Menu

La situazione economico-finanziaria del Gruppo TIM è soggetta all’influenza di molteplici fattori macroeconomici come la crescita economica, la stabilità politica, la fiducia dei consumatori, la variazione del tasso di interesse e dei tassi di cambio nei mercati in cui è presente. I risultati attesi potranno essere influenzati, sul mercato domestico, dalla difficoltà della ripresa economica: il 2016 ha chiuso con una crescita dello 0,9%, una crescita bassa se rapportata a quella media dei Paesi UEM, comunque superiore a quella che si prefigura per il 2017. Il ciclo dei consumi, che aveva dato il via alla ripresa nel 2013 e l’aveva via via sostenuta, sta rallentando anche per una maggiore cautela delle famiglie: il clima di fiducia si è indebolito e, al contempo, la propensione al risparmio è risalita. Permane un elevato tasso di disoccupazione, con conseguenti possibili ricadute sul reddito disponibile per il consumo.
Sul mercato brasiliano i risultati attesi potranno essere influenzati dall’ulteriore peggioramento del contesto macroeconomico, che ad oggi vede il Paese in recessione: per il 2017, a partire dal secondo trimestre, è attesa una crescita moderata, per effetto del miglioramento del clima di fiducia, per la ripresa degli investimenti e per la lieve riduzione dell’incertezza politica. La disoccupazione elevata, di poco inferiore al 12% a fine 2016, potrebbe avere impatto negativo sui consumi delle famiglie Tali fattori non consentono di escludere conseguenti svalutazioni dell’avviamento.

Il mercato delle telecomunicazioni è caratterizzato da una forte competizione che potrebbe comportare una riduzione della quota di mercato negli ambiti geografici in cui opera il Gruppo TIM e una riduzione dei prezzi e dei margini. La natura della competizione è, da una parte, sui prodotti e servizi innovativi, dall’altra sul prezzo dei servizi tradizionali; inoltre sul fronte della competizione infrastrutturale lo sviluppo di operatori alternativi potrebbe rappresentare una minaccia per TIM in particolare negli anni di piano successivi al 2017 e anche oltre l’orizzonte di Piano.
Con riferimento al mercato Mobile, Iliad S.A. sta per lanciare in Italia un nuovo operatore mobile con l’obiettivo di acquisire il 10 – 15% del mercato, come dalla stessa dichiarato, applicando le medesime strategie già utilizzate per il mercato francese. Dal canto suo TIM intende lanciare un nuovo operatore, con sistemi e caratteristiche autonome per contrastare l’ingresso del nuovo competitor.
In aggiunta Enel Open Fiber e Infratel hanno comunicato i loro piani di sviluppo di una rete di telecomunicazioni ultrabroadband alternativa a quella di TIM, rispettivamente nelle maggiori città italiane e nelle aree a c.d. fallimento di mercato.
Sul mercato Brasiliano il deterioramento dello scenario macroeconomico continua a impattare negativamente sul mercato delle telecomunicazioni. Il rischio competitivo è rappresentato sia da una accelerazione nel deterioramento del business model legato ai servizi tradizionali ed a una non corrispondente sostituzione con servizi innovativi sia dalla razionalizzazione dei consumi da parte della clientela a seguito della contrazione del proprio potere di acquisto. In tale contesto, il gruppo Tim Brasil potrebbe essere ulteriormente impattato nel breve termine in misura maggiore rispetto ai principali competitor, in relazione alla più alta incidenza della clientela con servizi prepagati, che più di altri risente dell’attuale situazione macroeconomica, e da un rallentamento della loro sostituzione con clientela postpaid.