Il futuro della rete in Italia Il futuro della rete in Italia

Il futuro della rete in Italia

Cosa ci possiamo aspettare come evoluzione tecnologica?

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Poco più di 30 anni fa, il 30 aprile 1986, dal CNR di Pisa avvenne la prima connessione a Internet in Italia. In realtà, non si trattava di Internet come lo conosciamo adesso – il World Wide Web sarebbe infatti stato inventato da Tim Berners-Lee solo nel 1989 – ma di ARPANET, l’antenato della Rete attuale. Nato come progetto dell’Advanced Research Project Agency (ARPA), un progetto finanziato dal Dipartimento della Difesa americano, ARPANET era il primo packet switching network, un sistema di comunicazione basato sulla commutazione a pacchetto attraverso il protocollo TCP/IP. Dalla sua invenzione avvenuta nel 1969 negli Stati Uniti, e per il ventennio successivo, la Rete rimase appannaggio di un network di università, e fu solo nel 1982 che venne introdotta la suite di protocolli internet TCP/IP (Transmission Control Protocol / Internet Protocol) sui quali si basa anche l’attuale Web, e architettura che rappresenta ancora lo standard per la comunicazione tre le reti di computer. Da allora, in Italia come nel resto del mondo, è iniziata quella che chiamiamo rivoluzione digitale, che ha cambiato per sempre il nostro modo di comunicare, di condividere la conoscenza e di connetterci con il mondo. E se Internet rappresenta un elemento fondamentale della nostra vita quotidiana, il suo futuro va a braccetto con il futuro del nostro Paese. Cosa ci possiamo aspettare come evoluzione tecnologica in Italia nel prossimo futuro?

Agenda digitale italiana

Si è parlato molto dell’Agenda Digitale Italiana negli ultimi mesi. Si tratta di una delle sette iniziative faro della Strategia Europea 2020, il documento che delinea strategie e obiettivi per la crescita economica nell’area Euro entro i prossimi cinque anni. Nella penisola, la Presidenza del Consiglio, il Ministero dello Sviluppo Economico, l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e l’Agenzia per la Coesione hanno fissato due obiettivi nazionali: il Piano nazionale Banda Ultra Larga e la Crescita Digitale. Per crescere a livello continentale, la strategia digitale del nostro Paese deve innanzitutto avvicinarsi alle medie europee in materia di velocità di connessione e utilizzo della Rete Internet. Questo significa innanzitutto riuscire a diffondere l’utilizzo della banda larga.
Secondo l’European Digital Progress Report (EDPR) pubblicato lo scorso 23 maggio, nel vecchio continente il 22% degli utenti Internet si connette alla Rete a una velocità di almeno 30 Mbps, quella che viene considerata banda larga veloce. Le differenze a livello continentale sono però enormi, e vedono Paesi come Olanda, Malta, Belgio e Lituania con una diffusione della banda larga veloce superiore al 95%, mentre Francia, Grecia e il Belpaese sono ferme a cifre sotto il 50%. La situazione però migliora se si guarda alla digitalizzazione della sfera pubblica: il report menziona il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) – adottato per ora in Toscana, Friuli Venezia-Giulia ed Emilia-Romagna – tra le iniziative virtuose.

Ma se i servizi pubblici digitali rappresentano l’eccellenza italiana nell’ambito dei cinque indicatori della strategia digitale europea, gli altri quattro indicatori ci vedono arrancare rispetto alla media europea.

Secondo lo scoreboard della Commissione Europea, l’Italia si piazza venticinquesima sui 28 Stati considerati; rispetto al 2015 abbiamo perso una posizione. La scarsa presenza della banda larga veloce nel nostro Paese ci vede penultimi alla voce Connettività nel Vecchio continente. Se guardiamo al capitale umano, più di due terzi della popolazione tra i 16 e 74 anni (37%) non utilizza ancora Internet regolarmente, anche se il dato è migliorato di quattro punti percentuali negli ultimi 12 mesi. A questo dato va aggiunto quello sull’analfabetismo digitale, che vede il 31% degli Italiani non ancora in possesso di quelle che vengono considerate le abilità digitali di base. Secondo il Digital Economy & Society Index (DESI), come percentuale di utilizzo di Internet siamo addirittura fanalino di coda in Europa, con un lieve incremento annuale delle attività di e-shopping e Internet banking. Il rapporto indica infatti come l’e-commerce stia crescendo, ma le imprese italiane arrancano ancora nell’implementazione di strategie di e-business.

