Normativa sui droni: l’Unione Europea è pronta Normativa sui droni: l’Unione Europea è pronta

Normativa sui droni: l’Unione Europea è pronta

A breve dovrebbe essere convertito in legge un progetto normativo presentato alla Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento Europeo

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Sarà regolamentata l’attività degli APR commerciali e quella dei droni utilizzati con finalità ludiche, spesso pilotati senza criterio e artefici di reati contro la sicurezza e la privacy. La proposta di legge prevede anche la definizione di “no fly zone” per questi veicoli. I tempi per l’approvazione della norma dovrebbero essere alquanto brevi.

Tra non molto l’Unione Europea avrà una propria legge in materia di droni per uso civile e ludico. Da anni si parla di norme atte a regolamentare l’utilizzo degli APR (Aeromodelli a Pilotaggio Remoto), ma recentemente è stata presentata una proposta di legge alla Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento Europeo che ha guadagnato subito numerosi consensi.

I problemi legati all’uso “ludico” dei droni

La proposta di legge porta la firma dell’Eurodeputata britannica Jacqueline Foster che, nel preambolo del testo, ricorda l’urgenza di una norma comunitaria riguardante i droni poiché, nel Vecchio Continente, sono attualmente censiti 2.500 operatori di APR, più di tutto il resto del mondo messo insieme. La Foster suggerisce di applicare dispositivi normativi diversi in base all’utilizzo del drone: per uso commerciale o per uso ludico. Le Istituzioni Europee stanno spingendo soprattutto per regolamentare questa seconda tipologia d’impiego, poiché, dati alla mano, sarebbero proprio le persone che pilotano i droni “per divertimento” quelle che causano i maggiori problemi, violando con i loro apparecchi leggi già esistenti, riguardanti la sicurezza e la privacy.

La definizione di “no fly zone”

Nel disegno di legge presentato dalla Foster grande rilevanza è data alla definizione precisa di zone di volo interdette agli APR. L’instaurazione di “no fly zone” per i droni, in effetti, è già stata chiesta da più parti. Nelle ultime settimane, ad esempio, decine di droni hanno sorvolato indisturbati l’Eliseo e altri centri di notevole rilevanza politica. Secondo la Foster dovrebbe essere la JARUS (Joint Authorities for Rulemaking on Unmanned Systems) a delimitare gli spazi arei ai quali i droni non possono accedere, mentre molti Europarlamentari sostengono che l’Unione dovrebbe rimettersi all’EASA (European Aviation Safety Agency) per regole più appropriate e studiate in base alle caratteristiche del continente. Un dettaglio, secondo voci autorevoli provenienti da Bruxelles: la legge sui droni si farà, in tempi brevi, e prevedrà “no fly zone” per questa specie di elicotteri in miniatura.