Cose connesse e connessioni alle cose Cose connesse e connessioni alle cose

Cose connesse e connessioni alle cose

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Oggi, gli oggetti connessi alla rete, sono più degli abitanti della terra. 

Questa quantità così vasta e inimmaginabile, quasi difficilmente comprensibile, come si trasforma in dato rilevante, concreto e persino utile per ognuno di noi?

Come si chiamano le cose connesse e le connessioni alle cose?

Si chiamano Machine to Machine, e sono note ai più con l'acronimo M2M, un nome breve per descrivere un gruppo di tecnologie che consentono ai sistemi wireless e non solo, di comunicare tra loro. L'M2M fa parte dello scenario strutturato e globale che oggi viene chiamato IoT, Internet of Things.

Stiamo parlando di Smart Cities, Smart Cars, Smart Homes, Smart Sanità, Smart Fitness e Wellness, un elenco dunque di pezzi fondamentali che compongono la nostra esistenza, preceduto da una parola semplice ma immensamente ricca di sfaccettature... smart.

Quali sono le cose più connesse in Italia?

La tecnologia di connessione prevalente è quella cellulare, all'inizio del 2013 gli oggetti connessi grazie a SIM M2M, risultano essere 6 milioni con una crescita che continua ad incrementare con un trend positivo a due cifre ogni anno.

Quando parliamo di 6 milioni di oggetti connessi via rete cellulare a quale tipo di oggetto facciamo riferimento? Si potrebbe pensare a lavatrici da programmare a distanza o a sistemi di riscaldamento con sensori che si accendono e in contemporanea ci inviano un sms.

Tuttavia, in Italia gli oggetti che oggi risultano più connessi sono i lampioni stradali, le automobili, gli ascensori e le gambling machine!



Oggi l'ambito più in crescita del mercato italiano è quello legato alle smart car con oltre 2,5 milioni di auto connesse. Il 95% sono auto con box GPS/GPRS per applicazioni di localizzazione e registrazione dei parametri di guida, anche a tutela del conducente e quindi a scopo assicurativo. 

Da M2M a C2C

Abbiamo visto come il mercato in maggiore espansione in termini di M2M sia nell'ambito applicativo dell'automotive. In questo campo si sta tuttavia definendo una rivoluzione legata non solo alla connessione tra SIM e auto ma anche tra auto e auto, nota come Car to Car o C2C. Questi servizi che fanno «parlare» tra loro le macchine lavorano per noi, per informarci su ciò che accade al dì fuori del nostro spazio visivo. Pensate a come il flusso del traffico potrebbe influire sul colore del semaforo sfruttando la sensoristica della vostra macchina. Alcune delle auto che guidiamo appartengono a case automobilistiche che stanno già lavorando per noi, per aiutarci a partecipare attivamente a questa rivoluzione che renderà quel 7%* di tempo che ogni giorno spendiamo in macchina più utile. 

Da C2C a Smart Cities

Proviamo ad inserire questo scenario ricco di opportunità e intensificato in un contesto altrettanto maggiorato: torniamo al nostro punto iniziale, l'Internet of Things e l'elenco di pezzi della nostra esistenza preceduti dalla parola smart. 



In particolare, immaginiamo di essere all'interno della nostra macchina con un sistema gps che ci indica la direzione (m2m). Ora, aggiungiamo un secondo livello di complessità, pensando che la nostra vettura possa automaticamente comunicare anche con un secondo veicolo che ci raggiunge con una velocità eccessiva (c2c).  Infine, raffiguriamoci questa scena in un contesto «intelligente» che consentirebbe ad esempio a un lampione di accendersi in prossimità del veicolo della macchina che viaggia superando i limiti e che ci sta venendo incontro.

Ecco che siamo giunti al domani, alla mobilità intelligente alle Smart Cities. Quelle città a cui stiamo già lavorando per renderle ancora più nostre ma soprattutto vostre, grazie al pacchetto Agenda Digitale Italiana sul quale abbiamo scelto di credere e investire.

*Business Intelligence Average Daily Time spent per person (aged 25-54).