I droni come le ambulanze: possono trasportare il sangue I droni come le ambulanze: possono trasportare il sangue

I droni come le ambulanze: possono trasportare il sangue

I globuli rossi non sono stati danneggiati durante i voli di prova

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Uno studio condotto dai ricercatori della Johns Hopkins University e della Makerere University ha dimostrato che i droni possono essere degli efficaci strumenti sanitari. Possono portare sacche di sangue in zone remote, sprovviste di strutture ospedaliere. I prossimi test saranno eseguiti in Africa. Allo studio anche un sistema di navigazione automatico per queste piccole ambulanze volanti, data la penuria di piloti di APR presenti in questo Continente.

Sono tantissimi i possibili utilizzi dei droni: scattare foto, realizzare filmati oppure, come si augurano Amazon e Alibaba, consegnare pacchi. Da oggi, inoltre, possono anche trasportare sacche di sangue. Un team di ricerca, formato da tecnici della Johns Hopkins University (USA) e della Makerere University di Kampala (Uganda), ha effettuato numerosi test, dimostrando l’efficacia del trasporto di sangue attraverso i cosiddetti Aeromodelli a Pilotaggio Remoto (APR).

Una soluzione per raggiungere zone remote

I droni, grazie a questo studio, si apprestano a diventare un fondamentale strumento sanitario, utilissimo nel caso in cui i medici debbano raggiungere popolazioni che vivono in zone remote, e prive di strutture ospedaliere, oppure in aree colpite da cataclismi, non raggiungibili con i normali mezzi di trasporto. La ricerca ha dimostrato che le sacche di sangue possono essere trasportate efficacemente con i droni, senza alcun rischio. I globuli rossi non subiscono traumi e non s’innesca alcun processo di coagulazione.

In volo per circa 40 minuti

I ricercatori dei due Atenei hanno provato un volo di emergenza utilizzando un APR ad ala fissa contenente sacche di sangue donato da 56 volontari. Il drone ha trasportato il prezioso carico a un’altezza di 100 metri per periodi di tempo variabili: da 6 fino a circa 40 minuti. I campioni, quindi, sono stati sottoposti a 33 diversi test di laboratorio, volti a osservare lo stato di conservazione del sangue.

Missione Africa

La prossima fase di questo progetto sarà caratterizzata da un insieme di prove in Africa, dove la più vicina struttura sanitaria può distare da un villaggio anche 100 km. Una distanza che potrebbe essere coperta con un drone esattamente in 40 minuti. Allo studio anche un sistema di navigazione automatico per gli APR, basato sulla tecnologia GPS, perché il numero di piloti di droni in Africa è veramente esiguo.