La Viper(a) se morde un oggetto lo collega alla Rete La Viper(a) se morde un oggetto lo collega alla Rete

La Viper(a) se morde un oggetto lo collega alla Rete

Una suite per programmare, in maniera semplice, schede come Arduino e rendere smart oggetti inanimati.

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È stata sviluppata da quattro ricercatori della facoltà d’Ingegneria dell’Università di Pisa e rappresenta un passo in avanti nell’Internet of Things. Ogni strumento di uso comune, grazie a Viper, può essere collegato al Web e interagire con l’ambiente e, ovviamente, le persone.

È possibile collegare il tostapane alla Rete? E la sveglia, la ciotola del cane e la culla del bebè? La risposta è sì, grazie a un’idea di quattro giovani ricercatori della facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa. Il loro obiettivo è semplice: rendere smart ogni oggetto inanimato. L’Internet of Things, grazie al genio italiano, ha fatto un nuovo e importante passo in avanti.

La Viper(a) del Web

Si chiama Viper ed è una suite di sviluppo pensata per programmare schede poco costose e open source come Arduino, Spark Core, Spark Photon e ST Nucleo. Queste, una volta settate, possono essere installate all’interno di oggetti di uso come, come quelli già citati, affinché possano captare le sollecitazioni esterne e interagire con altri dispositivi e, ovviamente, con gli esseri umani. Un esempio? Inserendo una scheda programmata con Viper in un vaso di fiori, questa potrà mandare al proprietario della pianta un sms o una mail ogni qual volta vi sia la necessità di annaffiarla. Oppure sconsigliargli di farlo perché è prevista pioggia, essendo la scheda collegata a un app per le previsioni meteo. 

Bastano pochi rudimenti d’informatica per rendere smart il tostapane

La suite Viper è molto semplice da usare ed è stata pensata per i maker, i cosiddetti artigiani digitali, ma anche per i designer, gli artisti e chiunque abbia un minimo di familiarità con i linguaggi di programmazione. Come piace dire ai suoi sviluppatori, grazie a Viper anche i vetrinisti, intendo una categoria produttiva lontana dall’informatica, possono collegare alla Rete un qualsiasi oggetto, essendo il suo utilizzo estremamente intuitivo. La suite funziona sui principali sistemi operativi (Windows, Mac OX e Linux) e non ha bisogno di molta RAM per esprimere appieno le sue potenzialità, a differenza del linguaggio di programmazione Python. Proprio per marcare la distanza da questo programma, che ha bisogno di un microprocessore potente per funzionare, è stata chiamata Viper, un serpente più piccolo del pitone, ma non per questo meno “letale”.

Alla ricerca di finanziatori su Kickstarter

Da lunedì scorso, 23 febbraio, Viper è su Kickstarter, la nota piattaforma di crowdfunding. L’obiettivo è raggiungere un finanziamento di 20.000 euro in circa 30 giorni per realizzare ulteriori migliorie, ma anche cercare co-sviluppatori, sempre in un’ottica open source. Come hanno avuto modo di affermare i quattro, il loro compito è risolvere problemi, lasciando ad altri l’utilizzo creativo della suite. E qualcuno ha già pensato di usarla per trasformare i carillon posti sopra le culle dei bebè in un dispositivo in grado di avvertire i genitori ogni qual volta il bimbo si sveglia.