JOL CRAB: la casa dei robot JOL CRAB: la casa dei robot

JOL CRAB: la casa dei robot

...ma non solo

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Il mandato del JOL CRAB è quello di sviluppare tecnologie, prototipi e concept di servizio in cui i robot interagiscano con la rete da un lato (sfruttando le potenzialità dell’infrastruttura di Cloud Computing) e l’essere umano dall’altro. A questo scopo le problematiche create dall’utilizzo della robotica di servizio vengono affrontate sia dal punto di vista tecnologico, legale ed economico, che da quello legato all’interazione tra uomo e macchina (human-machine interaction), cioè aspetti ergonomici, percettivo-cognitivi ed espressivi.

Su questi temi si lavora in collaborazione con diversi dipartimenti del Politecnico di Torino, per lo sviluppo delle appropriate tecnologie abilitanti.

Per capire meglio di cosa si tratta abbiamo chiesto l’intervento di Marco Gaspardone, Direttore del Joint Open Lab CRAB di Telecom Italia.

Un aspetto affascinante della robotica, ma anche una delle cause dell’estrema difficoltà ad ottenere risultati concreti, è la grande interdisciplinarietà che contraddistingue questa disciplina scientifica. I settori che vengono coinvolti nello studio della robotica vanno dall’information technology all’etica, dalla biologia alla meccanica di precisione, dalla psicologia all’intelligenza artificiali. Le problematiche da risolvere e le tecnologie da mettere in campo per far muovere un robot all’interno di un ambiente, fargli svolgere un compito, interagire con le cose e le persone, percepire e ragionare, richiedono l’unione di conoscenze molto differenti tra loro.

L’obiettivo del CRAB è quello di eseguire trial in campo per testare in maniera concreta ed in ambienti reali, l’utilizzo di robot di servizio (siano essi robot terrestri, umanoidi o droni).

L’attività si svolge seguendo due linee portanti:

  • l’applicazione del concetto di Cloud Robotics: ovvero un approccio alla robotica in base al quale l’intelligenza del robot invece di rimanere “a bordo” del robot stesso viene spostata in rete, in modo da poter realizzare robot con maggiori prestazioni ad un minor costo,
  • l’utilizzo del framework ROS (Robot Operating System) per gli sviluppi software: cioè l’utilizzo di un ambiente di sviluppo per applicazioni robotiche che permette di astrarre la logica dell’applicazione dall’hardware su cui l’applicazione viene eseguita, con un approccio simile a Java o Android.

Questa impostazione punta alla prototipazione di una Cloud Robotics Network Platform  in grado di fornire funzionalità per applicazioni robotiche accessibili tramite la rete.