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Gli Italiani e la tecnologia

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Il rapporto tra gli Italiani e la tecnologia sta migliorando, anche se non mancano le difficoltà. Lo dimostra l’edizione 2016 dell’annuale ricerca Tech Habits condotta da Samsung, che indaga i cambiamenti nel comportamento tecnologico in Europa e nelle diverse nazioni del Vecchio Continente, Italia inclusa. Grazie alla velocità a cui procede la rivoluzione digitale, nel 2015 il 59% degli Italiani ha utilizzato più tecnologia rispetto a due anni fa (la media europea è del 52%), mentre il 14% afferma di non poterne più fare a meno.

In generale, quindi, l’entusiasmo nei confronti del progresso tecnologico è confermato, come dimostra anche il fatto che il 40% degli Italiani si dica interessato alle nuove tecnologie e che solo il 7% affermi di sentirsi in ritardo rispetto agli avanzamenti in campo tecnologico. Una percentuale molto bassa, soprattutto se si considerano i problemi in termini di accesso a Internet e digital divide che da tempo affliggono il nostro Paese.

Le affermazioni sul ritardo rispetto al progresso tecnologico, in effetti, contrastano con altri dati rilevati dalla ricerca Samsung: il 36% degli Italiani ritiene di possedere almeno un dispositivo più avanzato delle proprie necessità e capacità, mentre addirittura l’88% dichiara di aver finto almeno una volta di conoscere un termine legato al mondo della tecnologia, senza avere in verità la più pallida idea di che cosa si stesse parlando. Un problema che impedisce al 32% degli italiani di sfruttare al meglio i dispositivi che si posseggono.

I termini tech meno capiti

Ma quali sono le parole tecnologiche che gli Italiani capiscono meno? Ecco la classifica:

Cloud - Indica la possibilità di utilizzare direttamente online dei software non installati sul proprio computer (per esempio Google Documents), così come la possibilità di salvare i propri file in rete, invece che sull’hard disk, iscrivendosi ad appositi servizi, tra i quali uno dei più noti è Dropbox.

Emoji – Sono le icone di origine giapponese che utilizziamo per precisare al meglio le nostre intenzioni o il nostro stato d’animo, e che si differenziano dalle emoticon anche - ma non solo - per il fatto di essere trattate dal computer come un set di caratteri di una lingua straniera.

Internet of Things -
Anche nota come IoT o Internet delle Cose. Nonostante anche un semplice smartphone possa rientrare nella categoria, è più facile capire in che cosa consista la Internet of Things pensando ad altri oggetti di uso quotidiano. Per esempio, un frigorifero connesso in Rete con il quale possiamo comunicare via smartphone mentre siamo a fare alla spesa, per sapere quali alimenti abbiamo finito. Allo stesso modo, rientra nella categoria un termostato che possiamo manovrare via app per alzare o abbassare la temperatura in casa anche quando ci troviamo altrove. Le potenzialità della IoT sono infinite e si ritiene che rappresenterà il prossimo grande balzo in avanti del mondo tecnologico.

Fibra ottica - Tutti la conoscono come sinonimo di “Internet veloce”, ma probabilmente tanti non sanno che cosa sia realmente. Si tratta di filamenti di materiale vetroso capaci di condurre al loro interno la luce. Un po’ come i vecchi cavi telefonici, la fibra ottica viene sfruttata per trasportare informazioni digitali in giro per il mondo, ma con una potenza immensamente superiore (l'utilizzo commerciale arriva attualmente a 100mb/s).

Android – Non è altro che il sistema operativo creato da Google, che fa funzionare la maggior parte degli smartphone non-Apple (che invece utilizza il suo sistema operativo, iOs), tra i quali i più diffusi sono quelli Samsung. Si può dire che Android sta agli smartphone come Windows (di Microsoft) sta ai PC.