sociali di scala urbana e metropolitana.
L’articolazione dei bandi nazionali ha una forte coerenza con il nuovo Programma Quadro Europeo Horizon 2020, che sosterrà finanziamenti su diverse tematiche che vanno dalla sanità, alla sicurezza alimentare, all’efficientamento energetico, alla mobilità sostenibile, alla sicurezza dei cittadini europei.
Tra le iniziative pubbliche a livello nazionale sul tema delle smart cities è infine doveroso citare l’impegno rilevante dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), che per la sua natura ha la funzione di sensibilizzare le amministrazioni comunali, catalizzare progetti e iniziative, ecc. ANCI, attraverso il proprio centro studi Cittalia, ha tra l’altro realizzato un e-book intitolato “Il percorso verso la città intelligente” [10] per alimentare il dibattito sui temi legati alle smart cities attraverso i contributi dei principali esperti del settore dell’innovazione tecnologica e delle politiche urbane.

1.3 - Ranking delle Smart Cities Italiane

Per fornire un primo quadro sulla situazione in evoluzione delle smart cities italiane, citiamo due recenti rapporti e studi forniti da FORUM PA e da Between. Queste classifiche servono in linea di massima a individuare trend positivi e vogliono essere un termine di confronto per le singole città.

ICity Rate 2012 di FORUM PA

ICity Lab è un’iniziativa di FORUM PA pubblicata a ottobre 2013 che presenta i risultati di ICity Rate [11], un rapporto pubblicato con cadenza annuale a cominciare dal 2012 per rappresentare la situazione delle città italiane nel percorso verso città più intelligenti, ovvero più vicine ai bisogni dei cittadini. I capoluoghi di provincia italiani sono stati messi a confronto sulla base di circa cento indicatori riferiti alle dimensioni dell'economia, mobilità, ambiente, capitale sociale, qualità dei servizi e governance della città che hanno poi permesso di arrivare alla classifica finale.
Nella Figura 1 (scarica il .pdf - 75 kb) è presentata la classifica 2013 delle città metropolitane secondo ICity Lab; città quali Bologna, Milano, Firenze, Torino, Venezia e Genova e appartengono al gruppo delle prime 15 dimostrando di riuscire a competere con le città più piccole non solo negli ambiti settoriali più propri delle città metropolitane quali l’economia, ma anche in quelli più critici per le ampie dimensioni: qualità della vita, mobilità, capitale sociale e ambiente. La fotografia complessiva fornita dal rapporto evidenzia le caratteristiche strutturali delle realtà analizzate e consente di effettuare un raffronto con l’analoga classifica 2012, evidenziando i cambiamenti di posizione delle singole città sia nella classifica generale, sia nelle classifiche per singole dimensioni.
Scorrendo il rapporto si ottengono altre informazioni, comprese le classifiche per singola dimensione analizzata: primeggiano ad esempio Milano e Pisa e per l’economia, Trento e Verbania per l’ambiente, Torino e Genova per la governance, Siena e Trento per la qualità della vita, Milano e Venezia per la mobilità e Ravenna e Trento per la dimensione people.
Nel caso specifico delle smart cities italiane, occorre peraltro citare il lavoro di alcune (come Torino, Genova, Venezia, Bari, ecc.) che hanno avviato un percorso in modo “pionieristico”, ancor prima che la tematica assumesse la valenza attuale, e che fungono da battistrada, costituendo spesso nuclei di aggregazione per le imprese, le istituzioni finanziarie, ecc.

Smart City Index 2013 di Between

Between, che da 10 anni effettua un monitoraggio sistematico della diffusione dell’ICT (dalla banda larga alle piattaforme di servizi digitali), ha creato lo Smart City Index [12], un ranking di tutti i Comuni capoluogo di provincia individuati dall’ISTAT.
Il ranking dello Smart City Index è una classifica relativa, concepita per misurare la distanza tra la città considerata la migliore (con punteggio = 100), per quanto concerne le innovazioni smart, e le altre città presenti nel ranking. Le aree tematiche considerate da Between sono: health, education, mobility, government, mobilità alternative, efficienza energetica, risorse naturali, energie rinnovabili, broadband. In quest’ottica, Bologna risulta essere la città più avanti nel percorso verso la smart city (= 100) perché ha, per le aree tematiche considerate, un livello di innovazione maggiore delle altre città. Bologna è seguita da Milano e Roma, e poi Reggio Emilia, Torino e Firenze.
Nell’edizione 2013 dello Smart City Index, di cui la Figura 2 (scarica il .pdf - 128 kb) fornisce una rappresentazione sintetica, si può notare come le aree metropolitane abbiano un buon comportamento smart; non così per le città di medie dimensioni: ad esempio le altre città capoluogo del Piemonte risultano in posizioni distanziate dalla testa della classifica e con valori di ranking inferiori.