Complessivamente, l’Italia figura nel gruppo dei Paesi Catching up – in compagnia di Spagna, Croazia, Slovenia, Romania e Lettonia – tutti sotto la media rispetto agli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea, ma che stanno attuando politiche per avvicinarsi alle nazioni virtuose.

Orizzonti

Se guardiamo al futuro, le sfide non mancano. I piani sui quali l’Italia deve lavorare sono sostanzialmente due: quello delle competenze digitali e quello delle infrastrutture. Per quanto riguarda le prime, le linee di azione del Governo per il 2016 prevedono il consolidamento delle competenze digitali che permetteranno a cittadini e imprenditori di sfruttare il potenziale offerto da nuove tecnologie come i Big Data, l’Internet of Things, il Cloud Computing e i Social Media. Nella roadmap del Governo, c’è la redazione della versione italiana del framework europeo delle competenze digitali (DIGCOMP) entro il prossimo luglio, con inizio della sperimentazione entro il prossimo dicembre.

L’innovazione e il futuro della Rete in Italia non riguardano però solo la sfera politica. Un ruolo fondamentale lo giocano soprattutto le grandi aziende che si occupano di Internet e connettività nel nostro Paese. Dal canto suo, Telecom Italia/TIM ha le idee chiare sulle tappe da percorrere per continuare sulla strada dell’innovazione digitale. È prevista una maggiore diffusione della banda larga – di cui TIM è attualmente il maggior fornitore nazionale – via fibra ottica e via 4G+ per la connettività via mobile. Per un web che ha visto la recente esplosione di contenuti video e live streaming, la disponibilità di una connessione veloce, anche da dispositivi mobili, è fondamentale. A livello infrastrutturale questo avverrà grazie a Content Delivery Networks e Antenne Smart, che appunto garantiranno sempre più banda ovunque nel territorio italiano. Per migliorare gli standard del futuro, TIM sta sviluppando con altre aziende di telecomunicazioni il 5G, una connessione superiore ai 5 Gigabit al secondo e circa 100 volte più veloce all’attuale navigazione via mobile. Sarà attiva dal 2020 e permetterà la connessione di più dispositivi contemporaneamente, con collegamenti stabili e minor consumo di batteria. Questa tecnologia permetterà un utilizzo ottimale dei video in streaming ad alta definizione, oltre che un passo di avvicinamento verso l’Internet of Things, scenario che prevede un esponenziale aumento dei dispositivi connessi ad Internet.

All’orizzonte c’è anche la rete unica, un ecosistema di telecomunicazioni e internet che confluiscono verso uno scenario ALL-IP dove tutti i servizi di comunicazione vengono forniti su reti IP fisse e mobili. In altre parole, Internet sarà la base di ogni tipo di comunicazione, anche quelle “tradizionali”. Lo scenario è quello di un’unica rete “aperta”, nella quale l’offerta e l’utilizzo di applicazioni e servizi sarà libera attraverso ogni tipo di dispositivo. Le reti e i contenuti saranno virtualizzati nel processo di Network Functions Virtualisation, che prevede lo spostamento sul cloud di funzionalità di controllo e di servizi di Rete. Non solo storage e server quindi, ma anche le funzioni di rete diventeranno virtuali, trasformando così il software in un elemento indipendente dall’hardware.

Entro il 2018, TIM prevede la copertura del 98% della popolazione con una rete mobile LTE di quarta generazione, mentre l’84 % degli Italiani sarà coperto con una connessione ad alta velocità da rete fissa in fibra ottica (di cui circa il 20% con tecnologia FTTH).

La rete IP e gli accordi con Sky, Mediaset e Netflix trasformeranno la TV tradizionale in un medium interattivo, connesso alla Rete tramite fibra ottica. Il video streaming in 4K si presenta come la naturale evoluzione di TIM Vision, servizio di contenuti video in full HD per rete fissa e mobile.

I prossimi anni saranno ricchi di cambiamenti: entro il 2020 le novità in campo tecnologico e di connettività saranno importanti e richiedono un impegno comune di tutti gli attori della scena digitale italiana per il raggiungimento degli obiettivi che ci permetteranno di avvicinarci agli standard europei.