Contesto europeo e nazionale delle normative e dei piani di digitalizzazione

Agenda Digitale per l’Europa

La DAE (Agenda Digitale per l'Europa) è stata presentata nel maggio 2010 con lo scopo di sfruttare al meglio il potenziale delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) per favorire l'innovazione, la crescita economica e la competitività. L'obiettivo principale dell'Agenda è ottenere vantaggi socio-economici sostenibili grazie a un mercato digitale unico basato su Internet veloce e superveloce e su applicazioni interoperabili. In particolare nel piano 2012-2020 viene prevista l’Assistenza sanitaria sostenibile e il supporto dell’ICT per una vita dignitosa e indipendente da cui 2 azioni chiave:

  • <key action 13>: svolgere azioni pilota per fornire agli europei un accesso online sicuro ai dati sanitari personali entro il 2015 e diffondere ampiamente i servizi di telemedicina entro il 2020;
  • <key action 14>: proporre una raccomandazione per definire un numero minimo comune di dati sui pazienti per garantire l'interoperabilità delle cartelle cliniche che dovranno essere accessibili o scambiabili per via elettronica fra gli Stati membri (ripianificata dal 2012 a fine 2013).

Altre azioni rivolte alla digitalizzazione della sanità sono state fornite dalla Commissione Europea nel dicembre 2012 tramite:

  • eHealth Action Plan 2012-2020: il piano illustra le opportunità derivanti dall’eHealth per l'Unione Europea e per gli Stati Membri e incoraggia l’adozione dell’ICT in ambito sanitario, con l’obiettivo di garantire ai cittadini europei servizi più efficienti, sia in termini di qualità che di costi. Particolare attenzione viene rivolta alla responsabilizzazione del paziente e, vista la diffusione di crescente di tablet e smathphone e all’uso dei servizi sanitari su terminali mobili (mHealth);
  • direttiva 2012/52/UE: relativa alle misure destinate ad agevolare il riconoscimento delle ricette mediche emesse tra Stati membri
  • Memorandum of Understanding finalizzato a definire una roadmap per la cooperazione transatlantica in ambito eHealth tra USA e UE in cui vengono definite le aree di interoperabilità del Fascicolo Sanitario Elettronico e dello sviluppo di forza lavoro qualificata in ambito eHealth;
  • l’adozione di sette nuove priorità per l'economia digitale e la società per il 2013 -2014 che si vanno ad aggiungere alle azioni chiave del piano originale dell'Agenda digitale europea. Delle sette priorità citiamo: la creazione di un nuovo contesto normativo stabile per la banda larga, la creazione di nuove infrastrutture per accelerare l'introduzione di servizi digitali (come ad es le cartelle sanitarie elettroniche, una strategia e una direttiva UE in materia di sicurezza informatica, l’accelerazione dell’utilizzo il "cloud computing".

Agenda Digitale Italiana

L'ADI (Agenda Digitale Italiana) è stata istituita nel marzo 2012 con decreto del Ministro dello sviluppo economico con l’obiettivo di perseguire a livello nazionale gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea. In particolare in ambito sanità, alle iniziative già in corso nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale e che afferiscono alla cosiddetta “Sanità in rete” o “Sanità elettronica” si vanno ad aggiungere ulteriori iniziative relativamente a: Fascicolo sanitario elettronico, cartella e prescrizione medica digitali.
I principali ambiti di digitalizzazione nella sanità sono rivolti a:

  • favorire l’ accesso ai servizi sanitario attraverso la rete dei CUP (Centri Unici di Prenotazione) che consentano ai cittadini di prenotare le prestazioni sanitarie su tutto il territorio nazionale;
  • mettere a disposizione di tutti i cittadini la storia clinica del paziente attraverso il FSE (Fascicolo Sanitario Elettronico) per l’archiviazione e l’accesso alle informazioni sanitarie individuali;
  • favorire l’innovazione nelle cure primarie attraverso la connessione in rete dei medici del SSN, digitalizzazione e trasmissione elettronica delle prescrizioni (e-Prescription) e dei certificati di malattia (Certificati Telematici di Malattia);
  • favorire l’accesso a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione attraverso il Documento Digitale Unificato che riunisce Carta di Identità e la Tessera Sanitaria
  • ridisegnare sotto il profilo strutturale ed organizzativo la rete di assistenza mediante la Telemedicina.

