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Il mercato delle telecomunicazioni fisse continua ad essere caratterizzato da un lato dal consistente declino dei ricavi da accesso e voce, per effetto sia della riduzione degli accessi e dei prezzi, sia del progressivo spostamento del traffico voce sul Mobile, e dall’altro dalla crescita continuativa dei ricavi da broadband.

Negli ultimi anni gli operatori si sono concentrati principalmente sullo sviluppo della penetrazione del broadband e sulla difesa della voce tramite l’introduzione di pacchetti “bundled” voce, banda larga e servizi, in un contesto di elevata competizione con conseguente pressione sui prezzi. All’evoluzione dell’offerta in chiave competitiva ha contribuito il consolidamento, da parte dei concorrenti, di un approccio basato sul controllo delle infrastrutture (Unbundling del Local Loop - “ULL” in primis). Inoltre i principali operatori del Fisso offrono anche servizi Mobili, anche in modalità MVO (Mobile Virtual Operators).

Relativamene alle infrastrutture, si registra come Enel Open Fiber e Infratel abbiano presentato pubblicamente piani di sviluppo di proprie reti di telecomunicazioni alternative a quella di TIM. Tali piani riguardano rispettivamente le maggiori città italiane e le aree a fallimento di mercato. In tale contesto, Infratel ha recentemente assegnato tutti i lotti del Bando 1 ad Enel Open Fiber. Lo scenario competitivo del mercato italiano delle telecomunicazioni fisse è caratterizzato dalla presenza, oltre che di TIM, di operatori quali Wind-Infostrada, Fastweb, Vodafone, Tiscali che evidenziano modelli di business focalizzati su differenti segmenti di mercato.

Nel 2016 è proseguita la migrazione di clienti di telefonia fissa verso i servizi di telefonia mobile, nonchè verso soluzioni alternative di comunicazione (Voice Over Ip, e-mail, Social Network chat) favorite sia dall’utilizzo di Internet sia dalla penetrazione della banda larga, dei PC, e di ulteriori device connessi, nonché dalla qualità del servizio.

Al 31 dicembre 2016, gli accessi fissi in Italia erano stimati in circa 20,3 milioni (inclusi gli accessi OLO Infrastructured e FWA-Fixed Wireless Access), sostanzialmente stabili rispetto al 2015. La competizione nel mercato dell’accesso ha prodotto una graduale riduzione della quota di mercato di TIM.

Per quanto riguarda il mercato Broadband, al 31 dicembre 2016 i clienti Broadband fisso in Italia si stima abbiano raggiunto un tasso di penetrazione sugli accessi fissi pari a circa il 77%. La diffusione del Broadband è spinta non solo dalla penetrazione dei PC e di altri device abilitanti (es. Smart TV) ma anche da una domanda crescente di velocità e di abilitazione a nuovi servizi over IP (Voice over IP, contenuti in particolare Video, Servizi di Social Networking, ecc.)