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Il mercato delle telecomunicazioni fisse continua ad essere caratterizzato da un lato dal declino dei ricavi da accesso e voce e dall’altro dalla crescita continuativa dei ricavi da broadband ed ultrabroadband. Negli ultimi anni gli operatori si sono concentrati principalmente sullo sviluppo della penetrazione del broadband e dell’ultrabroadband e sulla difesa della voce tramite l’introduzione di pacchetti “bundled” voce, banda larga e servizi, in un contesto di elevata competizione con conseguente pressione sui prezzi.
All’evoluzione dell’offerta in chiave competitiva ha contribuito il consolidamento, da parte dei concorrenti, di un approccio basato sul controllo delle infrastrutture (Unbundling del Local Loop - “ULL” in primis, ma anche sviluppo di reti Fiber To The Cabinet - FTTC). Inoltre i principali operatori del Fisso offrono anche servizi Mobili, anche in modalità MVO (Mobile Virtual Operators).
Relativamente alla competizione infrastrutturale, due soggetti, Open Fiber (società controllata da ENEL) e Infratel (società del Ministero dello Sviluppo Economico) hanno presentato piani di sviluppo di proprie reti di telecomunicazioni in fibra ottica alternative a quella di TIM, che riguardano rispettivamente le maggiori città italiane e le aree a fallimento di mercato.
Per quanto riguarda le grandi città, Open Fiber ha comunicato un piano che prevede entro il 2022 lo sviluppo di Fiber To The Home - FTTH in 271 principali città italiane, raggiungendo circa 9,6 milioni di unità immobiliari e investendo 3,9 miliardi di euro.
- Il servizio è già oggi disponibile in determinate zone di alcune importanti città, come per esempio le tre città in cui si era precedentemente espansa “Metroweb” (acquisita a dicembre 2016) Milano, Torino e Bologna, ma anche in città come Bari, Cagliari, Catania, Napoli, Padova, Perugia, Venezia, Genova, Palermo, etc.
Open  Fiber ha annunciato l’avvio di ulteriori 40 città prima della fine del 2017 ed ulteriori 40 città da lanciare nel corso del 2018.
Nel frattempo alcuni concorrenti sul mercato retail delle telecomunicazioni hanno - secondo notizie di stampa - siglato un accordo con Open Fiber per attivare su questa rete, ovunque disponibile, i loro nuovi clienti ultrabroadband.
Per quanto riguarda le aree a fallimento di mercato, cosiddette aree bianche dei cluster C e D del piano Banda Ultralarga del Governo, Infratel nel 2016/2017 ha aperto due bandi pubblici relativi allo sviluppo di una rete per servizi a UBB per un totale di 9,3 milioni di unità immobiliari in oltre 6.000 comuni in 16 regioni.
- Nel primo Bando Open Fiber ha vinto tutti e 5 i lotti nelle 6 regioni coinvolte (Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Toscana, Abruzzo e Molise) su circa 3.000 comuni e 4,6 milioni di unità immobiliari.
- Nel  secondo Bando Open Fiber ha vinto tutti e 6 i lotti nelle 10 regioni coinvolte (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata e Sicilia) su circa 3.700 comuni e 4,7 milioni di unità immobiliari.
- Infratel sta inoltre predisponendo un terzo bando per le aree residuali in Calabria, Puglia e Sardegna (la consultazione pubblica si è conclusa il 20 novembre 2017).
Quindi lo sviluppo del Piano di Open Fiber e delle coperture del Concessionario vincitore dei Bandi Infratel portano ad una importante evoluzione della concorrenza infrastrutturale, con lo sviluppo di dinamiche competitive diverse in funzione della diversa sovrapposizione ed articolazione delle infrastrutture ultrabroadband disponibili:

– zone con presenza di due reti FTTH sovrapposte a reti FTTC

– zone con presenza di una sola rete FTTH sovrapposta a reti FTTC

– zone con presenza di reti FTTH sovrapposte a reti ADSL

– zone con presenza di reti FTTC sovrapposte a reti ADSL

Lo scenario competitivo del mercato italiano delle telecomunicazioni fisse è inoltre caratterizzato dalla presenza, oltre che di TIM, di operatori quali Wind-Infostrada, Fastweb, Vodafone, Tiscali, che evidenziano modelli di business focalizzati su differenti segmenti di mercato.
Nel 2017, dopo anni di contrazione determinata dalla migrazione di clienti di telefonia fissa verso i servizi di telefonia mobile e verso soluzioni alternative di comunicazione (Voice Over Ip, e-mail, Social Network chat), si è assistito ad un leggero incremento degli accessi fissi in Italia che, al 31 dicembre 2017 sono circa 20,6 milioni (inclusi gli accessi OLO Infrastructured e FWA-Fixed Wireless Access). La competizione nel mercato dell’accesso ha prodotto una graduale riduzione della quota di mercato di TIM.
Per quanto riguarda il mercato Broadband, al 31 dicembre 2017 i clienti Broadband fisso in Italia (intesi come utilizzatori di soluzioni Broadband ed Ultrabroadband) si stima abbiano raggiunto un tasso di penetrazione sugli accessi fissi pari a circa l’80%. La diffusione del Broadband continua ad essere spinta non solo dalla penetrazione dei PC e di altri device abilitanti (es. Smart TV) ma anche dalla domanda crescente di velocità e di abilitazione ai nuovi servizi over IP che stanno raggiungendo ampissima diffusione (Media & Entertainment, IT, Servizi Digitali).