Attuazione in Italia degli ambiti previsti dall’Agenda Digitale per la Sanità

Per quanto concerne il FSE ad oggi la situazione sul territorio è ancora frammentata, anche se tutte le Regioni sono attivamente impegnate a sviluppare soluzioni condivise e l’Italia partecipa con altri 11 stati membri al  progetto epSOS (Smart Open Services for European Patients), finanziato dalla Commissione Europea,  per l’interoperabilità del FSE.. Sono disponibili le Linee guida nazionali FSE e il progetto inFSE di “infrastruttura tecnologica del FSE" ha quasi terminato i lavori; inoltre è in corso (40%) il progetto IPSE "cooperazione per l'interoperabilità del FSE" nelle Regioni Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Veneto, Friuli V. Giulia, Umbria, Abruzzo, Molise, Sardegna e PA Trento, come è in corso (80%) il progetto "Servizi in rete per MMG/PLS-FSE regionale" nelle Regioni Abruzzo, Molise, Basilicata, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia e Calabria.
Anche relativamente ai Centri Unificati di Prenotazione CUP, la situazione in termini di disponibilità, copertura e caratteristiche dei sistemi CUP è estremamente eterogenea. Si osserva in particolare una proliferazione di sistemi CUP a livello territoriale a cui si aggiunge una significativa diversificazione in termini di soluzioni applicative, tecnologiche ed infrastrutturali adottate
Certificati di malattia elettronici e utilizzo dell’e-prescribing: è stato completato nel 2011 il Progetto per i certificati di malattia on line per lavoratori, medici e datori di lavoro, e si prevede una graduale sostituzione delle prescrizioni mediche dal formato cartaceo a quello elettronico entro il 2015. Le attività sono incentrate sull’introduzione della trasmissione dei dati delle ricette in modalità elettronica (progetto "Salute in rete"). La trasmissione di dati dalle farmacie al Ministero dell’economia e delle finanze è già operativa da alcuni anni.
Telemedicina: i servizi di telemedicina sono ancora utilizzati per ambiti limitati e spesso per sperimentazioni finalizzate a studi clinici con durata limitata nel tempo in base al finanziamento disponibile. I servizi di teleconsulto, la telediagnosi, il teleconsulto specialistico (second opinion) ed il telemonitoraggio risultano essere i più diffusi sul territorio nazionale, seppure con minime differenze tra le aree nord, centro, sud e isole del Paese. Più contenuto invece il livello di diffusione per il telesoccorso e la telesorveglianza. La teleriabilitazione, infine, presenta allo stato attuale un livello di diffusione residuale. Le linee guida per la telemedicina sono ancora al vaglio della Conferenza Stato Regioni.

 

Gli standard applicati alla sanità

Tutti i principali enti di normativa (ITU-T, ANSI, ISO, CEN-CENELEC, ETSI) hanno attivato appositi gruppi finalizzati alla standardizzazione dei protocolli di comunicazione e delle strutture dati per la sanità. Ad esempio ITU-T ha attivato una Question 28/16 (Multimedia framework for e-health applications) all’interno dello Study Group 16, mentre ETSI è il gruppo che, a valle del Mandato della Commissione Europea, opera nell’ambito delle proprie specifiche per orientare gli altri gruppi.
Ulteriori gruppi di interesse sono i seguenti:

