Menu

Focus sul Mercato Domestico - Telecomunicazioni fisse e mobili

04/08/2016 - 14:00

- + Text size
Stampa

Il contesto competitivo in cui opera Telecom Italia a livello nazionale nei settori delle telecomunicazioni fisse e mobili 

Nel corso del 2015, il mercato italiano delle TLC ha consolidato i segnali di alleggerimento della pressione competitiva basata sulla leva prezzo, già registrati a partire dalla seconda metà del 2014, attenuando il trend di progressivo impoverimento delle componenti di servizio tradizionali, prima fra tutti la voce, che ha caratterizzato gli anni precedenti.

Lo sviluppo del Broadband e dell’UltraBroadBand - in particolare Mobile, abilitato anche dall’aumento della penetrazione dei terminali di nuova generazione – ha continuato a rappresentare il principale elemento di evoluzione del mercato. Lo scenario competitivo continua ad essere caratterizzato da un lato dall’apertura del mercato TLC alla concorrenza degli operatori non tradizionali (in particolare Over the Top-OTT e produttori di Devices/Consumer Electronics), e dall’altro dalla possibilità per gli operatori di telecomunicazioni di sviluppare nuovi servizi cosiddetti “Over the Network” (principalmente in ambito IT e Media). Di conseguenza gli operatori di telecomunicazioni, oltre a far fronte alla “core competition” degli altri operatori del settore (inclusi gli Operatori Virtuali – Mobile Virtual Operators), che continua oggi a rappresentare il fenomeno di maggior impatto quantitativo sulle dinamiche di mercato, devono fronteggiare l’“invasione di campo” da parte di OTT e produttori di Device, che operano appieno nel nuovo mondo digitale sfruttando assets e logiche competitive completamente diverse da quelle dei player TLC. Nel tempo, quindi, i modelli di business tradizionali dei diversi player mutano verso nuove forme per contenere le minacce dei nuovi entranti e sfruttare le nuove opportunità:

 

Contesto competitivo nelle telecomunicazioni fisse

Il mercato delle telecomunicazioni fisse continua ad essere caratterizzato da un lato dal consistente declino dei ricavi da accesso e voce, per effetto sia della riduzione degli accessi e dei prezzi, sia del progressivo spostamento del traffico voce sul Mobile, e dall’altro dalla crescita continuativa dei ricavi da broadband; prosegue inoltre la discesa dei ricavi del segmento della trasmissione dati.

Negli ultimi anni gli operatori si sono concentrati principalmente sullo sviluppo della penetrazione del broadband e sulla difesa della voce tramite l’introduzione di pacchetti “bundled” voce, banda larga e servizi, in un contesto di elevata competizione con conseguente pressione sui prezzi. All’evoluzione dell’offerta in chiave competitiva ha contribuito il consolidamento, da parte dei concorrenti, di un approccio basato sul controllo delle infrastrutture (Unbundling del Local Loop - “ULL” in primis). Inoltre, i principali operatori del Fisso offrono anche servizi Mobili, anche in modalità MVO (Mobile Virtual Operators). Lo scenario competitivo del mercato italiano delle telecomunicazioni fisse è caratterizzato dalla presenza, oltre che di Telecom Italia, di operatori quali Wind-Infostrada, Fastweb, Vodafone, BT Italia, Tiscali che evidenziano modelli di business differenziati e focalizzati su differenti segmenti di mercato.

Nel 2015 è proseguita la migrazione di clienti di telefonia fissa verso i servizi di telefonia mobile, nonchè verso soluzioni alternative di comunicazione (Voice Over Ip, e-mail, Social Network chat) favorite sia dall’utilizzo di Internet sia dalla penetrazione della banda larga, dei PC, e di ulteriori device connessi, nonché dalla qualità del servizio.

Al 31 dicembre 2015, gli accessi fissi in Italia avevano una consistenza complessiva di circa 20,2 milioni (inclusi gli accessi OLO Infrastructured e FWA-Fixed Wireless Access), in calo rispetto al 2014. La competizione nel mercato dell’accesso ha prodotto una graduale riduzione della quota di mercato di Telecom Italia. Per quanto riguarda il mercato Broadband, al 31 dicembre 2015 i clienti Broadband fisso in Italia hanno raggiunto un tasso di penetrazione sugli accessi fissi pari a circa il 74%.  

Contesto competitivo nelle telecomunicazioni mobili

Il mercato mobile, saturo e maturo nella sua componente tradizionale dei servizi voce, ha proseguito la decrescita in termini di linee, ascrivibile alla razionalizzazione delle seconde e terze carte SIM (al 31 dicembre 2015, le linee mobili in Italia si attestano sui 92,7 milioni, in flessione di -1,7% circa rispetto al 2014 ma con un tasso ancora molto elevato di penetrazione sulla popolazione, pari circa al 152%).

Prosegue il trend di contrazione dei ricavi sulle componenti di servizio tradizionale quali voce e messaging, determinati sia dalla competizione tra operatori, sia dalla crescente diffusione delle communication apps”, che nel corso del 2015 ha però evidenziato un progressivo miglioramento rispetto ai picchi registrati nel corso del 2013 e della prima metà del 2014.

Il Mobile Broadband continua a crescere e, pur non riuscendo a compensare il calo dei ricavi da servizi tradizionali, rappresenta la principale opportunità strategica e commerciale per l’industry TLC mobile anche grazie al lancio dell’Ultra Broadband LTE. Nel 2015 è proseguita la crescita dei clienti mobile Broadband grazie allo sviluppo della componente small screen, con un tasso di penetrazione elevato sulle linee mobili soprattutto per effetto della crescente diffusione degli smartphones. Accanto a servizi innovativi già decollati e in piena fase di sviluppo, come nel caso delle Mobile Apps, vi sono diversi altri ambiti di mercato, associati allo sviluppo del Broadband Mobile, con un significativo potenziale di crescita nel medio termine, quali ad esempio l’Internet of Things ed il Mobile Payment.

Lo scenario competitivo del mercato italiano delle telecomunicazioni mobili è caratterizzato dalla presenza, oltre che di Telecom Italia, di altri tre operatori infrastrutturati focalizzati su differenti segmenti di mercato e con differenti strategie (Vodafone, Wind, H3G). Nel mese di agosto del 2015 VimpelCom e CK Hutchinson hanno peraltro annunciato di aver raggiunto un accordo per la costituzione di una joint venture paritaria tra Wind e 3 Italia, soggetta alle necessarie approvazioni regolatorie (la cui decisione dovrebbe essere resa pubblica all'inizio di settembre 2016). Accanto a questi operatori operano gli MVO (operatori virtuali), tra i quali Poste Mobile rappresenta il player di maggior rilievo, che continuano ad evidenziare significativi tassi di crescita rispetto agli operatori infrastrutturati.