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Dal 24 al 28 ottobre si tiene la quattro giorni di Mobile Malware Campaign della Polizia Postale e delle Comunicazioni, che si inserisce nell'ambito dell'European Cyber Security Month. Una campagna di prevenzione sulla sicurezza di tutti i dispositivi con i quali si accede a internet, che punta a mettere sotto i riflettori anche i rischi che si corrono utilizzando smartphone e tablet, fino a poco fa considerati quasi immuni ai rischi legati a virus e malware.

Partner dell'iniziativa è TIM, che si è impegnata, in linea con la strategia europea, a diffondere sul suo sito e sugli altri canali di comunicazione il materiale informativo della Polizia Postale e delle Comunicazioni, per aumentare la consapevolezza dei cittadini sui rischi della rete, e sulla necessità di adottare ogni accorgimento per garantire la sicurezza dei propri dispositivi internet, e per contrastare il furto di dati personali e finanziari da parte dei criminali informatici. Tra i tanti partner, anche società come Intel Security, Bitdefender, Barclays.

“L’uso consapevole di Internet e dei dispositivi mobili è un tema che ci vede in prima linea da diversi anni”, spiega Marcella Logli, direttore corporate shared value di TIM. “La vita di tutti noi, e in particolar modo quella dei più giovani, è sempre connessa. Sensibilizzare sui possibili rischi online e diffondere informazioni e strumenti per difendersi è indispensabile. Per questo offriamo il servizio TIM PROTECT, che permette di salvaguardare la vita online dei ragazzi con strumenti come la localizzazione dello smartphone, il parental control, la gestione delle app e la navigazione sicura. Al tempo stesso promuove da tempo numerosi progetti che rispondono su più livelli a questa vera e propria esigenza sociale. Per noi l’adesione a questa campagna non è una semplice dichiarazione di intenti, ma un’occasione per ribadire il nostro convinto impegno al fianco della Polizia di Stato, e proseguire nel programma di iniziative per la creazione di valore condiviso tra TIM e le comunità in cui opera”.

Quanto costa il cybercrime

I danni portati dal cybercrimine, in effetti, riguardano tutti. Per questa ragione è importante che gli utenti imparino a difendere sempre meglio i propri dati personali, mentre le grandi imprese e i governi devono impedire furti che costano loro anche centinaia di milioni di euro. Secondo uno studio di Intel Security, i crimini informatici hanno un costo economico pari allo 0,8% del pil mondiale; per capire di quanto si tratta, basta pensare che il narcotraffico mondiale costa lo 0,9%.

Una situazione che, tra l'altro, peggiora anno dopo anno e che riguarda da vicino anche l'Italia: “Con lo sviluppo dell'economia digitale la vulnerabilità delle imprese è diventata una vera emergenza: il peso attuale del cybercrime sull'economia mondiale è stimato in 500 miliardi di euro l'anno. In Italia, solo nel 2015, c'è stato un incremento del 30%, che ha riguardato principalmente le imprese", spiega il presidente del Garante della protezione dei dati personali, Antonello Soro.

Difendersi dalle truffe

Come fare, allora, per difendersi dalle minacce che girano per la rete? Il primo consiglio che arriva dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni è il più semplice e allo stesso tempo il più importante: valutare bene prima di fare clic, perché le conseguenze potrebbero essere importanti (perdita di denaro, di dati personali, di file importanti salvati). Una delle minacce più note è quella chiamata phishing: in questo caso, gli utenti potrebbero ricevere una mail che sembra provenire dalla propria banca, o da altri istituti sui quali facciamo affidamento, in cui viene richiesto di fornire i dati personali. In verità, però, si tratta di una trappola tesa per sottrarre i nostri dati, primi tra tutti quelli relativi alla carta di credito.

Uno dei modi per rendersi conto che si tratta di una truffa è controllare l'indirizzo di posta da cui avete ricevuto la mail e verificare che abbia le caratteristiche dell'indirizzo della vostra banca, oltre ad assicurarsi che i link a cui rimanda facciano veramente riferimento al sito della banca (spesso, inoltre, queste mail sono scritte in un italiano pieno di errori grammaticali, che è un indizio decisivo). In generale, è bene ricordare che la vostra banca non vi chiederà mai di comunicarle i dati personali per mail; semmai vi chiederà di inserirli in un'apposita sezione del sito.

Altre minacce possono ovviamente derivare dall'esplorazione di siti dannosi o scaricando file contenenti una minaccia. Non cliccate mai, quindi, su un link o un allegato contenuto in una mail, un messaggio su WhatsApp o in un sms che non avete ricevuto da contatti di cui vi fidate (se però il contenuto vi sembra strano, diffidate; perché la mail o il profilo Facebook del vostro contatto potrebbe essere stato compromesso). Per tutte queste ragioni, comunque, è sempre più importante dotarsi di un'applicazione di mobile security, l'equivalente degli antivirus per il computer.

A proposito di applicazioni: anche attraverso le app transitano parecchi malware, per cui è importante che queste vengano scaricate solo attraverso gli store ufficiali (come AppStore di Apple o Google Play di Android) e che, prima di scaricare e installare, controlliate comunque le recensioni e i commenti ricevuti dall'applicazione che vi interessa. È importante anche controllare a quali dati ha accesso la app che vi apprestate a installare e impedirle di condividere i vostri dati con enti terzi.

Un ultimo aspetto molto importante (anche se spesso è proprio uno dei consigli meno seguiti) è quello di tenere sempre aggiornato il sistema operativo del vostro smartphone, del vostro computer e di aggiornare regolarmente anche le applicazioni scaricate. Installando gli ultimi aggiornamenti, non solo si ottengono prestazioni migliori, ma si aumenta anche il livello di sicurezza.