  • HL7 (Health Level Seven) è lo standard internazionale più diffuso per lo scambio e l'integrazione di informazioni nel settore dell'ICT in sanità. A livello internazionale i suoi membri rappresentano il 90% del mercato IT sanitario e comprendono inoltre rilevanti agenzie governative e provider di servizi sanitari. Lo standard HL7 descrive le interfacce tra applicazioni e le definizioni dei dati da scambiare in termini di messaggi e documenti. HL7 Italia è il gruppo nazionale che si occupa di definire la cosiddetta localizzazione nazionale dello standard. Oggi tutte le applicazioni sanitarie si presentano come conformi allo standard HL7, ma questa semplice dichiarazione non ne implica l’interoperabilità a causa delle diverse opzioni implementate.
  • Continua Health Alliance si tratta di una associazioni di fabbricanti di dispositivi e fornitori di soluzioni. Non sviluppa specifiche tecniche, ma indica per tutti i layer di interoperabilità quali standard, versioni e profili debbano essere utilizzati nel contesto della telemedicina e del wellness.
  • DICOM (Digital Imaging and COmmunications in Medicine) è uno standard per la manipolazione, l’archiviazione, la stampa e la trasmissione di immagini mediche; si occupa di fornire sia le specifiche del formato dei dati sia i protocolli di comunicazione per il loro interscambio. Inizialmente diffuso soprattutto nei dipartimenti di radiologia, è caratterizzato da una struttura aperta e da ampie possibilità di estensione ed è ormai utilizzato per tutte le specialità che producono immagini mediche (ad es. endoscopia, odontoiatria, dermatologia).
  • IHE (Integrating the Healthcare Enterprise) è una iniziativa internazionale a supporto dello sviluppo dell'integrazione tra sistemi informativi sanitari. Si propone di definire in maniera chiara come gli standard esistenti (in particolare DICOM e HL7) devono essere utilizzati dai diversi sistemi informativi per realizzare un'integrazione tra loro, partendo dall'analisi dei reali workflow clinici.

Dal punto di vista della classificazione e della semantica in campo medico, i principali riferimenti sono ICD 9/10 e SNOMED CT, anche se altri approcci sono in evoluzione, a dimostrazione della necessità di avere un linguaggio comune come base per la interoperabilità dei sistemi informativi.

domenico.enricobena@telecomitalia.it

fabio.dercoli@telecomitalia.it

 

H-CLOUD

H-CLOUD

Scherma dell’architettura H-CLOUD e del HCloud Federation Broker

Il nuovo modello di offerta H-Cloud si basa su una piattaforma cloud di tipo collaborativo orientata alla gestione dei processi della Sanità Pubblica, ovvero  su una proposizione di servizi IaaS/PaaS che favoriscano lo sviluppo di una community basata su un cloud ibrido pubblico/privato ad uso dei vari stakeholder sanitari (Regioni, ASL/AO, Laboratori , Farmacie,… e imprese di sviluppo servizi).
Il cuore della proposizione H-Cloud è il HFB (H-Cloud Federation Broker) che abilita l’erogazione dei servizi, come ad es. FSE, Taccuino, EHR, Prenotazione, Ritiro Referti, Medicina Telematica, etc.. Tali servizi possono essere erogati in modalità federata, valorizzando ogni componente disponibile nei Cloud Regionali (infrastrutture, applicazioni, servizi), espandendole in modalità pay-per-use tramite infrastrutture e servizi del Cloud Nuvola Italiana di TI.
Il HFB in particolare abilita:

  •  a livello IaaS, la federazione di risorse infrastrutturali per gestione di: trabocco, back-up, disaster recovery&, business continuity,…
  • a livello PaaS, la condivisione di piattaforme applicative, ovvero:
    • servizi elementari messi a fattor comune per le PP.AA o i partner interessati ad utilizzarli per la composizione di nuove applicazioni;
    • piattaforme di sviluppo per la modellizzazione di nuovi processi di interlavoro tra componenti applicative pre-esistenti, ambiente di definizione nuovi servizi, e motore di interpretazione semantico/sintattico dei dati scambiati tra sistemi eterogenei.
  • a livello SaaS, la condivisione di servizi resi disponibili in un repository comune e attivabili in modalità self-service sul cloud tramite un Market Place.

Le principali componenti del framework H-Cloud Federation Broker possono essere suddivise in:

