Pagamenti elettronici e Big Data per combattere l’evasione fiscale Pagamenti elettronici e Big Data per combattere l’evasione fiscale

Pagamenti elettronici e Big Data per combattere l’evasione fiscale

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Strumenti tecnologici e lotta all’evasione, continua il dibattito all’interno del progetto ministeriale Agenda Digitale: favorire l’innovazione e la crescita per ottenere vantaggi socio-economici sostenibili grazie a un mercato digitale unico.

Tracciati, regolari, tassati e soprattutto ricchi di informazioni utili su cui basare gli studi per lo sviluppo di strumenti innovativi per la lotta all’illegalità: sono i pagamenti virtuali, il sistema perfetto che il Governo oppone al riciclaggio di denaro.

Eliminare il denaro contante, anche per i piccoli pagamenti, con una rete capillare di dispositivi adibiti al pagamento elettronico. E’ così che il Governo, all’interno del progetto Agenda Digitale, cerca di contrastare con forza l’emorragia dell’evasione fiscale, grazie anche alla mole di informazioni, i Big Data, acquisibili tramite la tracciatura dei pagamenti. Dati che, una volta analizzati, avrebbero un ruolo centrale nello sviluppo di nuove tecnologie da opporre al riciclaggio di denaro. Un messaggio chiaro, sottolineato dalle parole di Roberto Moriondo, rappresentante delle Regioni presso l’Agid.

Gli obiettivi

Negli Stati Uniti è possibile pagare ovunque tramite un dispositivo elettronico: carte di debito, carte di credito, Mobile Payment, sono solo alcune delle alternative a disposizione dei consumatori, ormai abituati a non disporre di denaro contante. Da qui nasce l’idea di tracciatura completa dei pagamenti discussa in una delle sessioni di condivisione di Agenda Digitale. Il rappresentante delle Regioni, Moriondo, ha spiegato come veicolare i comportamenti virtuosi dei cittadini che nei prossimi anni dovranno essere abituati a saldare le proprie spese in modo virtuale. Perché ciò accada è necessario innanzitutto dotare gli esercizi commerciali di strumenti tecnologici all’avanguardia, e quindi spingere i consumatori a seguire le linee guida di un progetto che, grazie ai Big Data raccolti dai POS, potrà mettere le basi per aumentare il livello di sicurezza e controllo verso comportamenti fraudolenti.

Un esempio europeo da seguire

In Europa, la lotta all’evasione fiscale tramite strumenti di pagamento elettronico è iniziata da tempo. Sono i dati raccolti dall’Agid a dirlo: in Italia vengono effettuati solo 31 pagamenti annui pro-capite con carta di credito, al contrario di quanto accade, ad esempio, in Francia e Regno Unito, rispettivamente con 140 e 175 pagamenti all’anno. Lontana anche la media europea, che fa registrare 93 virtual payment a persona nei 12 mesi solari. Anche le imprese non sorridono: in Italia sono meno del 40% quelle che possono contare su POS all’interno dei propri locali, a differenza del Regno Unito, in cui la quasi totalità delle aziende è dotata di dispositivi elettronici di pagamento. Un esempio virtuoso da cui prendere spunto per creare un clima socio-economico all’insegna della legalità e della trasparenza a beneficio dell’intera popolazione.