Amazon chiede uno spazio areo riservato ai droni Amazon chiede uno spazio areo riservato ai droni

Amazon chiede uno spazio areo riservato ai droni

La proposta nasce per poter dare avvio al programma Prime Air, la consegna celere degli ordini attraverso gli APR

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L’idea del colosso degli e-commerce è semplice: due corsie preferenziali, tra i 61 e i 122 metri di altezza, per gli APR consumer e professionali. Quindi un’area cuscinetto di 30 metri che separi arei ed elicotteri da questi veicoli pilotati da remoto. La proposta, però, non sembra aver incontrato il gradimento della Federal Aviation Administration statunitense.  

Uno spazio aereo riservato ai droni. Non si tratta di una proposta istituzionale, ma di un’idea di Amazon. Il colosso dell’e-commerce ha allestito una flotta di droni per la consegna dei pacchi, ma a causa delle attuali norme statunitensi, e mondiali, in materia di Aeromodelli a Pilotaggio Remoto (APR), non può utilizzarla per i suoi scopi.

Corsie preferenziali nei cieli

La proposta di Amazon è semplice: realizzare delle corsie preferenziali per i droni. Fino a 200 piedi, ossia 61 metri, dovrebbero volare i droni consumer, quelli utilizzati per fini ludici. Lo spazio aereo tra i 200 e i 400 piedi (da 61 a 122 metri) dovrebbe essere riservato ai droni professionali, modelli di ultima generazione pensati per la consegna dei pacchi o per operazioni di soccorso. In questa porzione di cielo, quindi, potrebbero librarsi gli APR di Amazon. La proposta, infine, instaurerebbe una zona cuscinetto, posta a un’altitudine compresa tra i 400 e i 500 piedi (122 e 152 metri), per separare i droni e gli aerei e gli elicotteri dotati di equipaggio.

La guerra dei droni con Alibaba

L’attuale normativa statunitense in fatto di droni non prevede che gli APR possano essere utilizzati per la consegna dei pacchi. Amazon, tuttavia, è già pronta dal 2013 a dare avvio al programma Prime Air che prevede la distribuzione celere degli ordini attraverso questi sofisticati elicotteri telecomandati. L’azienda non ha potuto neanche effettuare i test della sua flotta di APR nei cieli degli Stati Uniti, tant’è che i tecnici di Amazon hanno sperimentato il programma in India. Lo scorso marzo era arrivato un primo ok da parte della Federal Aviation Administration statunitense, sebbene non definitivo. Il ritardo del via libera ha spinto Amazon a lanciare la proposta di uno spazio areo riservato ai droni. La FAA, però, sembra aver necessità di altro tempo per prendere una decisione. Intanto il principale rivale di Amazon, il cinese Alibaba, ha già dato avvio alle prime consegne di piccoli pacchi sfruttando i propri droni.