Artemisia e le altre Artemisia e le altre

Artemisia e le altre

Donne capaci di innovare: dall'arte alla biomedicina, dalla fisica alle tecnologie digitali.  

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Se vi trovate a Roma forse avete visitato la mostra in corso su Artemisia Gentileschi. La pittrice, nata a Roma alle soglie del 600, è considerata una antesignana delle rivendicazioni femminili, per la forza con cui, attraverso le sue scelte di vita e la sua opera, ha spezzato il modello sociale e culturale del tempo.
Veniamo ad oggi e passiamo dall’arte alle tecnologie. Donne capaci di innovare: dalla  biomedicina alla fisica, alle tecnologie digitali. In questo articolo ne citiamo alcune.

Purtroppo non c’era nessuna italiana fra le finaliste per il premio assegnato dalla Commissione Europea l’8 marzo per “Women Innovators”, imprenditrici che hanno dato vita ad aziende basate sulle proprie idee innovative.
C’è chi ha fondato una società che produce un pesticida naturale, da lei scoperto, per la disinfestazione delle coltivazioni; la professoressa di immunologia co-fondatrice della prima società europea che si occupa di caratterizzazione biomedica e sintesi di nanomateriali; la fondatrice di una start-up che ha sviluppato un dispositivo salva-vita  per interventi sul posto in caso di danni al cervello.   
C’è  la creatrice di  BLITAB il primo tablet per non vedenti che, usando una tecnologia basata su un liquido speciale, crea scritte tattili, grafici e mappe in rilievo. Un approccio innovativo che emette braille in un modo nuovo, senza elementi meccanici ma attraverso piccole bolle liquide sullo schermo, e in grado di convertire immediatamente in braille qualunque file di testo presente sul web, in una mail o su un file.

Per la festa della donna, Microsoft ha intervistato  11 donne leader per la loro capacità di cambiare l’ecosistema dell’innovazione.
Fra loro Gina Bianchini, la co-fondatrice di Ning, un'applicazione web multilingua che permette  di creare siti web e social network senza saper nulla di programmazione.

A metà degli anni '30, Hedy Lamarr, attrice e scienziata, inventò un sistema di modulazione per la codifica d'informazioni da trasmettere su frequenze radio. Applicato per comandare a distanza navi o siluri, il sistema è anche alla base  della crittografia e della telefonia mobile.
E' una delle 15 nerd indicate da Economyup: donne che hanno lasciato un segno sull’innovazione tecnologia. Fra loro Fabiola Giannotti, la prima direttrice del Cern.
E’ stata la coordinatrice dell'esperimento che ha fornito i dati per scoprire il bosone di Higgs (la cosidetta “Particella di Dio”), per il quale Peter Higgs e Francois Englert ricevettero il Nobel nel 2013.
Il Time,  in un lungo articolo a lei dedicato, scrive come dei tre scopritori, Gianotti sia stata forse quella che ha ricevuto più attenzione per una "prevedibile quanto distorta ragione di genere”. Come dire: in questo caso esser donna ha premiato!

In TIM il nostro Cern si chiama TIMLab,  il  centro di ricerca e sviluppo sulle tecnologie emergenti. Oltre 3000 brevetti registrati, siamo la seconda Telco in Europa per numero di brevetti sul mobile.
Alcune di queste innovazioni sono firmate da ricercatrici donne. Il 21% dei nostri brevettatori è una donna.
Luciana Costa è una di loro, al suo attivo 8 brevetti in un campo di attualità: la sicurezza, delle reti mobili e non solo.
Nel novembre 2005 ha depositato l’invenzione chiamata ”Method and system for automated and secure provisioning of service access credentials for on-line services to users of mobile communication terminals”.
Si tratta della creazione di una One-Time Password (OTP) per accedere, con autenticazione, a servizi offerti da terzi sulle reti Wi-Fi. 
L’idea nasce nel contesto delle reti Wi-Fi per risolvere il problema di integrare e, al tempo stesso disaccoppiare, l'autenticazione da parte del provider del servizio di rete con quella del fornitore di applicazioni, rendendo i due ambienti reciprocamente sicuri e protetti.
Funziona così:
  • insieme alla procedura di autenticazione  per l’accesso alla rete Wi-Fi, il terminale notifica il servizio a cui l’user vuole accedere. Da un segreto condiviso (es la chiave K memorizzata sulla SIM dello user),  la rete -  e il terminale  in modo indipendente -, genera una chiave applicativa che trasmette al server come prova dell’avvenuta autenticazione, insieme ad un identificativo dello user.
  • La risposta del server applicativo è un seed (un valore randomico) trasmesso  in modo cifrato, così solo il terminale di quello user può decifrarlo.
  • In questo modo il terminale può generare, a partire dal seed e dalla chiave applicativa, la One-Time-Password  per l’accesso al servizio richiesto.
Il risultato: maggiore usabilità del servizio, senza la necessità di avere due metodi per la creazione di credenziali differenti per l'operatore di rete e il fornitore di servizi.
Il tutto con la stessa sicurezza perché le credenziali applicative che nascono da questo metodo di autenticazione della rete non sono note all'operatore di rete.
Inoltre, poiché sono ricavate dinamicamente su ogni singola sessione, sono più sicure rispetto a soluzioni statiche.
Adattata, questa idea può essere usata non solo per le  reti Wi-Fi, ma in futuro anche per il 5G e i servizi Cloud.