  • Service Integration Broker che comprende le funzionalità di:
    • Market Place Repository: catalogo condiviso  che permette di esporre le componenti applicative e di servizio riusabili in modalità self-service, che ciascun soggetto vuole rendere fruibili alle PP.AA della community.
    • BPM (Business Process Management): ambiente di definizione e orchestrazione dei processi aziendali, con funzionalità di modellazione, simulazione, esecuzione, monitoraggio e condivisione dei processi sanitari (in conformità alla notazione standard internazionale BPMN 2.0).
    • Semantic Engine: ambiente per l’interoperabilità semantica tra sistemi (ovvero scambio di dati mantenendo il significato nativo dell’informazione) basato su motori compliant agli standard sanitari e opportune tassonomie/ontologie mediche.
    • Enterprise Service Bus: Bus per la gestione della interazione e comunicazione tra i sistemi applicativi.
    • Service Mashup: ambiente di composizione e pubblicazione di servizi per facilitare la creazione di nuove applicazioni“as-a-service”, eventualmente riutilizzando e aggregando opportunamente servizi elementari esistenti (Zero Code).
    • Accounting/Billing: ambiente per la rendicontazione sull’utilizzo dei servizi disponibili a livello di federazione e la tariffazione di risorse e servizi, in accordo a specifici requisiti di business.
    • Identity & Security Management: moduli a supporto della federazione dei servizi per la gestione delle identità fornita da differenti provider (controllo di autenticazione/identificazione, accesso, ruolo, auditing/logging e policy management federate) e i moduli per la gestione delle componenti di sicurezza e della protezione dei dati sensibili.
  • Infrastructure Broker che comprende le funzionalità di:
    • Gestione e monitoraggio applicazioni: ambiente per la gestione automatica del ciclo di vita delle applicazioni nel cloud e della distribuzione del carico su infrastrutture IaaS eterogenee. Dispone di ulteriori funzionalità quali: gestione di un catalogo di architetture applicative, provisioning automatico dell'infrastruttura mediante utilizzo di API IaaS, definizione e monitoraggio delle prestazioni di applicazioni e SLA con la  possibilità di pianificare e abilitare lo scaling automaticoe/o l’applicazione delle politiche di business continuity.
    • Armonizzazione dell’eterogeneità delle infrastrutture: ambiente dotato di un’interfaccia comune per astrarre specificità e operazioni possibili sulle differenti implementazioni cloud pubbliche/private sottostanti, con meccanismi di discovery, pubblicazione dello stato delle infrastrutture e criteri di allocazione ottimale delle risorse, basati su disponibilità, affidabilità, efficienza energetica, ecc.

Allo stadio attuale di definizione, si stanno valutando i prodotti commerciali e i partner tecnologici che possono garantire la maggior copertura funzionale del Framework HFB. Inoltre, alcune componenti di questo framework sono in avanzato stato di prototipazione in TILab e potrebbero essere sperimentate con le Regioni che manifestano l’ interesse per questa tipologia di offerta nell’ottica di validare il modello H-Cloud in ambito regionale e costruire da questa esperienza una proposizione a livello nazionale.

simonetta.barra@telecomitalia.it

elisabetta.morandin@telecomitalia.it

 

Un caso di studio: il servizio di dematerializzazione in Lombardia

Un caso di studio: il servizio di dematerializzazione in Lombardia

Flusso Conservazione documenti Clinici

Dal 2008 Telecom Italia e Santer Reply forniscono in partnership il servizio di Dematerializzazione e Conservazione sostitutiva dei documenti clinici nell’ambito del Progetto Regionale CRS-SISS promosso dalla Regione Lombardia tramite Lombardia Informatica S.p.A.
Il progetto pilota, che ha impegnato l’Azienda Ospedaliera di Cremona, è partito su proposta della Regione e ha avuto come obiettivo primario la dematerializzazione e la conservazione della documentazione sanitaria cartacea e digitale.
Il progetto CRS-SISS, nato agli inizi degli anni 2000, ha portato, infatti, ad una profonda rivisitazione del Sistema Sanitario Lombardo, facilitando lo scambio di informazioni relative al Paziente e dando origine alla massiccia produzione di documenti sanitari, non più nella sola forma cartacea, ma anche in forma elettronica, con l’adozione della firma digitale.
Dopo la prima fase, oltre al coinvolgimento dell’Azienda Ospedaliera di Cremona, la sperimentazione ha visto la partecipazione attiva di due ulteriori aziende sanitarie:

  • la ASL (Azienda Sanitaria Locale) della Provincia di Cremona;
  • la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico “Carlo Besta” di Milano.

L’esigenza nacque per mettere a punto un sistema di regole organizzative ed operative per la consultazione, la trasmissione, l’archiviazione e l’esibizione dei documenti clinici, sia di origine analogica che digitale.
Le classi documentali trattate nell’ambito del progetto pilota sono:

  • Cartelle cliniche ospedaliere di origine cartacea;
  • DCE (Documenti Clinici Elettronici), costituti dai documenti informatici presenti sul repository di piattaforma aziendale;
  • Immagini digitali, in formato DICOM, prodotte da apparecchiature radiografiche;
  • Immagini digitali, in formato DICOM dei tracciati, prodotte da elettrocardiografi (documenti digitali);
  • Pratiche di invalidità di origine cartacea in ambito ASL (documenti analogici originali).

