Il pastore hi-tech: microchip per le pecore e sensori nelle stalle Il pastore hi-tech: microchip per le pecore e sensori nelle stalle

Il pastore hi-tech: microchip per le pecore e sensori nelle stalle

Il caso di Luigi Farina, un grossetano che ha rivoluzionato il mondo della pastorizia

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Un computer monitora costantemente il suo gregge e dispone di stalle ipertecnologiche con sistemi per ridurre il consumo di acqua e pannelli solari per produrre energia elettrica. All’innovazione, però, unisce la tradizione, almeno dove risulta fondamentale: le sue pecore mangiano solo erba proveniente dalla sua fattoria.

Il pastore, un tempo, aveva bisogno di un bastone e di un cane per guidare il proprio gregge. I tempi, però, sono cambiati e la tecnologia oggi riveste un ruolo importante anche nel settore dell’allevamento. Lo sa bene Luigi Farina, già soprannominato il pastore hi-tech, che ha impiantato un microchip sottocutaneo alle proprie pecore e ha costruito stalle supertecnologiche per migliorare la produttività, ma anche la qualità della vita del bestiame.

Un computer monitora costantemente il gregge

Luigi Farina, sardo d’origine ma grossetano di nascita, fa il pastore ad Albina, ridente località che si trova nel cuore della Maremma toscana. Il pastore hi-tech, per essere al passo con i tempi, ha deciso d’impiantare un microchip a ogni pecora del suo gregge, grazie al quale può ricevere un insieme d’informazioni utilissime sull’animale, come, ad esempio, il suo stato di salute, il numero dei parti e se è pronto per essere munto o tosato. Sfruttando un innovativo software progettato apposta per lui in Israele, Farina può dividere le sue pecore in base alle loro necessità: quelle da mungere finiscono nella porzione di stalla dedicata all’operazione, quelle gravide nella nursery e quelle malate in quarantena, affinché non contagino le altre.

Stalle con i pannelli solari per produrre formaggi a impatto ambientale zero

Il pastore hi-tech, tuttavia, crede che, nell’ambito della pastorizia, innovazione e tradizione possano coesistere. Dal 1995 l’erba, il foraggio e il fieno sono prodotti direttamente nella fattoria di sua proprietà, affinché l’animale si nutra in maniera biologica. E questo è il “lato” tradizionalista di Farina che, allo stesso tempo, ha affidato a BrSC, un centro grossetano di ricerche bioscientifiche, il compito di controllare, attraverso sofisticati e innovativi strumenti tecnologici, l’intera filiera produttiva. Il centro non solo certifica la natura totalmente bio dei prodotti, caseari e non, dell’azienda agricola di Farina, ma fornisce al pastore hi-tech utili consigli per ridurre l’impatto ambientale della sua attività. La sua fattoria è dotata di un sistema per diminuire il consumo d’acqua e di pannelli solari per la produzione di energia elettrica.