Cybercrime: danni per 9 miliardi di euro nel nostro Paese Cybercrime: danni per 9 miliardi di euro nel nostro Paese

Cybercrime: danni per 9 miliardi di euro nel nostro Paese

Lo rivela l’ottava edizione del “Rapporto sulla sicurezza informatica in Italia”

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È la situazione pare destinata a peggiorare: gli attacchi informatici sono cresciuti enormemente nel primo semestre del 2015. I bersagli preferiti dei cyber-criminali sono i settori automotive, GDO, gaming e telecomunicazione. E mentre si studiano forme di resistenza alla “criminalità digitale”, alcune assicurazioni iniziano a proporre “polizze anti-hacker”.

Nove miliardi di euro. È questo l’iperbolico ammontare dei danni causati in Italia, fino ad oggi, dal cybercrime. Una cifra destinata a crescere, perché mai come in questi primi mesi del 2015 l’attività dei cyber-criminali era stata così incessante e “violenta”. Il dato è tra i più significativi tra quelli contenuti nell’ottavo “Rapporto sulla sicurezza informatica in Italia” presentato da Clusit al Security Summit di Verona, manifestazione svoltasi lo scorso 1° ottobre.

Un fenomeno in spaventosa crescita, occorre “Prepararsi all’impatto”

Il cybercrime è, ormai, un fenomeno malavitoso che dilaga anche nel nostro Paese. Nel 2014, solo per fare un esempio, un attacco informatico ha colpito i computer di uno dei più noti brand d’abbigliamento italiani. I cyber-criminali non solo hanno paralizzato per giorni il lavoro di migliaia di persone, ma hanno anche rubato i disegni della nuova collezione. Un danno enorme. Il 2015, inoltre, potrebbe essere quello della “svolta”: nei primi sei mesi il numero di virus, di furti d’identità digitale, di prelievi indebiti di denaro e di azioni di sabotaggio è salito in maniera esponenziale. Stando all’indagine di Clusit (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica) al cybercrime sono da ricondurre il 66% degli incidenti informatici dichiarati nella prima metà dell’anno in corso, ossia un notevole +6% rispetto al dicembre 2014 e un roboante +30% rispetto al 2011. Non sorprende, quindi, che il titolo del nuovo “Rapporto sulla sicurezza informatica in Italia” sia il poco rassicurante “Prepararsi all’impatto”.

Auto, supermercati e piattaforme di gaming i bersagli preferiti

Le vittime preferite delle organizzazioni criminali dedite al cyber-crimine sono le cosiddette infrastrutture critiche, come i gestori di Rete, ma anche i segmenti automotive (+400%), GDO (+ 400%) e Telecomunicazioni (+ 125%). Tanti gli attacchi ai giornali online, ai social network e alle piattaforme di gaming e di blogging (+179%). In evidente crescita pure le violazioni dei sistemi informatici delle strutture sanitarie (+81%). In grave pericolo moltissimi archivi cloud (+50%).

La Cyber Resilence e le assicurazioni anti-hacker

Gli scenari futuri, inoltre, sono inquietanti. Secondo il rapporto si sta sviluppando anche una micro cyber-criminalità: singoli, dotati capacità informatiche leggermente superiori alla media, che acquistano in Rete malware per pochi euro e con questi attaccano piccoli esercenti, come ristoratori, benzinai, negozianti e baristi. Che fare? Come tutelarsi? L’unica soluzione sembra essere la Cyber Resilence, ossia l’azione combinata tra operatori pubblici e privati nell’ambito della sicurezza informatica. Intanto, però, alcune compagnie assicurative hanno iniziato a proporre “polizze anti-hacker” per piccole e grandi aziende.