I principali obiettivi del progetto sono:

  • Lo sviluppo di un sistema di digitalizzazione e conservazione a norma dei documenti clinici con possibilità di consultazione e di esibizione della documentazione conservata, che garantisca nel tempo le caratteristiche di autenticità, integrità, affidabilità, leggibilità e reperibilità dei documenti informatici.
  • L’individuazione dei criteri e delle modalità tecniche ed organizzative per la gestione del ciclo di vita dei documenti clinici elettronici, nel pieno utilizzo degli strumenti messi a disposizione dal Progetto CRS-SISS, per evitare la produzione di carta per tutti i documenti nativi elettronici.
  • La realizzazione di servizi di comunicazione tra i sistemi informativi dell’Azienda Ospedaliera ed il Centro Servizi per la Conservazione, contribuendo così alla definizione delle specifiche relative al dialogo di presa in carico tra sistema di emissione e sistema di conservazione, a garanzia dell’ interoperabilità a livello regionale.
  • La definizione di un insieme minimo di metadati relativi ai documenti gestiti, da considerare come base di una convenzione su scala regionale in coerenza con gli sviluppi previsti nell’ambito del Fascicolo Sanitario Elettronico del progetto CRS-SISS.

Questa soluzione sfrutta le più innovative tecnologie informatiche di virtualizzazione e permette l'utilizzo in remoto di risorse Hardware distribuite, seguendo il paradigma Cloud Computing (IaaS – Infrastructure as a Service) e affiancando la suite dei Service Elements DCS (Data Center Solutions).

I risultati raggiunti

Ad oggi sono state archiviate e conservate circa 100.000 cartelle cliniche che, insieme alle immagini DICOM (oltre 80.000) ed ai referti ambulatoriali (oltre 1.500.000) che nascono fin dall’origine in formato digitale, costituiscono la piattaforma del Fascicolo Sanitario del Paziente.
Sin dalle prime fasi di attuazione, il progetto pilota ha conseguito importanti risultati quali:

  • l’apertura ad un utilizzo più ampio delle informazioni presenti nella cartella clinica, dovuto alla possibilità di consultazione online delle stesse, in base al livello di abilitazione e di accesso;
  • la definizione e la razionalizzazione di pratiche organizzative e tecniche per consentire l’indicizzazione della cartella clinica agevolandone la consultazione e realizzando la tracciabilità degli eventi ad essa correlati;
  • l’individuazione del Titolario della Cartella Clinica, opportunamente codificato e concordato con i responsabili dei presidi ospedalieri, ha consentito non solo di sviluppare software per l’identificazione della tipologia di classe documentale in modalità automatica, ma soprattutto di avviare il processo di semplificazione ed omogeneizzazione dei moduli che compongono la cartella clinica;
  • l’ottimizzazione del processo di consegna dei documenti in copia semplice, conforme o originale;
  • la semplificazione delle attività di controllo dell’intero processo di gestione della documentazione clinica, con conseguente riduzione degli errori di smistamento, della migliore tracciabilità e del recupero di risorse;
  • l’omogeneizzazione del format delle cartelle cliniche, in linea con le Linee Guida Regionali e gli standard Joint Commission;
  • l’individuazione dei riferimenti che consentono i collegamenti tra i documenti della stessa cartella clinica ma originati con diverse modalità;
  • il recupero di spazi adibiti ad archivi cartacei (ottimizzazione logistica);
  • una migliore definizione delle esigenze di interoperabilità tecnica ed organizzativa necessaria per la corretta individuazione e diffusione delle informazioni propedeutiche alla produzione di metadati qualitativamente affidabili;
  • la definizione di uno standard relativo al dialogo di presa in carico tra sistema di emissione e sistema di conservazione.
 

Progetto Virgilio: Sperimentazione del Servizio di Geofencing

Progetto Virgilio: Sperimentazione del Servizio di Geofencing

È possibile controllare sulla mappa del servizio le ultime 20 posizioni del paziente, la Safe Area e il dettaglio degli eventi che si sono verificati

Il progetto Virgilio, nato dalla collaborazione tra la RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) Chiarugi di Empoli e Telecom Italia, si è sviluppato con l’obiettivo di valutare l’utilizzo di soluzioni di localizzazione e Geofencing per la riduzione del rischio di fuga e smarrimento di persone anziane fragili con deficit psico-cognitivi.

