L'innovazione e la volontà di cambiare il mondo grazie alla diffusione di nuove idee. L'innovazione e la volontà di cambiare il mondo grazie alla diffusione di nuove idee.

TED Conference

Idee che cambiano il mondo

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Conoscete qualche organizzazione di conferenze che ha oltre 9 milioni di fan su Facebook, 7,2 milioni di follower su Twitter, 4,6 milioni di iscritti al canale YouTube e oltre 2.400 video caricati sul sito? L'importanza e il prestigio della TED (Technology, Entertainment, Design) Conference si misura anche sulla base dei numeri che ha fatto segnare negli oltre trent'anni di esistenza; durante i quali oltre mille oratori hanno tenuto il loro “talk”, molti dei quali sono stati in grado di raggiungere un’audience mondiale e vastissima: “La scuola uccide la creatività?” di Ken Robinson, per esempio, il discorso più visto online della storia del TED, ha raggiunto quasi 40 milioni di visualizzazioni complessive.

I TED Talks, ormai, sono diventati il simbolo stesso di come si deve tenere un discorso che ispiri chi lo ascolta, portando nuovi concetti e idee “disruptive” (come si usa dire oggi) nel mondo della tecnologia, del design, dell'educazione e nei tanti altri campi che, col passare del tempo, sono stati affrontati nella conferenza annuale e negli altri appuntamenti in giro per il mondo nati negli ultimi anni. Ma c'è un chiaro filo rosso che lega tutti i discorsi: l'innovazione e la volontà di cambiare il mondo grazie alla diffusione di nuove idee.

“Ideas Worth Spreading” (idee che meritano di essere diffuse) è infatti lo slogan dietro al quale ritroviamo i discorsi di personaggi del calibro di Julian Assange, Bill Clinton, l'immancabile Bono, lo scienziato Richard Dawkins, Bill Gates e i fondatori di Google Larry Page e Sergey Brin. Con il risultato che, col passare del tempo, anche un'istituzione nata in un mondo molto lontano da quello accademico ha iniziato ad attirare l'attenzione delle università di tutto il mondo e di non pochi premi Nobel (Al Gore, il Nobel per la chimica Kary Mullis, il Nobel per la pace Leymah Gbowee).

Nata in California agli albori della Silicon Valley, con un netto focus sul mondo della tecnologia, la TED Conference è oggi divenuta talmente influente che i suoi “talk” vengono citati nei saggi accademici e che circa il 20% degli oratori sono professori e ricercatori provenienti da università come il MIT di Boston, Harvard o Stanford.

Dalla Silicon Valley fino ai quattro angoli del globo

Eppure le cose non sono sempre andate così bene per la TED Conference: nel 1984 si tenne la prima conferenza, organizzata dal fondatore Richard Wurman a Monterey, California. All'epoca, si poteva partecipare al TED solo se esplicitamente invitati, ma il livello dei protagonisti era già molto alto, tanto che in quell'anno, sul palco, ci fu la prima dimostrazione del Sony Compact Disk e del Macintosh di Apple.

Nonostante questo, gli organizzatori registrarono una pesante perdita di soldi. Tanto che ci vollero sei anni per rimettersi in piedi e rilanciare la conferenza. “Ma a quel punto il mondo era pronto e le cose hanno iniziato a funzionare”, spiegano sul sito di TED. In effetti, dal rilancio del 1990 a oggi, non c'è stato anno in cui la conferenza non si sia tenuta: a Monterey fino al 2009, a Long Beach (sempre in California) fino al 2014 e adesso a Vancouver, in Canada.

Spostamenti resi necessari dalla platea sempre più grande da accogliere, nonostante il costo per assistere ai cinque giorni dei TED Talks non sia proprio alla portata di tutti: per partecipare alla conferenza del 2017 (che comunque è già sold out) si deve pagare qualcosa come 8.500 dollari. Una cifra che ha anche suscitato critiche ma che dimostra l'importanza di questa conferenza.

TEDx e le altre sorelle

Negli ultimi dieci anni, comunque, le occasioni per partecipare ai TED (e anche in maniera più economica) si sono moltiplicate, soprattutto da quando Chris Anderson, un editore inglese a capo della Sapling Foundation, ha preso in mano le redini dell'organizzazione: la conferenza oggi è trasmessa in streaming e in diretta un po' ovunque nel mondo (in Italia, anche su Rai5). Ma soprattutto sono sorte parecchie conferenze “sorelle”: TEDGlobal, nata nel 2005 e che si è tenuta in Inghilterra, Scozia, Tanzania, Brasile, India; TEDMed, incentrato sulla salute; TEDSummit, l'appuntamento estivo che ha l'obiettivo di riunire tutta la comunità più attiva del mondo TED.

Sono gli stessi ideatori della conferenza a ritenere che il cambiamento più importante sia però rappresentato dalla nascita, nel 2008, di TEDx, “un'apertura radicale del formato del TED per dare vita a eventi organizzati in maniera indipendente e locale, sempre seguendo quelle che sono le nostre linee guida”. Eventi non-profit, in cui gli oratori non vengono pagati e in cui spesso anche l'ingresso è gratuito o dai costi molto contenuti.

Per dare un'idea del successo di questo format, basti sapere che nel solo 2015 ne sono stati organizzati circa 1.500 in oltre 130 nazioni del mondo. Assicurandosi così che le “idee che meritano di essere diffuse” lo siano per davvero, in ogni angolo del globo.

Il 9 aprile prossimo sarà la volta di Roma: si terrà infatti all'Auditorium Parco della Musica il TEDxRoma e il nostro magazine di cultura digitale “Le Macchine Volanti”  è media partner.

Il tema affrontato sarà dedicato al “game changer”: una sfida che chiama a raccolta le persone intenzionate a uscire dagli schemi consolidati e a cambiare il corso delle cose, senza fermarsi davanti agli ostacoli. Tra gli ospiti principali, il guru dei nuovi media Derrick De Kerchove, l’inventore della fibra ottica Sir David Payne, la fondatrice del Burning Man Harley Dubois, il regista di “Lo chiamavano Jeeg Robot” Gabriele Mainetti, l’astrofisico Amedeo Balbi (che per "Le Macchine Volanti" ha scritto "Come nasce un astrofisico") e molti altri.