 

2 - Torino Smart City: il percorso

Torino si sta confermando all’avanguardia nelle implementazioni tecnologiche e logistiche volte a migliorare la vita in città: diventare una smart city è un obiettivo molto sentito, che l’Amministrazione cittadina intende raggiungere ponendo in essere iniziative concrete.
Relativamente agli aspetti di natura energetica, a febbraio 2009 la Città di Torino ha sottoscritto il Convenant of Majors e a settembre 2010 il Consiglio Comunale ha approvato il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile della Città TAPE (Turin Action Plan for Energy [13]) con un target di riduzione delle emissioni di CO2 di oltre il 40% al 2020 considerando il 1991 come anno di riferimento. I settori oggetto di azione nel piano sono i trasporti (pubblici e privati), l’edilizia, il terziario (patrimonio municipale, terziario pubblico e privato, edilizia residenziale, illuminazione pubblica) e l’industria.
Oltre ai risparmi in termini di riduzione delle emissioni inquinanti, per la Città di Torino l’attuazione del TAPE significherà anche minore spesa, stimata al 2020 in un risparmio complessivo di ben 790 Mln € all’anno nei costi energetici per i settori citati.
Alcuni esempi concreti derivati dall’implementazione del TAPE sono la diffusione del teleriscaldamento per servire una porzione significativa degli edifici pubblici e privati della città (40 milioni di m3 serviti nel 2010 che porteranno a un risparmio stimato al 2020 di 567.679 t/a di emissioni di CO2), la realizzazione della linea di metropolitana automatizzata a basso impatto ambientale in grado di trasportare fino a 15000 passeggeri all’ora per senso di marcia, la presenza di più di 120 km di piste ciclabili, il servizio di bike sharing [To]Bike, che conta, a ottobre 2013, circa 14000 abbonati e 1.663.000 km percorsi dal suo avvio.
Un altro aspetto che Torino sta perseguendo per divenire una smart city passa attraverso la costituzione nel novembre 2011 della “Fondazione Torino Smart City per lo Sviluppo Sostenibile” [14], con la “mission” di progettare la strategia di Torino quale smart city inserendola nel piano strategico di sviluppo della città, assicurandone la governance e supportandone la concretizzazione.
Torino Smart City ha l’obiettivo di migliorare complessivamente le infrastrutture urbane ed i servizi ai cittadini in modo da ottenere migliori condizioni ambientali, massimizzare la connettività e aumentare le opportunità per la collettività, ponendo l’utente cittadino al centro delle politiche di sviluppo.
In questo contesto, la Città di Torino, insieme alla Fondazione Torino Wireless – gestore del Polo ICT e del Cluster Tecnologico Nazionale “Tecnologie per le Smart Communities” – ha avviato un processo concertato di pianificazione strategica denominato “SMILE (Smart Mobility Inclusion Life&health Energy)” finalizzato a dotare la Città di uno strumento di progettazione che guiderà Torino nell’individuazione dei progetti chiave, in grado di evolvere nel tempo rispetto a obiettivi misurabili e di andare oltre le logica delle sperimentazioni spot. SMILE è lo strumento attraverso il quale la Città intende costruire una strategia di sviluppo, sia nel breve sia nel medio-lungo termine, tramite cui intende definire/verificare l’allineamento dei progetti che saranno realizzati. L’iniziativa è realizzata secondo un modello di partecipazione estesa e coinvolge istituzioni, enti di ricerca e aziende del territorio, tra cui Telecom Italia, in un confronto che ha permesso di collezionare un articolato e ricco insieme di proposte alla luce delle priorità strategiche della città.

