Le cifre italiane di Internet oggi Le cifre italiane di Internet oggi

Internet in Italia oggi

Cifre, tendenze e abitudini

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Sono passati trent’anni da quando i pionieri del CNUCE hanno posto l’Italia all’avanguardia del nascente internet. Per milioni di Italiani, la Rete oggi rappresenta uno strumento di lavoro, informazione e svago indispensabile. Volendo essere più precisi – secondo un report pubblicato da We Are Social nel gennaio 2016 – gli Italiani che si sono connessi almeno una volta a Internet nel 2015 sono stati 36 milioni, con una penetrazione sul totale della popolazione pari al 63%. Un dato inferiore a quello di Germania (89%), Francia (86%) e Spagna (77%) oltre che al dato medio generale dell’Eurozona (83%).

Per il 79% di questi 36 milioni di italiani Internet rappresenta ormai un’abitudine quotidiana, mentre il 15% di loro si connette una sola volta alla settimana, il 5% una volta al mese e, infine, l’1% meno di una volta al mese.

Un altro dato in cui l’Italia è ancora leggermente indietro rispetto ai suoi partner europei è quello che riguarda gli strumenti utilizzati dagli utenti per navigare. Laddove, infatti, in Germania e nei Paesi scandinavi, la percentuale di persone che si connette da dispositivi mobile è ormai quasi pari a quella di chi ancora si connette soltanto da desktop, in Italia il computer è ancora largamente lo strumento principale per accedere alla Rete. Ben il 79% delle connessioni italiane infatti avviene ancora da desktop, a fronte di un complessivo 21% da mobile e tablet. Inoltre gli Italiani che si connettono ogni giorno a Internet vi trascorrono, in media, circa 4 ore e 42 minuti da desktop e 1 ora e 59 minuti da device portatili.

Ma cosa fanno gli italiani online?

Per quanto riguarda i contenuti, nelle abitudini degli internauti italiani, la parte del leone la recitano i Social Network e in particolare Facebook. Sono infatti 28 milioni gli Italiani che, almeno una volta al mese, fanno visita al loro profilo sul sito di Marc Zuckerberg (17 quelli che lo visitano ogni giorno), ovvero un 47% della popolazione (nonché quasi il 70% degli Italiani connessi a Internet). In questo campo specifico l’Italia si posiziona di poco alle spalle soltanto di Francia (50%) e Spagna (48%) ma decisamente davanti alla Germania (36%).

Facebook domina incontrastato anche – se non soprattutto – negli accessi da mobile. Nella classifica delle piattaforme Social più visitate nel nostro Paese, peraltro, è seguito da altre due “properties” della stessa azienda di Palo Alto. E ovvero Whatsapp, il servizio di messaggistica acquistato due anni fa proprio da Facebook per la bellezza di 19 miliardi di dollari, e Facebook Messenger, un altro servizio di messaggistica interno però allo stesso social network. Alle loro spalle seguono Google+, Twitter, Instagram, Skype, LinkedIn, Pinterest e Vine.

Sorprendentemente, per quanto gli Italiani usino i dispositivi mobili per connettersi a Internet meno di altri Paesi europei, sono tra i primatisti assoluti nel numero di dispositivi attivi: sono infatti 50 milioni i cellulari presenti in Italia, ovvero l’85% della popolazione. Il che pone l’Italia al quarto posto tra le trenta più grandi economie del mondo, alle spalle delle sole Singapore, Spagna e Giappone.

E cosa cercano?

Un altro dato affascinante da analizzare, anche perché offre un interessante specchietto degli interessi del Paese, lo si può ricavare studiando le chiavi di ricerca più utilizzate dagli Italiani in un dato anno solare.

Detto che ormai la sola Google assorbe più del 96% delle ricerche effettuate online dagli Italiani, le parole più cercate nel corso del 2015 evidenziano come i nostri concittadini utilizzino il motore di ricerca soprattutto come porta d’ingresso per i servizi social e video. La parola più cercata in assoluto lo scorso anno è stata Facebook, seguita da YouTube e – fatto abbastanza curioso e divertente – lo stesso Google.

Per quanto riguarda fatti e personaggi, le parole cresciute maggiormente nello scorso anno offrono una panoramica sulle vicende che più hanno colpito l’immaginazione degli Italiani, come, per esempio, la scomparsa di artisti amati come Pino Daniele, parola più cresciuta in assoluto, ma anche, di fatti di cronaca tragici come quelli di novembre a Parigi e di Charlie Hebdo a gennaio.