Tra Big Data e design Tra Big Data e design

La trasformazione digitale passa dall'Open Innovation

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Quasi sempre, quando parliamo di Internet, siamo distratti dalle interfacce, i cosiddetti front end, che si contendono la nostra attenzione rivoluzionando i rapporti tra le persone, ma anche sconvolgendo gli equilibri dell'industria dei media.

In questo modo però perdiamo di vista un elemento centrale. La vera trasformazione dell'esperienza utente accade dietro il velo di queste interfacce, là dove si trovano tutti i mattoni che costruiscono, di fatto, il cuore delle piattaforme.

E nonostante la tendenza, dura a scomparire, a costruire sistemi chiusi proprietari, le vere opportunità della transizione digitale risiedono proprio nella natura collaborativa di queste piattaforme, nella loro apertura, in quella che chiamiamo sempre più spesso "Open Innovation".

Ed è stata proprio la openness degli ecosistemi in Rete il filo conduttore di "Digital Transformation Experience", la giornata organizzata a Milano da TIM nell'ambito della Milano Digital Week, che si è chiusa nell'ultimo weekend di Febbraio.

Durante la giornata, abbiamo condiviso i percorsi di  trasformazione digitale intrapresi da imprese appartententi ai più diversi mercati verticali ma anche dalle amministrazioni pubbliche. Scoprendo le sfide, spesso molto diverse, poste da ciascuno degli ambienti investiti dal cambiamento in atto, e discutendo insieme le possibili soluzioni.

Il piano digitale per il Comune di Milano si basa su 4 pilastri: l'infrastruttura, i servizi, l'educazione digitale, le competenze digitali.

Roberta Cocco, Assessore alla Trasformazione digitale e Servizi civici del Comune di Milano

Ed è stato fatalmente quello dell'educazione al digitale, da realizzare nelle scuole, nelle università ma anche verso i cittadini, per rendere sempre più permeabili le pratiche pubbliche e collaborative, il tema ricorrente di questa iniziativa.

"Per il suo ruolo TIM ha una vocazione centrale nella transizione digitale - le ha fatto eco Ilaria Potito, responsabile di TIM WCAP - Il lavoro che stiamo portando da anni con TIM Open, la nostra piattaforma che permette agli sviluppatori di utilizzare le nostre capability di rete per realizzare soluzioni "profonde" per le imprese italiane, ne è la testimonianza più tangibile". 

La stessa "storia" di Working Capital, la rete degli hub di innovazione realizzata da TIM a Roma, Milano, Bologna e Catania, racconta di un percorso flessibile, capace di cogliere tempestivamente le trasformazioni del contesto. Dopo aver trascorso i primi anni soprattutto a diffondere la cultura digitale, e aver successivamente promosso un vasto programma di accelerazione a vantaggio della migliore imprenditoria giovanile italiana, oggi le quattro sedi di WCAP sono veri e propri luoghi in cui le giovani imprese digitali realizzano soluzioni per il mercato, direttamente a contatto con le linee di business di TIM.

La sensazione è che, come ci ha ricordato Leonardo Mangia di Sopra Steria nel suo intervento, non è più il tempo delle grandi aziende che fanno da "chioccia" per imprese che non avrebbero altrimenti la forza per spiccare il volo. Siamo, semmai, nell'economia della API, le interfacce di programmazione che permettono alle applicazioni di aziende già avviate di dialogare con i grandi servizi cloud, i database, le capability come la presence, la location, le infrastrutture che offrono sicurezza dei dati a norma che solo un grande operatore di telecomunicazioni può offrire.