 

Figura 3 - Torino Smart City e Progetto SMILE

 

3 - Il Modello Smart City di Telecom Italia

Telecom Italia considera da tempo l’importanza complessiva ed il valore strategico che la tematica delle smart cities può avere sia in generale per il sistema paese, sia in particolare per l’azienda stessa, ed ha intrapreso azioni concrete su molteplici dimensioni: istituzionale, tecnologica, di business, di comunicazione e di collaborazione.

3.1 - Iniziative “istituzionali” e di innovazione

Relativamente agli aspetti di carattere istituzionale, è di rilievo, tra le altre, la partecipazione attiva nell’ambito dell’ AID (Agenzia per l’Italia Digitale) al “Gruppo di lavoro dell’Agenzia per l’Italia Digitale per le Smart City”, che ha prodotto il documento “Architettura per le Comunità Intelligenti: visione concettuale e raccomandazioni alla pubblica amministrazione” [15], contenente un insieme di raccomandazioni a supporto delle Pubbliche Amministrazioni sulla strada dell’innovazione. Le indicazioni e raccomandazioni contenute nel documento sono state recepite nel Decreto Crescita "Misure urgenti per l’innovazione e la crescita: agenda digitale e startup" approvato dal CdM il 4 ottobre 2012.
Elemento centrale del documento è il modello architetturale individuato per le smart cities, rappresentato nella Figura 4, nel quale sono identificati diversi layer, ciascuno corrispondente ad una delle fasi di gestione dei dati/informazioni: livello dei dispositivi, livello delle reti, livello applicativo.

 

Figura 4 - Agenzia Digitale per l’Italia - Modello architetturale di riferimento per le Smart Cities

 

Il livello dei dispositivi è composto da vari tipi di “smart devices” (misuratori, attuatori, sensori, ecc.) che hanno insite tre funzionalità di base: interazione con l’ambiente, capacità computazionale e capacità trasmissiva dei propri dati. I diversi dispositivi sono collegati da reti “short range” (Capillary Networks) multi servizio e sfruttano la presenza di punti intelligenti (hot spot) all’occorrenza già disponibili nel tessuto urbano, quali lampioni di illuminazione pubblica, cabine telefoniche pubbliche, armadi della rete di telecomunicazione e della rete elettrica. Elementi essenziali sono i “Gateway” che fungono da punti di contatto tra la rete “short range” e le reti pubbliche “long distance”.
Il livello delle reti è indispensabile per veicolare i dati raccolti sul territorio dai dispositivi dispiegati e resi disponibili dai Gateway. Tutti i dispositivi hanno la possibilità di essere gestiti, anche da remoto, tramite piattaforme di rete implementate con logica di tipo M2M (Machine to Machine).
Il livello applicativo è invece il componente in grado di generare il valore aggiunto ottenibile da questo tipo di infrastruttura una volta dispiegata. Sarà possibile gestire una grande quantità di dati generata da diverse fonti: dai sensori dislocati nel territorio, ai “post” pubblicati sui social network, ecc.
L’architettura definita in ambito AID, divenuta rapidamente un riferimento a livello nazionale, è stata adottata in azienda come riferimento per le iniziative di carattere tecnologico. Essa si esplicita nella visione generale rappresentata in Figura 5, nella quale il Gestore (es. Telecom Italia) opera su diversi layer orizzontali di sua competenza: rete Capillary, reti di Telecomunicazioni, piattaforma M2M e infrastruttura Cloud.

 

Figura 5 - La “big picture” delle piattaforme orizzontali per la Smart City secondo Telecom Italia

 

La rete Capillary è un “nuovo” layer di comunicazione per ricevere/inviare informazioni da/verso nuovi tipi di sensori ed attuatori (es. contatori elettronici per gas, elettricità, sensori di controllo del livello di inquinamento, ecc.) che saranno dotati di capacità elaborativa e di trasmissione dei dati.
Le reti di Telecomunicazioni dovranno essere rinforzate nei termini di maggiori capacità di banda e migliori livelli di servizio rispetto alle attuali dotazioni: da un lato esisteranno infatti moltissimi dispositivi periferici che invieranno/riceveranno informazioni, e dall’altro saranno molteplici le applicazioni, fra cui anche quelle mission o business critical, preposte a gestire le considerevoli moli di dati e informazioni inviate dai dispositivi periferici.
La piattaforma Machine to Machine per gestire dispositivi e SIM M2M dovrà fornire specifiche funzionalità fra cui interfacce aperte e standard con i dispositivi e le applicazioni, interfacce non standard con applicazioni legacy, Identity Management (controlli di accesso), Gestione della Connettività (sessione, mobilità), storage dei dati, ecc.
Un’infrastruttura Cloud (strati IaaS e PaaS) per interfacciarsi con i vari dispositivi “smart” presenti nella città interconnessa e per fornire informazioni e dati a un insieme di Applicazioni Verticali, sviluppate da Partner selezionati ai quali viene riconosciuto un ruolo attivo nella generazione del valore sul Cliente finale, nella logica del programma Cloud Partnership di Telecom Italia.

