Anche Google partecipa alla “guerra” dei droni Anche Google partecipa alla “guerra” dei droni

Anche Google partecipa alla
“guerra” dei droni

Big G testa i droni nei cieli grazie a un accordo con la NASA

- + Text size
Stampa

Stando ad alcune indiscrezioni, l’ente aerospaziale statunitense collabora da un anno con Mountain View al Project Wings. Una partnership che permette agli aeromodelli di Google di sorvolare i cieli degli Stati Uniti in deroga ai regolamenti della FAA (Federal Aviation Administration). Battuti sul tempo sia il colosso dell’e-commerce, sia il noto social network.

La “guerra” dei droni è iniziata da un pezzo e vede i colossi hi-tech battagliare, senza esclusione di colpi, per avere il predominio dei cieli. E mentre Facebook pensa a portare la Rete nelle aree povere del pianeta e Amazon chiede alla FAA (Federal Aviation Administration) uno spazio aereo riservato agli APR (Aeromodelli a Pilotaggio Remoto), Google riporta un’importantissima vittoria sulle avversarie, essendo l’unica a poter testare i propri droni nei cieli americani grazie a una collaborazione con la NASA.

Una collaborazione tra pubblico e privato che sta suscitando polemiche

È il The Guardian ad aver diffuso la notizia, riportando documenti ufficiali della NASA comprovanti la collaborazione tra l’ente aerospaziale statunitense e Google nello sviluppo di Project Wings, ossia la flotta di droni di Mountain View. Da oltre un anno, stando alle carte diffuse dal noto giornale, Big G sta solcando i cieli americani con i propri APR in barba ai regolamenti della FAA. Regolamenti che hanno impedito ad Amazon e Facebook di far volare i propri droni all’interno dello spazio aereo statunitense, costringendo queste due aziende a migrare in Canada e in India per effettuare i test.

Droni in grado di raggiungere i 160 km/h e 120 metri di altitudine

La NASA è tra le poche realtà a disporre del COA (Certificate of Waiver or Authorization), un’autorizzazione che le permette di bypassare i limiti imposti dalla FAA in fatto di droni. Appoggiando il Project Wings, l’ente aerospaziale ha trasferito questa possibilità a Google. I documenti che hanno svelato questa collaborazione, tuttavia, hanno “messo a nudo” anche le caratteristiche del Project Wings, fino ad ora top secret, o quasi. La flotta di droni di Google è composta da veicoli in grado di raggiungere i 160 km/h e i 120 metri di altitudine. Ogni esemplare pesa poco meno di 25 kg ed è dotato di un sistema in grado di trasmettere ogni tipo di dati. In questo periodo le principali compagnie telefoniche yankee stanno provando i droni di Big G per studiarne i possibili utilizzi. Amazon (sebbene abbia ottenuto una speciale deroga al regolamento da parte della FAA) e Facebook, per ora, stanno a guardare.