Verso una società always on, sempre connessa Verso una società always on, sempre connessa

Verso una società always on, sempre connessa

Un'indagine di Ericsson mostra un futuro con case robotizzate, smartphone al posto del portafoglio e bambini incapaci d'immaginare oggetti non collegati alla Rete

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Tra i trends tecnologici del futuro, sebbene già presenti nel 2015 o in fase di sviluppo, trovano spazio anche mappe stradale sempre più interattive, video solo online, mail criptate, impronte digitali al posto delle password e indumenti che consentono di interagire con gli altri solo utilizzando le onde celebrali.

Marty McFly, protagonista di Ritorno al Futuro, nel 1985 viaggiava nel tempo fino al 2015. Questa, in estrema sintesi, la trama del secondo film della saga. Il 2015 descritto in quel film, tuttavia, era molto diverso dalla nostra attualità: auto volanti, cartelloni pubblicitari olografici, indumenti autopulenti e skateboard a lievitazione magnetica. Niente di esistente nel nostro presente, ma si tratta pur sempre di una pellicola di fantascienza. La tecnologia odierna è fatta di strumenti ben diversi, come rivela una ricerca di Ericsson dal titolo “10 Hot Consumer Trends for 2015 and beyond” che si spinge fino a immaginare come sarà il mondo nel 2020.

La tv solo online e robot in ogni casa

Lo studio, realizzato dall’Ericsson ConsumerLab, ha interessato ben 85 milioni di persone, di età compresa tra i 15 e i 69 anni, in possesso di uno smartphone e residenti in ogni angolo del globo (Johannesburg, Londra, Città del Messico, New York, Mosca, San Francisco, San Paolo, Shanghai, Sydney e Tokyo). Il presente e il futuro descritto dalla ricerca è fatto di domotica, abiti intelligenti (wearable technology) e smartphone usati per pagare beni e servizi. Il numero di fruitori di video in streaming sta crescendo in maniera esponenziale e potrebbe superare presto quello di coloro che guardano la tv in maniera “tradizionale”. Il sorpasso è già avvenuto nella fascia di età tra i 16 e i 45 anni. I consumatori, entro il 2020, vorrebbero case altamente tecnologiche, dotate di sensori capaci di segnalare problemi e guasti elettrici e idrici, ma anche robotizzate (il 64% degli intervistati), ossia con automi da utilizzare per fare i lavori domestici, specialmente lavare, cucinare e…aiutare i figli a fare i compiti.

Uno smartphone al posto del borsellino e i vestiti per comunicare

Entro il 2020, la maggior parte delle persone intervistate da Ericsson ConsumerLab (40%) vorrebbe indumenti da usare come un telefonino, al fine di comunicare con gli altri attraverso il solo pensiero. In fatto di smart cities vorrebbero mappe ancora più interattive e precise (soprattutto per evitare ingorghi), mentre in termini di privacy il 56% dei "consumatori" desidererebbe mail e chat criptate (e il 53% preferirebbe utilizzare le proprie impronte digitali al posto delle password). Il 48% degli intervistati desidererebbe lasciare a casa il portafoglio e pagare attraverso lo smartphone e l’80% ritiene che entro il 2020 ogni oggetto potrà essere acquistato così.

Entro il 2020 nessun bambino riuscirà a immaginare un oggetto non connesso al Web

Quasi la metà delle persone intervistate ritiene che, entro il 2020, i bambini non riusciranno a immaginare un mondo non “always on”, ossia dove tutti gli strumenti e gli oggetti siano sempre collegati alla Rete. Un po’ come i ragazzini che Marty McFly incontra in un bar nel 2015 di Ritorno al Futuro II che guardano il protagonista in maniera perplessa quando scoprono che è un campione dei videogiochi dove bisogna usare le mani e non la mente.