3.2 - Opportunità di business e offerta commerciale: i servizi Cloud della Nuvola Italiana e le applicazioni verticali al servizio delle Smart Cities

Una tra le ricerche più complete sulle prospettive di business delle tecnologie e dei servizi necessari per rendere le città intelligenti (Abi Research [16]), ha stimato un mercato per le smart cities che genererà una spesa cumulativa di 116 Mld di Dollari tra il 2010 e il 2016, con un passaggio del valore del mercato mondiale dagli 8 Mld di Dollari del 2010 ai 39 Mld di Dollari del 2016. In questo contesto, per sviluppare il proprio business, Telecom Italia si propone al mercato delle amministrazioni pubbliche con un’offerta completa ed integrata, focalizzata secondo il modello “Cloud” [17].
Nel seguito le soluzioni disponibili tra quelle abilitanti le smart cities, con un focus particolare sulle applicazioni legate alla Nuvola Italiana.
Nel panorama delle soluzioni infrastrutturali:

  • Ÿ Le soluzioni di rete basate su collegamenti ultrabroadband LTE, NGN: il territorio urbano è già ottimamente coperto e l’ambito metropolitano in sviluppo.
  • Ÿ Tra i servizi di Hosting: la nuova piattaforma per la gestione dei Big Data (Nuvola IT Self Data Center Big Data), importante soprattutto nello scenario descritto per la gestione dell’alta mole di dati generati dai devices in campo.
  • Ÿ Nel panorama dei servizi SaaS (Software as a Service) le soluzioni in convenzione per la PEC (Posta Elettronica Certificata) associata ai servizi di sicurezza, firma sicura e firma sicura mobile, che impattano nel rapporto ente/cittadino, grazie anche ai servizi di Certification Authority garantiti da IT Telecom.

Nel panorama dei VAS mobili:

  • Ÿ I servizi di Identità Digitale Sicura che attraverso la SIM permettono di registrarsi in modo sicuro ai servizi online delle PA e della sanità, e di firmare documenti digitali;
  • Ÿ APP mobili: per servizi informativi e turistici, per gestire l’interazione tra amministrazione e cittadino incrementando le occasioni di partecipazione attiva alla vita ed alla gestione della Città (ad es. per le segnalazioni di degrado urbano e di pericolo).
  • Ÿ Piattaforme e ambienti di sviluppo applicativo per la proposizione mirata e intelligente di servizi e contenuti di una molteplicità di attori dell'ecosistema Smart City (Augmented Reality, M-Ticketing, M-Payment, servizi di infomobilità, ecc.).

I servizi offerti dai terminali mobili possono essere arricchiti attraverso l’interazione con oggetti intelligenti installati nelle città, le Isole Digitali. Si tratta di spazi outdoor iper-tecnologici a disposizione dei cittadini e dei turisti per comunicare, informarsi, accedere ai servizi della città e spostarsi in maniera sostenibile: vi si trovano totem multimediali NFC, copertura Wi-Fi, ricarica per i device mobili, luci e telecamere intelligenti e costituiscono un punto di accesso alla mobilità intelligente. Erogano informazioni, advertising e danno accesso ai servizi, tra cui quelli della PA, ticketing e pagamenti, accesso a mobilità elettrica e condivisa. I primi esempi con alcuni dei servizi elencati, sono stati installati a Milano nell’ambito delle iniziative per EXPO 2015 (vedi articolo correlato).
Oggetti intelligenti sono anche inseriti a bordo dei veicoli (On Board Unit), ed abilitano a soluzioni di Infomobilità per la gestione dei mezzi privati e pubblici (es. Nuvola IT Your Way).
Nel più articolato scenario delle applicazioni, con riferimento alle “Soluzioni Verticali” [18] dei servizi Impresa Semplice della Nuvola Italiana, particolare importanza rivestono sia la famiglia di servizi ICT Smart Services sia le recenti offerte per la gestione dell’energia e per il controllo del territorio.
Gli “Smart Services” e gli altri servizi di seguito elencati nascono a partire dalle esperienze maturate nello Smart Services Cooperation Lab4 e nei laboratori di TILAB, con l’importante apporto di partner qualificati. Tra i servizi più significativi figurano:

