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Arriva e2Call

Il contributo di TIMLab alla sicurezza stradale

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La “golden hour” è la finestra di tempo che intercorre tra un incidente stradale e l’arrivo dei soccorsi. È l’arco temporale che decide il destino di chi, purtroppo, si trova vittima di un sinistro: la riduzione di questo intervallo, in termini di sicurezza stradale, è una questione prioritaria. È per questo che dal 31 marzo 2018 gli autoveicoli di nuova omologazione dovranno includere un dispositivo chiamato eCall.

eCall è un passo ulteriore verso la mobilità del futuro, una mobilità sempre più sicura e, in un certo senso, controllata.

Cosa fa, in concreto, il dispositivo? In poche parole, eCall è un salvavita.

Non appena un veicolo si trova coinvolto in un incidente stradale, l’apparecchio chiama automaticamente il 112 (il numero unico europeo per le emergenze) e, attraverso il Global Positioning System, fornisce le coordinate geografiche della vettura, impattando drasticamente sui tempi di attesa del soccorso stradale.

Una tecnologia quindi indubbiamente utile; secondo la visione di TIM, però, una tecnologia migliorabile.

E2Call - Soluzioni innovative per la sicurezza stradale

È questo il nome del workshop ospitato dal Palazzo della Regione Trentino Alto Adige/Südtirol lo scorso 31 maggio. Un appuntamento che ha visto dialogare le istituzioni — Alessandro Olivi, vice presidente della Provincia ed assessore allo sviluppo economico e lavoro — e le aziende coinvolte nella sperimentazione in ambito sicurezza stradale, TIM e FIAT.

Grazie infatti alla ricerca di TIMLab, Centro Ricerche FIAT e l’Università di Trento dipartimento di ingegneria e scienza dell’informazione, è nato e2Call (Enhanced Emergency Call), un’evoluzione considerevole nel settore OBU (On Board Unit).

Quando non occupato a segnalare collisioni o malfunzionamenti, il device ricorre alla potenza di calcolo del processore in ottica di raccolta dei dati riguardanti le prestazioni del veicolo: informazioni che quindi vengono integrate con quelle ambientali. Dati riguardanti la viabilità, il traffico, il meteo, tutte variabili che incidono sulle prestazioni del veicolo e, soprattutto, sulla sicurezza dei passeggeri. Le informazioni raccolte dalla OBU sono quindi trasmesse al centro di elaborazione dati di e2Call grazie a una scheda SIM e alla rete mobile Long Term Evolution, la rete broadband ad alta velocità, più nota come LTE.

Cogliere la differenza tra eCall ed e2Call è semplice: il primo non è in grado di inviare una istantanea dei parametri raccolti dai sensori di bordo del veicolo sinistrato. E2Call è, invece, un pacchetto di dati che dà la possibilità a un sistema di Artificial Intelligence di formulare un’ipotesi sulle circostanze dell’incidente, e di farlo anche senza contatti telefonici diretti con i passeggeri. Inoltre, inviando anche gli estremi dei passeggeri, vengono trasmesse, sempre grazie alle infrastrutture messe in campo da TIM, eventuali peculiarità cliniche.

L’importanza della ricerca nella Sicurezza Stradale

L’intuizione vincente dietro a e2Call è lo “sfruttamento” dei dati raccolti nel periodo di tempo in cui il dispositivo di chiamata non è in modalità emergenziale. Vale a dire, la quasi totalità del tempo. Impiegando quindi le risorse di calcolo residuali, si è potuta sviluppare - con costi marginali - una rosa di servizi altrettanto utili.

L’obiettivo del progetto è quindi più ampio e include la ricerca in ambito ADAS (Advanced Driver Assistance Systems, il pacchetto di soluzioni tecnologiche di bordo capaci di assistere nella guida del veicolo migliorandone la sicurezza) e RSIS (Road Safety Information Services, l’archiviazione dei dati apportati da veicoli e guidatori con l’obiettivo di mappare dettagliatamente il traffico stradale e incrementare la sicurezza stradale).

Un esempio di RSIS lo fornisce il sito di e2Call: “se più automobili transitano sullo stesso tratto di strada ed azionano, ad esempio, l’ASR (Anti Slip Regulation - antislittamento), il sistema e2Call riceve il dato, verifica le situazioni ambientali come temperatura e pioggia e avvisa le altre automobili che percorrono la stessa strada che è probabile che il tratto in questione sia ghiacciato”. Altre funzioni possono essere la segnalazione, ad autisti e soccorsi, di perdite pericolose sul manto stradale (incluse informazioni sul tipo di combustibile disperso), o indicazioni riguardanti un mezzo in avaria o, addirittura, ribaltato.

Agli “occhi” di e2Call l’auto è un sensore in movimento; una visione resa possibile grazie al contributo tecnologico di TIM nell’ambito delle infrastrutture e ai sistemi di intelligenza artificiale.