Le opere d’arte distrutte dall’Isis ricostruite con una stampante 3D Le opere d’arte distrutte dall’Isis ricostruite con una stampante 3D

Le opere d’arte distrutte dall’Isis ricostruite con una stampante 3D

Il progetto è stato recentemente presentato al Maker Fair di Roma 

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Sfruttando le potenzialità di BigDelta, la stampante 3D più grande al mondo, l’associazione “Incontro di civiltà”, assieme a numerosi partner, vuole realizzare delle riproduzioni in scala 1 a 1 dei tesori iracheni e siriani ridotti in cenere dallo Stato Islamico.

Il leone di Alat presso l’ingresso monumentale di Palmira e il toro alato della città Assira di Nimrud: queste sono solo due delle tantissime opere d’arte distrutte dall’Isis nei territori siriani e iracheni. Ricostruire e restaurare questi preziosi tesori archeologici è impossibile, sono stati letteralmente ridotti in cenere, ma le nuove tecnologie possono, in qualche modo, riportarli alla luce. Come? Utilizzando BigDelta, la stampante 3D più grande al mondo.

Un progetto dell’associazione “Incontro di civiltà”

L’idea è semplice: restituirà alla collettività i tesori demoliti dall’Isis realizzandone copie identiche, in scala 1 a 1, attraverso l’impiego di BigDelta, una gigantesca stampante 3D ideata dall’italiana WASP. Presentato pochi giorni fa alla terza edizione del Maker Faire di Roma, questo progetto porta la firma dall’associazione “Incontro di civiltà”, presieduta dall’ex Ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli, in collaborazione con la stessa WASP (World’s Advanced Saving Project) di Ravenna, il consigliere per l’Innovazione della Presidenza del Consiglio Riccardo Luna, l’archeologo Paolo Matthiae e la Fondazione Terzo Pilastro. Proprio Rutelli, nel corso della manifestazione capitolina, ha dichiarato che, nel giro di pochissime settimane, saranno presentate al pubblico due opere distrutte dall’Isis in Iraq e in Siria.

Un messaggio allo Stato Islamico

Il progetto è ancora in fase embrionale, ma ha già ricevuto il sostegno dell’Unesco, attraverso la campagna “Unite4Heritage”. Irina Bokova, Direttore Generale dell’United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, si è detta entusiasta dell’iniziativa ed è pronta a sostenerla anche economicamente. “Il primo passo – ha spiegato Massimo Moretti, inventore di BigDelta – è studiare nel dettaglio l’opera rasa al suolo attraverso immagini e filmati digitali. Quindi ricostruirla grazie alla stampante 3D più grande al mondo. Sarebbe interessante usare, ove possibile, i materiali originali per realizzare queste riproduzioni. Come? Semplice: riutilizzando le polveri degli oggetti distrutti”. Il progetto promosso da “Incontro di civiltà” e dai suoi partner, tuttavia, non è da considerarsi una semplice dimostrazione delle infinite potenzialità della stampa tridimensione: è un messaggio che il mondo intero vuole destinare allo Stato Islamico. Usando le parole di Emmanuele Emanuele, presidente della fondazione Terzo Pilastro e Maker Faire Rome, “l’Isis deve sapere che ogni volta che distruggerà una parte del nostro patrimonio storico e culturale noi la ricostruiremo tale e quale”.