  • Ÿ Smart Town, la piattaforma integrata che favorisce la realizzazione delle “smart city”, in linea con le direttive dell’Unione Europea per la riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO2 (tele-gestione e tele-diagnosi degli impianti di illuminazione pubblica, comunicazione evoluta con i cittadini, accesso ad internet tramite WiFi pubblico).
  • Ÿ Nuvola It Energreen e Smart Building, soluzioni disponibili via cloud od on-site, integrate/integrabili con i sistemi di Building Automation, Office Automation e TLC avanzate, assicurando in questo modo massima efficienza nella gestione degli edifici. I principali ambiti d’intervento sono: efficienza energetica e comfort, sicurezza, sorveglianza e controllo accessi, connettività LAN/WAN ad alte prestazioni.
  • Ÿ Nuvola It E-Surveillance: servizi di videosorveglianza evoluta con funzionalità di elaborazione intelligente delle immagini. Il modello cloud apre a nuovi scenari d’uso dei sistemi di videosorveglianza per il controllo del territorio e la sicurezza dei cittadini (correlazione di eventi provenienti da diverse fonti e utilizzo di device mobili).
  • Ÿ In aggiunta agli Smart Services, Telecom Italia ha recentemente lanciato la nuova offerta Nuvola It Urban Security, che va ad arricchire il posizionamento sul tema della smart city. È la piattaforma di servizi per la gestione della sicurezza stradale, del degrado urbano, monitoraggio ambientale e della mobilità urbana. I suoi servizi abilitano nuovi modelli di partecipazione collaborativa di cittadini, forze dell’ordine e amministratori e rappresentano un esempio concreto di come si possa contribuire a far migrare un’area urbana di qualsiasi dimensione verso il concetto di Comunità Intelligente.

Le applicazioni verticali citate, secondo le logiche di integrazione e di disponibilità dei servizi abilitate dal cloud computing, possono essere inserite nell’architettura generale descritta nella sezione precedente, nella quale una SEP (Sensor Enabled Platform) faciliterà la raccolta dei dati da qualsiasi tipologia di device, consentendone la successiva condivisione.

3.3 - Iniziative di Comunicazione

Nell’ottica di comunicazione e sensibilizzazione sul tema delle smart cities, Telecom Italia, nell’ambito del proprio progetto Cloud People di comunicazione sociale su web [19], ha lanciato nel 2012 una sezione dedicata alla smart city con l’obiettivo di aprire una riflessione sul rapporto tra cloud computing e città del futuro mettendo a confronto idee, capacità ed esperienze dei diversi attori che popolano a più livelli l’ecosistema delle smart city. Si ha quindi una visione di sintesi sul ruolo del cloud per le città italiane partendo da una riflessione condivisa dai diversi attori che popolano a più livelli l’ecosistema delle smart cities: amministratori locali, aziende, enti pubblici e privati, associazioni di categoria, camere di commercio, ecc.
Relativamente alle azioni di collaborazione, dato il focus dell’articolo, la prossima sezione fornisce un quadro dettagliato delle attività e iniziative che Telecom Italia ha avviato con la Città di Torino.

 

Figura 6 - CloudPeople di Telecom Italia

 

4 - Azioni di Telecom Italia sulle Smart Cities in collaborazione con la Città di Torino

A settembre 2011 Telecom Italia ha aderito al progetto Torino Smart City (Rif. sezione 2). L’accordo prevede la collaborazione con la Città per:

  • Ÿ individuare, all'interno del modello smart city, una vision che recepisca le potenzialità offerte dall’lCT e dalle reti a banda larga e di nuova generazione in grado di abilitare politiche di sviluppo "smart" sulle diverse dimensioni della città e di sviluppare servizi digitali innovativi per istituzioni, cittadini e imprese;
  • Ÿ procedere, nell'ambito delle proprie competenze, all'implementazione delle azioni previste dal TAPE (Turin Action Plan for Energy);
  • Ÿ individuare e sviluppare azioni, progetti, iniziative che possano contribuire a rendere Torino luogo privilegiato di efficienza, risparmio energetico e rispetto dell'ambiente, anche attraverso la partecipazione congiunta a bandi italiani ed europei.