Il servizio

Un sistema di Geofencing permette di monitorare in continuità persone dotate di un opportuno dispositivo atto alla localizzazione (nella sperimentazione è stato utilizzato un cellulare), in modo che possa essere verificato l’evento di uscita o ingresso da aree geografiche predefinite, denominate “Safe Area”, che rappresentano le porzioni di spazio entro le quali il paziente si muove in “sicurezza”; quando il paziente esce oppure entra nella Safe Area, il sistema genera un allarme.
Le funzionalità di monitoraggio e impostazione dei parametri sono fruibili da parte del familiare o dell’operatore, attraverso smartphone o portale web del servizio. Per alcuni pazienti, l’operatore può sostituirsi al Famigliare e svolgere un ruolo di controllo tramite una consolle che permette di verificare se ci sono condizioni di allarme per tutti i pazienti monitorati.
E’ possibile controllare sulla mappa del servizio le ultime 20 posizioni del paziente, la Safe Area e il dettaglio degli eventi che si sono verificati.
Il servizio di Geofencing sfrutta la piattaforma di localizzazione di Telecom Italia ed effettua localizzazioni di tipo best effort, utilizzando la migliore posizione disponibile tra quella satellitare GPS (generalmente con accuratezza <50 mt) e quella basata su rete cellulare (generalmente con accuratezza >50 mt). Tipicamente in ambiente outdoor la localizzazione è di tipo GPS mentre in ambiente indoor la localizzazione si basa su rete cellulare.

Lo studio clinico

Lo studio, che è iniziato a metà dicembre 2011 e si è concluso alla fine del 2012, ha coinvolto un campione di 10 persone in parte seguite nella casa di cura RSA di Empoli e in parte presso il loro domicilio. La scelta dei soggetti da utilizzare nella sperimentazione è stata fatta in base ai criteri di inclusione definiti in letteratura, che tenevano conto anche della tollerabilità dell’uso del cellulare.
Per motivi di riservatezza i pazienti sono stati registrati con pseudonimi (utilizzando i nomi della favola di Pinocchio): il vero nome associato era a conoscenza solo dell’operatore in servizio all’RSA.
Sette localizzatori sono stati consegnati ad ospiti con problematiche psico-sociali in grado di spostarsi in modo indipendente al di fuori della struttura. Queste persone hanno utilizzato il cellulare in autonomia, portandolo a ricaricare ogni 2/3 giorni ad un operatore di riferimento.
Tre localizzatori sono stati consegnati ad ospiti con gravi deficit cognitivo-comportamentali residenti nel nucleo Alzheimer in occasioni di uscite (es. gite o passeggiate) con la supervisione del personale.
La metodica è stata sperimentata in sede domiciliare affidando il monitoraggio, dopo adeguata formazione, ai familiari. Questi potevano, in caso di necessità, contattare il personale della RSA.

I risultati raggiunti e le possibili evoluzioni

La sperimentazione ha consentito di confermare l’iniziale intuizione dell’importanza dell’utilizzo di un servizio di geofencing nelle persone fragili con deficit psico-cognitivo, a rischio di fuga e smarrimento, sia in ambito RSA che domiciliare. L’utilizzo del servizio consente il miglioramento della qualità della vita per il nucleo assistenziale e familiare, grazie alla diminuzione dello stress ed all’aumento del senso di sicurezza del paziente e del caregiver.
Il cellulare è stato ben tollerato dagli ospiti che mantengono una minima consapevolezza dei comportamenti (lo conservano con cura, lo portano per la ricarica, si sentono più tranquilli quando escono), mentre è tollerato meno da soggetti con demenza e con problemi psichici che determinano alterazioni del comportamento.
L’evoluzione tecnologica e la miniaturizzazione del localizzatore, potrà in futuro mimetizzarne meglio l’uso (ad es. orologi, collane, braccialetti), comportando un miglioramento della tollerabilità da parte del paziente e consentendo l’ampliamento della base degli utilizzatori del servizio.

domenico.enricobena@telecomitalia.it

fabio.dercoli@telecomitalia.it

 

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