• Telecom Italia su Facebook
  • Telecom Italia su Twitter
  • Telecom Italia su Google+
  • Telecom Italia su SlideShare
  • Telecom Italia su Linkedin
  • Telecom Italia su Flickr
  • Telecom Italia su Youtube
  • Cerca nel web con VIRGILIO

EN | IT

Analisi di sensitività

Creato il 22/05/2012 - 20:30

L’analisi di sensitività è stata condotta sulla base delle ipotesi ed assunzioni di seguito riportate:

  • Le analisi di sensitività sono state effettuate applicando variazioni ragionevolmente possibili delle variabili rilevanti di rischio ai valori di Bilancio al 31 dicembre 2011 assumendo che tali valori siano rappresentativi dell’intero esercizio.
  • Le variazioni di valore degli strumenti finanziari a tasso fisso, diversi dagli strumenti derivati, indotte da variazioni nei tassi di interesse di riferimento, generano un impatto reddituale solo allorché sono, coerentemente con lo IAS 39, contabilizzati al loro fair value. Tutti gli strumenti a tasso fisso che sono contabilizzati al costo ammortizzato, non sono soggetti a rischio di tasso di interesse, così come definito nell’IFRS7.
  • Nel caso di relazioni di copertura del fair value, le variazioni di fair value del sottostante coperto e dello strumento derivato, dovute a variazioni dei tassi di interesse di riferimento, si compensano pressoché integralmente nel conto economico dell’esercizio. Pertanto, questi strumenti finanziari non sono esposti al rischio di tasso di interesse.
  • Le variazioni di valore degli strumenti finanziari designati in una relazione di copertura di flussi di cassa, indotte da variazioni di tassi di interesse, generano un impatto sul livello del debito e sul patrimonio netto e sono pertanto presi in considerazione nella presente analisi.
  •  Le variazioni di valore, indotte da variazioni nei tassi di interesse di riferimento, degli strumenti finanziari a tasso variabile, diversi dagli strumenti derivati, che non sono parte di una relazione di copertura di flussi di cassa, generano un impatto sui proventi e oneri finanziari dell’esercizio; essi, pertanto, sono presi in considerazione nella presente analisi.

Rischio di cambio

Al 31 dicembre 2011 (così come al 31 dicembre 2010), il rischio di cambio derivante dai finanziamenti accesi dal Gruppo e denominati in valute diverse dalla valuta funzionale di Bilancio delle singole società era integralmente coperto. Per tale ragione, il rischio di cambio non è oggetto di analisi di sensitività.

Rischio di tasso d’interesse

La variazione dei tassi d’interesse sulla componente variabile di debiti e liquidità può comportare maggiori o minori oneri/proventi finanziari, mentre le variazioni del livello dei tassi d’interesse attesi influiscono sulla valutazione al fair value dei derivati del Gruppo. In particolare:

  • relativamente ai derivati che trasformano in tasso fisso euro le passività contratte dal Gruppo (cash flow hedging), in applicazione dei principi contabili internazionali che regolano l’hedge accounting, la valorizzazione al fair value (mark to market) di tali strumenti viene accantonata in apposita riserva indisponibile del Patrimonio Netto. La variazione congiunta delle numerose variabili di mercato cui il calcolo del mark to market è soggetto tra la data di stipula delle operazioni e quella della valutazione, rende poco significativa qualsiasi ipotesi circa l’andamento delle variabili stesse. Con l’approssimarsi della scadenza dei contratti, gli effetti contabili descritti verranno gradualmente assorbiti fino al loro completo esaurimento;
  • se al 31 dicembre 2011 i tassi di interesse nei diversi mercati nei quali il Gruppo Telecom Italia opera fossero stati 100 punti base più alti/più bassi rispetto a quanto effettivamente realizzatosi, si sarebbero registrati a livello di conto economico, maggiori/minori oneri finanziari, al lordo del relativo effetto fiscale, per 42 milioni di euro (75 milioni di euro al 31 dicembre 2010).

Rischio di credito

Il rischio credito rappresenta l’esposizione del Gruppo Telecom Italia a potenziali perdite derivanti dal mancato adempimento delle obbligazioni assunte dalle controparti sia commerciali sia finanziarie. Tale rischio discende principalmente da fattori economico-finanziari, ovvero dalla possibilità che si verifichi una situazione di default di una controparte, ovvero da fattori più strettamente tecnico-commerciali o amministrativi. La massima esposizione teorica al rischio di credito per il Gruppo Telecom Italia è rappresentata dal valore contabile delle attività finanziarie e dei crediti commerciali scritti in bilancio.
Gli accantonamenti al fondo svalutazione crediti sono effettuati in maniera specifica sulle posizioni creditorie che presentano elementi di rischio peculiari. Sulle posizioni creditorie che non presentano tali caratteristiche, sono invece effettuati, per il segmento di clientela di appartenenza, accantonamenti sulla base dell’inesigibilità media stimata in funzione di indicatori statistici.
Per quanto concerne il rischio di credito afferente alle componenti attive che concorrono alla determinazione dell’“Indebitamento finanziario netto”, la gestione della liquidità del Gruppo si ispira a criteri prudenziali e si articola principalmente nella gestione di mercato monetario e nella gestione di portafoglio obbligazionario. Alla gestione di mercato monetario è affidato l’investimento degli eccessi temporanei di cassa in corso d’anno, il cui riassorbimento si prevede che avverrà entro i successivi dodici mesi.

Al fine di contenere il rischio di inadempimento delle obbligazioni assunte dalla controparte, i depositi delle società europee sono stati effettuati con primarie istituzioni bancarie e finanziarie con elevato merito di credito e gli impieghi delle società in Sud America sono stati effettuati con primarie controparti locali. Iinoltre, i depositi sono solitamente effettuati per periodi inferiori a tre mesi. Relativamente agli altri impieghi temporanei di liquidità si evidenziano Euro Euro Commercial Papers (gli emittenti hanno tutti rating A- per S&P’s e sede in Europa) ed una gestione di un portafoglio obbligazionario i cui investimenti sono caratterizzati da un contenuto livello di rischio. Tutti gli impieghi sono stati effettuati nel rispetto della “Policy – Linee guida per Impieghi di liquidità attraverso strumenti finanziari” di cui il Gruppo si è dotato a luglio 2009.

Rischio di liquidità

Il Gruppo persegue un obiettivo di “adeguato livello di flessibilità finanziaria” espresso dal mantenimento di un margine di tesoreria corrente che consenta la copertura delle esigenze di rifinanziamento almeno dei successivi dodici mesi attraverso la disponibilità di linee bancarie irrevocabili e di liquidità.

Le attività finanziarie correnti al 31 dicembre 2011, insieme alle linee bancarie committed non utilizzate, consentono una copertura completa delle scadenze di rimborso del debito previste nei prossimi 24 mesi.

Il 13% dell’indebitamento finanziario lordo al 31 dicembre 2011 (valori nominali di rimborso) scadrà nei dodici mesi successivi.

Di seguito sono riportati i flussi finanziari contrattuali non attualizzati del debito finanziario lordo a valori nominali di rimborso e i flussi di interesse, determinati utilizzando le condizioni e i tassi di interesse e di cambio in essere al 31 dicembre 2011. Le quote di capitale e d’interesse delle passività oggetto di copertura includono sia gli esborsi che gli incassi dei relativi strumenti derivati di copertura.

> Per maggiori approfondimenti sul tema si rimanda alla Relazione Annuale finanziaria al 31 dicembre 2011.