In questo contesto la nostra azienda ha contribuito a molte iniziative  di carattere progettuale in un confronto continuo tra esigenze di trasformazione della città e capacità di risposta delle eccellenze in campo tecnologico ICT (in termini di disponibilità attuale di servizi e di vision). Un’altra forma di collaborazione è relativa ad attività di sperimentazione di servizi basati su infrastrutture e piattaforme tecnologiche di prossima introduzione sul mercato o in fase di trial nella Città tra cui: soluzioni per portare informazioni e servizi al cittadino/turista sui percorsi urbani ed in mobilità, soluzioni per l’efficientamento energetico degli edifici e per il controllo del territorio urbano, soluzioni per la promozione turistica e culturale della città in occasione di eventi (tra cui “Esperienza Cult”, Festival Torino Smart City).
Tra le attività progettuali citiamo:

  • Ÿ il workshop Smart Building, svoltosi tra settembre e ottobre 2011, per la progettazione in termini “smart” di cinque aree urbane individuate tra quelle oggetto del progetto integrato di riqualificazione urbana “Variante 200” e “Urban3”. Gli ambiti ai quali si è contribuito sono: “SMARToMETER” con la proposta di smart metering per acqua e gas, e “Responsive Parametric Infrastructure”, con proposte relative alla tecnologia FTTH e a sistemi di gestione dell’illuminazione pubblica.
  • Ÿ il progetto SMILE avviato a marzo 2013, nel quale in relazione all’attività del Tavolo di Lavoro Integration, si è contribuito con competenze multidisciplinari a fornire una visione d’insieme dei modelli di interoperabilità basati sulle reti dell’operatore estese alle piattaforme descritte nella precedente sezione, e orientata alle pratiche del Sistema Pubblico di Connettività, strumento fondamentale per garantire una visione organica delle esperienze smart cities che si svilupperanno sul territorio nazionale. Al Tavolo Life&Health si sono invece portate competenze ed esperienze nell’ambito della creazione di applicazioni per la smart city, basate su infrastrutture complesse di trasporto e trattamento dei dati condivise denominate capillary network. In particolare si è contribuito a vari tavoli che riguardavano le smart utilities (Water and Waste), la Safecity e l’e-Health.

