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Secure-K

Il sistema operativo criptato su chiavetta USB

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Un sistema operativo interamente racchiuso in una chiavetta USB, compatibile con ogni computer. Secure-K, creato dall’azienda anglo-italiana Mon-K Data Protection, rappresenta un passo avanti nel concetto stesso di mobilità, visto che file, dati, foto, video, programmi e quant’altro non sono più all’interno di un solo computer o archiviati nei cloud, ma in una chiavetta USB che si può inserire in qualunque computer.

L’aspetto più importante, però, è che l’intero sistema operativo è cifrato, garantendo sicurezza “di livello militare” per chat, mail e navigazione Internet. Tutte le chiamate e le conversazioni fatte utilizzando Secure-K saranno quindi criptate: “È un dispositivo che rende la vita più facile, garantendo il controllo dei dati, anche quelli trasmessi in rete, e consentendo di proteggere la propria privacy ai livelli di un esperto di sicurezza” spiega il fondatore di Mon-K Paolo Ferrari.

Sicurezza in ogni situazione

A essere cifrate, però, non sono solo le comunicazioni, ma anche tutti i file contenuti all’interno del sistema operativo. Anche in caso di furto i documenti rimangono al sicuro, perché per sbloccare la chiavetta è necessario inserire un codice personalizzato. Al decimo tentativo vano di inserimento, la chiavetta si blocca e non è più possibile accedere ai dati.

La sicurezza è garantita anche in caso di smarrimento: è sufficiente comprare un’altra Secure-K per poter scaricare tutti i propri dati dal cloud in cui sono automaticamente archiviati sempre in forma criptata, grazie alla soluzione DigitalArx, in modo che nemmeno gli informatici di Mon-K potranno accedere ai dati contenuti nel sistema operativo.

Secure-K sarà disponibile a partire da ottobre 2016
e dovrebbe fornire agli utenti tutti gli strumenti cifrati per le comunicazioni, un browser Internet anonimo e una serie di prodotti per l’ufficio. La chiavetta sarà disponibile in quattro versioni che vanno dagli 8 ai 64 gigabyte, mentre ancora non è stato annunciato quale sarà il prezzo di questi dispositivi.

La diffusione della crittografia

La diffusione di sistemi operativi cifrati anche per utenti privati è la logica risposta all’attenzione sempre maggiore che si dà alla sicurezza delle proprie comunicazioni, soprattutto dopo i tanti casi di spionaggio che sono emersi negli ultimi anni e la decisione di alcune grandi società o software (come iMessage di Apple o WhatsApp, di proprietà di Facebook) di seguire la linea tracciata da applicazioni come Telegram e proteggere le comunicazioni. Un sistema operativo come Secure-K, inoltre, dovrebbe anche impedire agli hacker di infettare i computer con i famosi “ransomware”, i virus che prendono possesso dei nostri file per poi chiederci un vero e proprio riscatto.

Le sempre maggiori possibilità di cifrare le nostre comunicazioni, però, portano non poco nervosismo tra i governi, che temono di veder menomata la loro capacità di spiare e monitorare i movimenti, per esempio, di appartenenti a gruppi terroristici (che in effetti sono stati tra i primi a scoprire le virtù di Telegram). Per questa ragione le agenzie di sicurezza tendono a fare pressioni sulle società affinché inseriscano in sistemi di questo tipo delle backdoor, dei veri e propri “ingressi sul retro” che consentirebbero alle forze dell’ordine di accedere ai dati in caso di necessità; ma che allo stesso tempo comprometterebbero inevitabilmente la sicurezza generale del sistema.