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La connettività “smart” broadband della casa diventerà uno dei capisaldi per garantire non solo il necessario coordinamento, ma anche i necessari livelli di sicurezza

La “visione” di qualche anno fa si sta già realizzando e le nostre case sono proprio uno degli scenari principali di evoluzione dal mondo del Machine2Machine a quello ben più sofisticato dell’IoT (Internet of Things) fino a quello delle cosidette “smart things”. Lo scenario che abbiamo di fronte è quello di un aumento servizi per il monitoraggio e il controllo in casa e da remoto, anche attraverso il proprio smartphone; servizi per l’efficienza e il controllo nei consumi elettrici ed energetici; per il controllo della temperatura e il condizionamento; sistemi di safety (ad esempio, per fughe di gas); sistemi per la sicurezza (quali il controllo degli accessi a sistemi antiintrusione e allarme); sistemi di illuminazione, automazione e domotica; sistemi per il benessere e il “wellness”, ma anche per l’assistenza sanitaria a domicilio (il cosidetto “Ambient Assisted Living”). Ma questo scenario porta anche a una trasformazione degli oggetti di casa che da “oggetti specializzati” diventano “terminali” di un servizio che spesso sta in rete: una felice definizione li chiama “Service Avatars”; i nuovi terminali di casa:

  • sono composti da un numero crescente di sensori con collegata capacità elaborativa e di comunicazione e da device connessi;
  • sfruttano la capacità di cloud attraverso piattaforme comuni per la raccolta e l’elaborazione dei dati e non più silos di soluzioni verticali e proprietarie;
  • sono costruiti su livelli di virtualizzazione per cui spesso un servizio è anche “server” verso altre applicazioni o servizi sviluppati anche da terzi;
  • integrano  nuove interfacce uomo macchina, comprese le interfacce basate sul riconoscimento immagini e l’augmented reality;
  • progressivamente integrano feedback di tipo sociale, sia dalle classiche social networks, sia attraverso la creazione di nuove comunità di interessi e comunicazione;
  • infine sono grandi generatori di dati, e  lo sviluppo di piattaforme, protocolli e API (Application Program Interfaces) permetterà di sviluppare modelli di servizio basati sull’uso dei dati (BigData).

Ecco alcuni esempi di applicazioni ormai “commerciali” nel campo dei consumi elettrici e della sicurezza. Il progetto Energy@Home, promosso fortemente da Telecom Italia, riassume già molto bene alcuni di questi concetti in campo di connettività in casa degli elettrodomestici tra loro e verso la rete elettrica attraverso la rete broadband, allo scopo di implementare politiche automatiche di risparmio ed efficienza, per consentire un monitoraggio e controllo anche da remoto e anche un “feedback sociale” dei propri consumi rispetto a gruppi famigliari confrontabili con il proprio. Il progetto ha ormai raggiunto la disponibilità commerciale di alcuni prodotti.

Sempre su questo filone vediamo che negli USA il termostato intelligente NEST, comandato da WiFi e con la capacità di “imparare” i comportamenti degli utenti per ottimizzare i consumi di condizionamento della casa, in appena un anno dal lancio ha già superato tutte le previsioni di vendita, nonostante il prezzo (250$) non proprio “economico”.

Anche le “serrature intelligenti” sono ormai in commercio: Yale Real Living, ad esempio, è una serratura per le nostre case abilitata da NFC e cellulare (oltre che connessa al Cloud): la “chiave” per entrare in casa è un software che viene scaricato “over the air”, via rete mobile, sullo smartphone NFC.

Gabriele Elia gabriele.elia@telecomitalia.it