Gare di droni: lo sport del futuro Gare di droni: lo sport del futuro

Gare di droni: lo sport del futuro

Migliaia gli appassionati, milioni di views per i video delle sfide

- + Text size
Stampa

Una disciplina ancora in fase evolutiva, ma in evidente crescita. Il prossimo anno si terrà perfino un campionato mondiale alle Hawaii. Su YouTube le competizioni spopolano e tante aziende si sono dimostrate interessate a investire in qualità di sponsor.

Le gare di droni stanno diventando un passatempo molto diffuso negli USA. Gli APR (Aeromodelli a Pilotaggio Remoto), in effetti, possono sembrare dei giocattoli, sebbene siano dispositivi tecnologicamente sofisticati. Il numero di appassionati è in continua crescita e le riprese delle competizioni stanno spopolando sia sulle piattaforme di video sharing, come YouTube, sia sui social media.

Un nuovo sport?

Il prestigioso New York Times ha dedicato un lungo reportage alle gare di droni, evidenziando la nascita di numerose associazioni per la promozione di questa disciplina, come l’International Drone Racing Association, fondata lo scorso aprile a Los Angeles, alla quale aderiscono già 500 appassionati. “Siamo ancora uno sport di nicchia, ma le gare di droni potrebbero diventare presto un fenomeno di massa come gli X Games”. Parola di Charles Zablan, direttore operativo dell’IDRA. E il business intorno a questa disciplina sta crescendo in maniera vertiginosa: tante le aziende che si sono già fatte avanti come sponsor delle manifestazioni promosse dall’organizzazione diretta da Zablan, ma anche dalle altre operanti negli Stati Uniti e nel resto del mondo.

E il prossimo anno alle Hawaii si terrà il campionato mondiale

Lo scorso luglio si è svolta la prima edizione dei campionati statunitensi, mentre il prossimo anno si terrà, alle Hawaii, il campionato mondiale, appuntamento che richiamerà piloti di UVS (Unmanned Vehicle System) provenienti da ogni angolo del globo. Manca un regolamento ufficiale e condiviso, anche perché non esiste una federazione mondiale che promuova questa disciplina. È una fase pionieristica. Alcuni piloti si affrontano in gare di velocità, altri in acrobazie in aria, altri ancora danno vita a vere e proprie battaglie aeree. Ognuna di queste competizioni, tuttavia, richiama sempre molti appassionati, specie su YouTube e sui social. I droni volteggiano a velocità notevoli, oltre i 110 km/h, e sono piccoli, alcuni non più grandi di un colibrì: impossibile godersi lo spettacolo a occhio nudo. Meglio i rallenty e gli zoom dei filmati caricati online, come dimostrano le clip di Carlos Puertolas, pilota di droni che con i suoi virtuosismi ha incollato milioni di persone, in genere giovanissime, davanti a un monitor.