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Cosa succede se arriva il G7

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Per la sesta volta dalla creazione del summit, l’Italia è alla Presidenza del G7, il gruppo delle principali economie industrializzate del quale fa parte, come membro non enumerato, anche l’Unione Europea.  
L'origine del G7 risale al 1975, quando il Presidente francese Valéry Giscard d’Estaing invitò i Leader della Repubblica federale tedesca, Regno Unito, Italia,  Stati Uniti e Giappone a Rambouillet per discutere della crisi economico-finanziaria successiva allo shock petrolifero del 1973-1974. 
In quei colloqui emersero le caratteristiche che contraddistinguono ancora oggi questo summit: senso di informalità tra Leader; schiettezza del dialogo; trattazione dei grandi temi di attualità internazionale; intimità della location del Vertice; presenza di funzionari di fiducia dei Capi di Stato e di Governo (i così detti “Sherpa”); brevità dell’incontro; sottoscrizione di una dichiarazione congiunta contenete impegni politici di alto livello.
L’anno successivo, il 1976, il Presidente americano Gerald R. Ford convocò il secondo incontro, a Portorico, e in tale occasione il Canada entrò formalmente nel gruppo. Di qui il nome di Gruppo dei Sette o G7.
Tornando al 2017, durante l’anno diverse città italiane hanno ospitato, o ospiteranno, le riunioni ministeriali, a cui partecipano i ministri dei governi del G7 competenti sulle materie oggetto degli incontri. 
Le prossime tre riunioni si terranno a Torino: il 25-26 settembre, su Industria e ICT; il 28-29 settembre, sulla Scienza; il 30 settembre -1 ottobre sul Lavoro.
Si è già svolto, il 26 e 27 maggio scorso, il Vertice dei Capi di Stato e di Governo del Gruppo, a Taormina.
Summit politici e, in generale, grandi eventi, come l’Expo o le Olimpiadi, sono spesso occasione di dibattito sui pro e contro dell’esserne gli organizzatori. Per la località che li ospita sono un’opportunità per attirare risorse e attenzione, con la creazione o il potenziamento di infrastrutture che restano poi per la comunità del luogo, ma sono anche, in tempi difficili come i nostri, una sorta di stress test.
Prendiamo proprio il caso di Taormina e vediamo cosa abbiamo fatto noi in occasione del Vertice  del G7.
In estrema sintesi: potenziamento delle infrastrutture fissa e mobile, attivazione dei nuovi servizi, realizzazione di piattaforme avanzate di ICT,  con un investimento di oltre 3 milioni di euro-, per dare agli organizzatori del G7 e a tutti i cittadini un sistema di telecomunicazioni all’avanguardia.  
Ecco i dettagli.
A novembre dello scorso anno avevamo iniziato i lavori per la posa della fibra che avrebbe collegato 34 armadi stradali alle rispettive centrali e raggiunto circa 6.300 unità immobiliari fra cui 16 sedi della Pubblica Amministrazione (scuole, istituzioni, forze dell’ordine,..)
L’attività rientra nell’ambito del Progetto BUL - Banda Ultra Larga -  perché abbiamo vinto il  Bando Infratel per la Regione Siciliana per realizzare la rete in fibra in 142 comuni. Investimenti previsti: oltre 106 milioni di Euro, di cui 73 milioni di fondi pubblici messi a disposizione dalla Regione e 33 milioni stanziati da TIM.
Realizzate le infrastrutture ottiche “passive”, in grado di portare servizi innovativi per  cittadini, imprese e pubblica amministrazione, Taormina ha, per così dire, messo il turbo e a maggio abbiamo attivato sulla rete fissa e su quella mobile  prestazioni evolute, anticipando leggermente i tempi rispetto al normale piano di implementazione dei servizi una volta create le infrastrutture.
Rete fissa: Taormina è rientrata fra i circa 1.300 comuni, sui circa 1.900 raggiunti dalla nostra fibra, in cui sono attivi i servizi a banda ultralarga in tecnologia FTTC (fiber to the cabinet) con velocità fino a 200 Megabit grazie all'upgrade tecnologico che stiamo progressivamente portando nei comuni raggiunti dalla nuova rete.
Abbiamo anche creato collegamenti dedicati, sempre in fibra, con circuiti a 1Gbps necessari per i segnali video e gli accessi alla rete per le molte delegazioni presenti negli hotel e nelle sale convegni.
Cloud: abbiamo realizzato l’infrastruttura in cloud computing del portale dell’eventoper la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Rete mobile: abbiamo attivato la rete 4.5G,  con  velocità di navigazione in mobilità di 500 Megabit. Velocità che da luglio, a Taormina e in altri 6 grandi comuni, è aumentata fino a 700 Megabit, con i device abilitati. 
Anche la rete 3G e la rete 4G sono state potenziate con interventi sui siti e l’uso di Small Cells, antenne di dimensioni ridotte e a basso impatto ambientale che hanno la capacità di irradiare il segnale anche in ambienti difficilmente raggiungibili dalle normali stazioni radio base. La vecchia frase “non c’è segnale” o “qui non prende” non vale più non solo per  Taormina ma anche lungo l’autostrada generalmente utilizzata per raggiungerla, la A18 Messina-Catania, gallerie comprese.

Il servizio Public Safety LTE

In Sicilia siamo abituati a vedere nel cielo estivo i canadair fare la spola fra mare e terra per spegnere gli incendi. Ma a maggio nel cielo di Taormina si son visti volare i droni, insieme agli elicotteri, per la videosorveglianza. Fa parte di Public Safety LTE"  il pacchetto di servizi di Pubblica Sicurezza di rete fissa e mobile per le Questure di cui siamo unico partner tecnologico.  

Usando la rete mobile LTE  gli agenti  possono inviare, tramite un’APP dedicata, riprese video ad alta qualità verso la centrale operativa, sfruttando la tratta in uplink con capacità fino a 50 Mbit/s con smartphone di ultima generazione e videocamere con encoder specializzati.
E' possibile mandare a ogni Questura sino a 12 flussi video in contemporanea.  I video vengono raccolti in tempo reale, visualizzati sulla console WEB di LTE PS, localizzati su mappa geografica  e integrati con la soluzione ICT per i flussi  provenienti da telecamere fisse.
Previsti anche meccanismi di Push to Talk per la  comunicazione diretta tra gli agenti in modalità Walkie Talkie e chat privata e di condivisione immagini fra centrale operativa e gli agenti in campo.
Il servizio oggi è nelle Questure di Milano, Roma, Napoli, Bari, Torino, Bologna, Palermo, Catania e Taormina . E’ stato usato per la prima volta nel 2014 per il  Semestre Europeo, e poi Expo 2015,  Giubileo 2016, … fino al recente G7.

A G7 finito ai Taorminesi resta la possibilità di utilizzare servizi come la telepresenza, la videosorveglianza, i servizi di cloud computing per le aziende. E hanno provato un modello di città intelligente con una amministrazione locale dotata di servizi di sicurezza e  monitoraggio del territorio, l’info-mobilità e le reti sensoriali per il telerilevamento ambientale.

C'è anche di buono che si tratta di tecnologie non intrusive e apparati mobili, così da non modificare il fascino senza tempo di questo luogo.   

Here the past is so much stronger than the present, that one seems remote like the immortals, looking back at the world from their otherworld.

D H Lawrence, 1920