Roma Capitale dei droni Roma Capitale dei droni

Roma Capitale dei droni

Si terrà il prossimo 12 novembre “Roma Drone Conference”, manifestazione dedicata agli APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto)

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Nel corso dell’iniziativa ampio spazio sarà dato alla necessità di nuove e più efficace normative volte a limitare il fenomeno dei cosiddetti “droni pirata”, aeromodelli che non rispettano le “no fly zone”, come i siti nucleari, gli aeroporti e i centri urbani.

Può un drone sorvolare una centrale nucleare? Un aeroporto? Un importante monumento? No, non potrebbe. Però le regole in materia, in Italia e nel resto del mondo, sovente non sono rispettate da chi pilota questi elicotteri in miniatura.

Il caso francese

Stando al quotidiano francese Liberation, nel solo mese di ottobre sono stati avvistati centinaia di droni non identificati sorvolare ben 13 centrali nucleari transalpine. Eppure queste aree sono classificate come “no fly zone” e non solo per i cosiddetti APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto), ma per qualsiasi mezzo volante. Secondo il quotidiano francese bisognerebbe trovare un sistema per abbattere i droni che non rispettano le regole di volo. Operazione non certo banale, anche perché il numero di APR in circolazione sta crescendo esponenzialmente.

Roma Caput Droni

Le regole di volo per gli APR saranno uno dei temi principali di “Roma Drone Conference”, in programma il 12 novembre presso il centro congressi dell’Atahotel Villa Pamphili. Il titolo specifico del panel sarà “Droni, volare sicuri. Nuove polizze assicurative e nuove norme di sicurezza del volo”.  La conferenza sarà suddivisa in due sessioni. Nel corso della prima appassionati ed esperti, provenienti da tutto il mondo, parleranno della necessità di nuove e più efficaci normative per rendere ancora più sicure le operazioni di volo degli APR. Sarà presentata in anteprima la mappa italiana delle “no fly zone” per i droni, consultabile online dai piloti di droni prima e durante i voli dei propri aeromobili. La seconda, invece, sarà dedicata alle nuove assicurazioni appositamente pensate per gli APR. “Soprattutto in ambito professionale – ha dichiarato alla stampa Luciano Castro, presidente di Roma Drone Conference - queste macchine radiocomandate devono essere considerate veri aeromobili, con tutti gli oneri relativi al loro impiego. La diffusione di piccoli droni per attività amatoriali, inoltre, impone che i neo-piloti siano consapevoli delle regole del volo e anche dei numerosi divieti di sorvolo presenti sul territorio nazionale”. 

Occorre sottolineare, tuttavia, che la maggior parte dei piloti di droni rispetta le normative e, anzi, presenta alle autorità preposte il piano di volo prima del decollo dell’APR, attendendo l’ok, come previsto dal regolamento. Eppure, come palesatosi recentemente in Francia, il numero dei cosiddetti “droni pirata” è in continua crescita. Un problema che gli Stati non possono certo ignorare.