Lo stato dell’Internet delle Cose Lo stato dell’Internet delle Cose

Lo stato dell’Internet delle Cose

La Ricerca dell'Osservatorio MIP

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Si è tenuto lo scorso 6 febbraio il convegno organizzato dall’Osservatorio IoT (Internet of Things) presso il Campus Bovisa del MIP di Milano per fare il punto sul tema dell’Internet delle cose.

Il quadro emerso pone l’Italia tra i leader mondiali di IoT con un mercato di 900 milioni di euro nel 2013, in crescita del 11% rispetto all’anno precedente, cifra ancora più interessente se si considera che il comparto ICT ha invece registrato una flessione del 4.3% nello stesso periodo. In Italia ci sono 6 milioni di oggetti connessi con SIM, circa 1 milioni in altre tecnologie senza fili come Zigbee, Wi-Fi ecc., ed oltre 36 milioni di smart meter elettrici. Il numero di SIM per IoT in Italia sono cresciute di 1 milione nel 2013, di queste il 60% sono per le Smart Car, che nello stesso anno hanno raggiunto i 2,5 milioni di unità, quasi tutte dotate di box assicurativo. Il numero delle Smart Car in Italia è destinato a crescere per diventare 7,5 milioni nel 2016, anche grazie al fatto che dal 2015 le auto in Europa dovranno avere il servizio di eCall (emergency Call). Importante novità sul piano tecnologico per il 2013 è la diffusione del Bluetooth 4.0 Low Energy, che diventa un potenziale enabler per rendere lo smartphone un gateway di IoT. Sul fronte delle piattaforme software IoT se ne è osservata la diffusione, e se contano venti nel 2013, tra cui quelle di Ninjablocks, Osito, Twine, Sense, SmartThings, Xively, Withings, Zonoff. In ambito Smart Home nel mercato USA compaiono le prime piattaforme (Linkafy, MiOS, Revolv) per unificare e integrare l’esperienza utente. In ambito regolatorio è critico distinguere il M2M (Machine to Machine) da IoT per le implicazioni che Internet comporta. La connettività via SIM porta sul M2M le problematiche di number portability, permanent roaming, interconnessione tra reti, ...

L’accelerazione data dall’Autorità italiana sul tema del Gas metering con la delibera 631/2013 dello scorso dicembre,  obbliga SNAM a scegliere rapidamente una soluzione di connettività per coprire il 60% dei punti di misura gas con Smart meter entro il 2018. Smart City e IoT sono strettamente legate, essendo IoT una tecnologia abilitante centrale per le città intelligenti. In Italia le applicazioni di IoT più diffuse nel 2013 sono la Gestione della viabilità, l’Illuminazione intelligente (ne sono datati 200 comuni per un totale di 400.000 lampioni smart) e la Raccolta rifiuti. All’estero si posizionano al top tra gli ambiti applicativi anche anche Smart Grid e Sicurezza. Sempre all’estero inoltre aumentano i progetti di Smart City multifunzionali, ovvero basati su “Smart Urban Infrastructure”, una piattaforma su cui si innestano 2 o 3 applicazioni, che condividono la stessa infrastruttura. Tra i modelli interessanti e innovativi di finanziamento delle Smart City, oltre al noto PPP (public private partnership), ci sono le “iniziative multicity”, che puntano ai fattori di scala tra le città.

Stanno inoltre affacciandosi al mercato piccole start up finanziate in crowdfunding che propongono piattaforme free consumer per abilitare l’IOT  come Ninjablocks che supporta multi-protocolli (WiFi, Bluetooth, ZigBee, Bluetooth LE), integra diversi dispositivi della CE già presenti sul mercato (Belkin WeMo, Philips Hue…) e ha API esposte pubblicamente per abilitare lo sviluppo di terze parti.