In seguito alla pubblicazione dei bandi “Cluster Tecnologici Nazionali” e “SmartCities and Communities” da parte del MIUR (luglio 2012), la Città di Torino ha proposto agli aderenti al progetto Torino Smart City di concentrare i propri sforzi insieme a istituzioni ed enti di ricerca, per generare progettualità in grado di portare Torino a competere tra i migliori candidati alla assegnazione dei fondi disponibili, che nel panorama economico attuale sono visti come la più praticabile strada per concretizzare l’avvio di progetti e cantieri per la realizzazione della smart city. I bandi sono stati peraltro creati e strutturati per sviluppare un circolo virtuoso nei sistemi economici Regionali caratterizzato da una co-presenza di competenze nella ricerca-formazione-innovazione e dalla nascita di rilevanti strategie inter-istituzionali (imprese, università, enti pubblici di ricerca), in coerenza con gli obiettivi del Programma Europeo Horizon 2020 e con le linee di azioni ed interventi dettate dalle agende strategiche comunitarie. La nostra azienda, che già da tempo aveva attivato specifiche collaborazioni con la Città per la predisposizione di proposte di progetto in risposta a bandi europei sulla tematica delle smart cities, ha quindi operato per estendere la collaborazione anche a livello nazionale. Le Tabelle 1 (scarica il .pdf - 88 KB) e Tabella 2 (scarica il .pdf - 105 KB) presentano una visione delle principali proposte di progetto presentate da Telecom Italia (quale capofila o partner) negli ultimi 3 anni in ambito europeo e nazionale rispettivamente, nelle quali la Città ha avuto un ruolo quale partner diretto, coinvolto una o più società municipalizzate, fornito un endorsement, o ha comunque messo a disposizione le proprie strutture e competenze per ospitare una sperimentazione tecnologica-operativa sul proprio territorio.
Le proposte che effettivamente hanno avuto accesso ai finanziamenti sono elencate su sfondo verde, mentre quelle giudicate non ammissibili al finanziamento sono elencate su sfondo azzurro; queste ultime sono comunque menzionate in quanto trattano tematiche di interesse per la Città quali la sicurezza dei cittadini o la gestione delle risorse idriche.
Sia in campo europeo che nazionale, i criteri di selezione ed ammissione al finanziamento delle proposte sono notoriamente molto rigorosi ed accurati; mediamente circa solo il 20% delle proposte presentate accede effettivamente ai finanziamenti.
In particolare, in ambito europeo, tre proposte frutto della collaborazione Telecom Italia / Città di Torino (su nove complessive) sono state giudicate ammissibili ai finanziamenti: TEAM e MOBINET avviati a settembre 2012, ed ALMANAC avviato a settembre 2013, sono progetti di durata triennale.
Nell’ambito italiano invece ben cinque proposte (su nove complessive) a cui Telecom Italia e la Città di Torino hanno collaborato sono state dichiarate ammissibili ai finanziamenti: EASY RIDER, MIE, URBeLOG, S[M2]art e Decision Theater. Si noti comunque che nel caso specifico del Bando MIUR SmartCities, oltre alle tre proposte che saranno effettivamente finanziate (URBeLOG, S[M2]art e Decision Theater), altre quattro (Cloud4eGov, S.IN.TE.S.I., MARCONI e SOHN) sono state comunque ritenute “idonee” al finanziamento.
In merito alle collaborazioni in ambito nazionale, occorre anche citare il contributo che Telecom Italia ha fornito alla preparazione e presentazione, da parte della Fondazione  Torino Wireless che ha svolto il ruolo di capofila, della proposta di Cluster tecnologico “Tecnologie per le Smart Communities” in risposta al bando MIUR “Avviso per lo sviluppo e il potenziamento di cluster tecnologici nazionali” – Decreto Direttoriale 30 maggio 2012 n. 257 Ric. I progetti associati al Cluster sono stati formalmente dichiarati ammissibili alle agevolazioni: oltre al citato progetto MIE, nel cui ambito a Torino sarà svolta una sperimentazione sulla mobilità intelligente, sono da menzionare per il Cluster anche i progetti “Social Museum and Smart Tourism” e “Zero Energy Buildings in Smart Urban Districts”, a cui Telecom Italia partecipa attivamente, che coinvolgeranno enti e realtà locali piemontesi.
Infine, è opportuna una considerazione di valenza generale. Pur essendo rilevante il valore finanziario della partecipazione ai progetti, va comunque sottolineato il valore “relazionale” indotto per le aziende e gli enti che hanno collaborato alla redazione delle proposte creando una rete di partenariato: si sono progressivamente create e consolidate relazioni positive tra i privati (le aziende, tra cui la nostra), la Pubblica Amministrazione (la Città di Torino e le sue aziende municipalizzate), le università e gli enti di ricerca (il Politecnico di Torino, l’Università degli Studi di Torino, l’Istituto Superiore Mario Boella, ecc.), gli enti strumentali e fondazioni locali (Torino Wireless, ecc.), che hanno favorito un reciproco scambio di competenze, una maggiore propensione a lavorare per il conseguimento di obiettivi comuni, e, non ultima, una crescita nella comprensione, in ottica di opportunità di business e collaborazioni su futuri bandi, delle complesse problematiche in ottica “smart” che la Città deve quotidianamente affrontare.

 

Conclusioni

La tematica delle smart cities ha assunto ed assumerà un valore sempre più rilevante per lo sviluppo delle città italiane ed europee dei prossimi anni: da un lato le Amministrazioni cittadine ne hanno progressivamente preso coscienza e si sono attivate per promuovere importanti iniziative, dall’altro Telecom Italia ne ha da tempo compreso la valenza economica e relazionale e si è attivata per fornire un contributo qualificato. In questo contesto, la pluriennale collaborazione con la Città di Torino costituisce un valido esempio e deve essere intesa non come punto di arrivo, ma come stimolo per conseguire nuovi successi nel fornire risposte e soluzioni che rappresentino un autentico beneficio per gli attuali e futuri abitanti delle città italiane.

 
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Antonio Pigozzi

Enrico Ronco

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