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Banda Ultra Larga: facciamo chiarezza

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Quando si parla di connettività a banda larga è ancora molto facile fare confusione. Se ne discute tutti i giorni sui giornali, sui siti che si occupano di tecnologia, nei convegni a sfondo tecnico, economico, politico. E per quanto stia crescendo la confidenza del pubblico con questa tecnologia, molto spesso entrano in gioco termini specialistici, diverse valutazioni delle varie modalità di erogazione del servizio, criteri di misurazione delle performance non comparabili.
E’ proprio nell’area grigia dei tecnicismi e nei diversi criteri utilizzati per divulgare i dati che è possibile imbattersi in informazioni non corrette, finendo per rendere complesso il compito di chiunque intenda approfondire il tema.
In TIM abbiamo sempre avuto lo scrupolo di utilizzare e divulgare dati numerici non solo verificati con rigore, ma anche trasparenti e confrontabili. Lo abbiamo fatto proprio per venire incontro all’esigenza di massima chiarezza sullo stato della rete a banda larga nel nostro Paese, sugli investimenti compiuti e verificati, sul livello di copertura, e su tutti gli elementi necessari per avere un quadro corretto della situazione attuale e delle prospettive future.

Le reti di nuova generazione

Uno dei temi più presenti sui media nazionali, per esempio, è quello che riguarda gli investimenti nelle reti di nuova generazione. Nel suo ultimo piano industriale, TIM ha confermato il suo impegno per recuperare il gap digitale del Paese con investimenti fino a 12 miliardi in tre anni (2016-2018), dei quali oltre 4,5 saranno dedicati allo sviluppo della Banda Ultra Larga fissa e mobile.

Ma cosa intendiamo per Banda Ultra Larga? Intendiamo tutte le tecnologie di rete che permettono di offrire connettività da 30MBit/s fino a oltre 1GBit/s. Per ottenere queste velocità di connessione è possibile utilizzare tre tecnologie distinte:

·         FTTCab - Fiber to the Cabinet (fibra fino agli armadi), con velocità attualmente fino a 100 Mbit/s, che con l’evoluzione tecnologica in corso potranno presto arrivare fino anche a 200 Mbit/s;

·         FTTB – Fiber to the Building (fibra fino agli edifici), con velocità da 100Mbit/s a 1 GBbit/s

·         FTTH – Fiber to the Home (fibra fino agli appartamenti), con velocità che potranno raggiungere, e in futuro superare, 1 GBit/s

Col suo Piano Industriale 2016-2018 TIM si è assunta l’obiettivo di coprire con reti ultrabroadband l’84% delle abitazioni entro fine 2018, posando quasi 18 milioni di chilometri di fibra ottica. Ad aprile 2016, la copertura ha raggiunto il 44% delle case degli italiani. Inoltre, con la Banda Ultra Larga mobile 4G TIM ha oggi raggiunto 6.250 comuni, pari a oltre il 91% della popolazione e con l’obiettivo di raggiungere circa il 98% entro il 2018.

FTTCab e FTTH : una scelta strategica

Per portare la Banda Ultra Larga più velocemente alla più ampia parte della popolazione, aziende incluse, TIM ha scelto di adottare prevalentemente la tecnologia Fiber to the Cabinet – FTTCab. Come abbiamo visto, si tratta di una rete ibrida fibra ottica/rame che consente di erogare velocità ad oggi fino a 100Mbit/s, e presto fino a 200Mbit/s.

La tecnologia FTTCab è in linea con gli obiettivi fissati dall’Agenda Digitale Europea e ci permette di coprire più rapidamente con la Banda Ultra Larga il maggior numero di clienti, consentendo loro di sfruttare da subito i servizi che richiedono connessioni più veloci, e che consumano crescenti quantità di dati – come per esempio lo streaming video in alta definizione. L’FTTCab infatti consente  tempi di sviluppo più veloci e costi più contenuti, perché sfrutta in parte la rete già esistente.

La fibra posata per FTTCab sarà inoltre utile anche per la fase successiva di sviluppo FTTH, che è già stata avviata nelle principali aree del Paese, le prime che già da anni sono collegate con  FTTCab e caratterizzate da una forte domanda di servizi ultrabroadband.

E’ proprio grazie a questo importante piano di sviluppo FTTCab e FTTH che il piano per la Banda Ultra Larga sta procedendo al ritmo di 250 chilometri di cavi di fibra posati ogni ora.

La collaborazione con altri soggetti pubblici e privati

Una sfida strategica per il Paese come la digitalizzazione delle famiglie e delle imprese richiede la massima collaborazione tra tutti i soggetti, pubblici e privati. TIM ha sempre garantito il suo sostegno a tutte le iniziative miranti a conseguire questo obiettivo. Naturalmente una buona parte della partita si gioca sul terreno del libero mercato, dove le regole della competizione devono essere eque tra i soggetti che lo contendono.

Sul tema delle nuove infrastrutture vogliamo competere ad armi pari. Quindi, chiederemo equivalence, cioè parità di accesso alle infrastrutture esistenti, che sono strategiche per la realizzazione delle nuove reti, coerentemente con la normativa vigente.

L’impegno di TIM per la digitalizzazione del Paese

TIM ha costruito e sta sviluppando le reti di telecomunicazioni in Italia non solo con ingenti investimenti, ma anche con competenze che non è possibile improvvisare né acquisire rapidamente. Da sempre, inoltre, è riconosciuto anche a livello internazionale il nostro sforzo per la ricerca e l’innovazione nelle tecnologie digitali.

Abbiamo guidato alcune tra le più grandi innovazioni nel settore dell’Information & Communication Technology a livello mondiale, come il formato di compressione audio/video MPEG, che per primo ha permesso l’invio sulle reti IP di contenuti multimediali, le prime sperimentazioni per la trasmissione di dati su cavi ottici, e molte altre. Senza investimenti in ricerca, senza la capacità di pianificare e progettare per gli anni a venire, senza le opportune conoscenze in un settore in rapida evoluzione, non è possibile garantire al Paese una reale prospettiva di crescita delle infrastrutture digitali per le presenti e le future generazioni.