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Italian Limes

TIM aiuta a monitorare i ghiacciai italiani

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Come è noto una delle conseguenze più drammatiche del riscaldamento globale riguarda il ritiro dei ghiacciai alpini, molti dei quali insistono su alcuni dei confini nazionali più discussi d’Europa.

Italian Limes è un progetto di ricerca e un’installazione interattiva – con già all’attivo diversi riconoscimenti internazionali – che esplora le regioni più remote delle Alpi interrogandosi proprio sulle problematiche politico/ambientali che oggi riguardano in modo tanto pressante i nostri confini - del resto limes è proprio l’origine latina della parola - in particolare quelli alpini.

Ideato e curato dallo Studio Folder, studio di design e ricerca, Italian Limes si propone di indagare il fragile equilibrio dell’ecosistema alpino, evidenziando come le frontiere naturali siano costantemente in movimento e soggette alla complessità dei processi ecologici e non solo.

I dati raccolti sui ghiacciai dell’arco Alpino dai rappresentanti del Comitato Glaciologico Italiano -  supervisori scientifici e partner del progetto -  dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) e dal Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell’Università di Parma, aiuteranno i ricercatori a capire meglio le dinamiche del cambiamento climatico sulle Alpi.

Il progetto utilizzerà gli stessi dati anche per il funzionamento di un'installazione esposta all’interno della mostra Reset Modernity! inaugurata lo scorso 16 aprile e curata dal filosofo francese Bruno Latour, presso ZKM—Zentrum für Kunst und Medientechnologie di Karlsruhe.
Grazie all’account twitter @it_limes si potranno seguire aggiornamenti sul progetto lungo tutta la durata della mostra.

TIM, partner tecnico del progetto, grazie alle sue tecnologie di rete ha reso possibile questa imponente raccolta dati, mettendo in comunicazione le centraline di rilevamento installate sul ghiacciaio della Grava, ai piedi del Monte Similaun, a 3.300 m sul livello del mare.

Sensori progettati con tecnologie open source e realizzati sotto la supervisione scientifica del Prof. Valter Maggi, dell’Università di Milano–Bicocca e del prof. Aldino Bondesan dell’Università di Padova.

Video by Nicolò Cunico